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Disco di Nebra (2)

IMMORTALATA UNA ECLISSI DI 4000 ANNI FA

NEBRA - UNA MAPPA DI CORPI CELESTI CHE POTREBBERO COLPIRE LA TERRA

IL DISCO DI NEBRA MANUALE DI UNA MISTERIOSA GEOMETRIA

Disco Nebra

autore VASILE DROJ universologo

   Vasile Droj, autore di questo articolo, fa una scoperta straordinaria paragonabile alla Pietra di Rosetta: il Disco di Nebra non è fatto a caso né a mano libera ma in basi a dei calcoli matematico geometrici ultra precisi che lasciano intravedere una scienza impressionante. Relazioni matematico geometriche sorprendono uno scenario inquietante dove ogni carattere inciso sul Disco é a lungo elaborato secondo una geometria oggi sconosciuta che l’autore chiama “embrional sintetica”. La Terra è vista dallo spazio cosmico in concomitanza ad’una meccanica celeste sbalorditiva che fa pensare se non ad una provenienza extraterrestre delle informazioni contenute nel Disco, di sicuro ad un relitto di qualche avanzatissima civiltà remota. Il Disco di Nebra racconta anche una nuova cosmogonia e principi cosmologici con accenno sulle energie circolari ed orbitali di cui i numerosi archi sono testimone. L’energia dei campi circolari esprimerebbe un altro mondo in quale la luce curva* è il pieno sovrano. Il Disco racconta in codici geometrici un’eclissi di sole avvenuta 4000 anni fa e lascia intravedere aspetti sconosciuti che interagiscono nei fenomeni dei eclissi.

Disco Nebra   Per più di due mila anni l’impressionante civiltà egizia è rimasta misteriosa e indecifrabile finche un giovane di nome Champolion partecipe alla campagna di Napoleone in Egitto non s’imbatte in una pietre contenente un testo trilingue, la famosa stelle di Rosetta. Da quel momento i gieroglifi cominciarono a parlare e un intero mondo scomparso veni alla luce. Un altro continente sommerso quello di migliaia e miglia di siti archeologici, templi, piramidi, santuari megalitici ed un’infinita miriade d’artefatti antichi restano ancora nel più totale mistero. Tutti questi reperti aspettano un nuovo Champolion ed una nuova Stele di Rosetta
Una soluzione sarebbe anzi c’è e funziona perfettamente già applicata a decine e decine di reperti antichi con risultati strabilianti. E’ l’Artematica o “arte matematizzata” una scienza da me scoperta e messa a punto sul percorso degli ultimi 20 anni nel quale attraverso un nuovo tipo di geometria chiamata “embrional sintetica” nonché “concentrica” si riesce decifrare i più profondi segreti dei antichi artefatti. Questa geometria eccezionale va a mano con un “sistema di quantificare universale” acquistando insieme una straordinaria forza investigativa.
Il Disco di Nebra trovato di recente in Germania, antichissimo di quasi 4000 anni è per eccellenza un prodotto “artematico” ossia di arte matematizzata e accanto ad una ventina d’altri artefatti provenienti dal mondo antico da me studiati dimostra la validità della procedura artematica. Ecco nuove rivelazioni geometrico matematiche contenute nel Disco di Nebra.

Disco Nebra   RIASSUNTO PUNTATA PRECEDENTE Nell’articolo precedente si è visto che il Disco di Nebra non è il risultato di un semplice capriccio di qualche barbaro del neolitico ma l’espressione raffinata di un razionale concepimento e di un’impressionante raffigurazione geometrico matematica. Si è visto poi in maniera graduale come le parti costitutive del Disco di Nebra: Minidisco, la Semiluna, l’Arco Solitario, gli Archi laterali e i Cerchietti erano disposti in base sia a dei principi geometrico matematici generali sia particolari. Tutto era in armonia secondo la famosa musica delle Sfere tanto venerata dagli antichi. E proprio qui voglio arrivare perché tanti aspetti particolari di sottilissime geometrie erano mosse e mantenute da una armonia nata dalla giusta distribuzione delle principali tre sfere: il Minidisco(la Terra), la Semiluna (la Luna) e l’Arco solitario (vedi la figura 13 del precedente articolo).

     Nell'attuale articolo nella (fig. 1) si osserva che la linea che unisce il centro del Minidisco e quello della Semiluna è tangente al cerchio interno virtuale del Arco solitario. Ma quello che è veramente impressionante è il fatto che questo punto comune ai tre oggetti altro non è che il centro dell’intero disco di Nebra (il Sole) Quel punto non è soltanto il luogo geometrico comune ma anche il baricentro di tutta la costellazione di oggetti incisi sul Disco di Nebra, tenendo conto che i cerchietti sono pezzi sparpagliati dell’Arco solitario e che i due Archi laterali sono equilibrati proprio da questo centro. In conclusione il baricentro dei quattro corpi celesti è proprio il centro del Disco di Nebra.
Prolungando la linea che unisce i centri della la Terra e della Luna si osserva che essa taglia in parti quasi uguali i restanti Archi laterali (fig. 2). E cosi otteniamo l’Asse della volta celeste di Nebra. Questa asse è molto importante per l’orientamento.  Ad una attente verifica costatiamo che il cerchio della Semiluna è più grande di quello della Terra anzi lo occulta parzialmente. Che significa questo ? Che la Terra è vista dallo spazio cosmico al di fuori e un può dietro la  Luna. Tenendo conto delle proporzioni dei due corpi celesti e del loro posizionamento un astronomo potrebbe calcolare il punto preciso da dove si vede la Terra. Tenendo conto dei rapporti trai parametri dei due corpi celesti il punto da dove è scattata l’immagine si può calcolare a grande precisione.
Con l’occultamento della Terra la Luna si mette in una posizione di eclissi di Sole e proprio questo sarebbe uno dei tanti messaggi che il Disco di Nebra ci vuole parlare.

UN'ECLISSI DI SOLE DI 4.000 ANNI FA

     Chi per primo ha affermato che Il Disco di Nebra rappresenta una mappa stellare ha intuito bene, che poi era anche ovvio dal momento che esso contiene un disco centrale paragonabile a quello solare o al globo terrestre e piccoli cerchietti che allude alle stelle ma specialmente la Semiluna che è la Luna.
Disco NebraQuello però che non si è capito é il fatto che il Minidisco centrale non rappresenta il Sole ma la Terra vista dallo spazio cosmico. Quest’impostazione cambia tutto alzandoci dal livello tellurico direttamente a quello astrale interplanetario. Come il cono d’ombra della Semiluna è orientato verso il Minidisco è evidente che esso non può essere il Sole ma la Terra. Il Sole rappresenta ed è effettivamente il grande disco di Nebra nella sua interezza delimitato dai due Archi laterali. Specialmente quello destro quasi incollato alla Semiluna.
E’ bene qui si nasconde una misteriosa eclissi di Sole che per aiutare i posteri a scoprirlo gli autori del Disco hanno lasciato un indizio cifrato, piccolo ma importante come fanno i pirati sulla mappa del Tesoro. Questo indizio è uno dei tanti piccoli Cerchietti (fig. 3) situato tra il corno superiore della Semiluna e la punta superiore dell’Arco laterale destro.
Questo Cerchietto è l’unico tra tutti gli altri che è tagliato su un lato. Perché questo? Di sicuro per attirarci l’attenzione e suggerirci l’idea di continuare questa linea. E bene, prolungando la linea in giù si osserverà con stupore che essa tocca il corno superiore della Semiluna e poi diventa tangente al Minidisco (fig 4). Se la linea sarà prolungata da un lato al altro del grande Disco taglierà nella stessa misura altri due Cerchietti. Perché questo? Semplice! Per delimitare la giusta posizione della linea. Si sa che due punti sono sufficienti per tracciare una linea ma in questo caso sono tre proprio per non far credere al ricercatore che è una coincidenza. Anzi assommando anche il cerchio del Minidisco abbiamo 4 punti di verifica.
    Nel prolungamento in su della linea che il piccolo Cerchietto ci fa vedere, si osserva che essa taglie la parte superiore dell’Arco laterale destro. E’ quasi un invito forzato e obbligatorio perché tutte ma assolutamente tutte le altre estremità degli Archi laterali sono tagliate in angolo retto. Questo è l’ultimo che non è tagliato. E il taglio è proprio al limite della parte rettilinea e all’inizio della curvatura. Ed in fine facendo il bis di questa operazione cioè tracciando un’altra linea retta questa volta dall'estremità inferiore all’Arco laterale destro tangente al corno inferiore della Semiluna rimarremo stupiti costatando che essa tocca il Minidisco proprio nel punto dove finiva l’altra linea. Impressionante!.
Che voglie dire tutto ciò? Ecco: l’Arco laterale è il Sole com’espressione di tutto il grande Disco, la Semiluna é la Luna mentre il Minidisco è la Terra. La Luna situata tra il Sole e la Terra altro non crea che un’Eclissi di Sole. Allora era questo che volevano comunicarci i costruttori del Disco di Nebra; un Eclissi di Sole realizzatasi quasi 4,000 anni orsono, ossia una altra ancora da venire?
Disco NebraInteressante il fatto che la parola eclissi lat. eclipsis ha la stessa radice della parola clipeus lat. disco. Parafrasando in latino: ”clipei eclipsant”. Il Sole, la Luna e la Terra appaiono come dei dischi. La clessidra lat. clepsidra indica il tempo di un’eclissi ma anche l’azione di occultare cioè cleptomania perché la Luna nasconde o ruba il Sole. Il “codice linguistico ancestral universale” da me scoperto decine d’anni fa aiuta ad’arrivare alle più nascoste verità. Ecco alcune: letto al contrario la radice clip da clipeus diventa pilc cioè placa ossia placa. E veramente qualunque disco-clipeo altro non è che una placa rotonda. E tenetevi bene perché la radice disc della parola Disco letta al contrario altro non è che la parola Scudo. Mistero dei misteri! Eccolo: una sfera quando si muove crea attorno ad essa un disco planetario o satellitario in pratica un’orbita.. Se si ferma il disco si trasforma da nuovo in Sfera. Lo spazio lat. spatium com’espressione non definita si trasforma in un luogo geometrico. Eco la misteriosa formula magica proveniente dal codice linguistico ancestral universale: la radice spat da spatium letta al contrario è taps cioè TOPOS ossia luogo ben definito. Questa meravigliosa scienza semantica discendeva direttamente dalla lingua degli Dei e il Disco di Nebra qualcosa ne sa, ma questa volta parla in linguaggio geometrico di cui le stesse lettere fenicio-greco-latine sono l’espressione e testimone.

UNA SPECIALE ECLISSI SVELA
LEGGI NASCOSTE DELLA NATURA

     L’eclissi presente nel Disco di Nebra non è una qualunque ma il prototipo di una molto ma molto speciale. Se fosse così bastava metterla in semplice linea retta (Terra-Luna-Sole) ed esprimerla artisticamente, ma non è cosi. Lo scenario dell’eclissi é stato ben analizzato e costruito in tal modo che attraverso relazioni geometrico matematiche di portarci davanti a nuove leggi di una meccanica celeste ancor sconosciuta.
   Nella (fig. 5) la distanza tra l’estremità superiore interna dell’Arco laterale destro e il corno superiore della Semiluna è meta della loro corrispondente parte inferiore. Come mai? Poteva essere una distanza qualunque, ma gli autori attraverso questa equazione volevano dirci qualcosa. Di più la distanza tra l’Arco superiore dell’Arco e il corno superiore della Semiluna é presente anche nell’Arco Solitario in basso esattamente 4 volte. Perché? Mistero! Di sicuro questo darà molto da torcere agli ricercatori.
   Ma il bello appena comincia. La distanza (fig. 6) tra le corna della Semiluna (a) che é anche il diametro della Luna è identica alla distanza (c) tra il suo corno superiore e il punto sul Minidisco (Terra) dove si focalizza l’eclissi. In più la stessa distanza è uguale a quella (b) che partendo dall’angolo inferiore interno dell’Arco laterale destro attraverso la punta del corno inferiore della Semiluna arriva allo steso punto di focalizzazione sul Minidisco. Cioè proprio le linee che creano l’eclissi di Sole.
   La situazione diventa ancor più complessa perché un'altra distanza (d) uguale scende dal punto di foccalisazione dell’eclissi fino alla parte inferiore del Disco solitario in un punto inciso. Sorprende il fatto che la linea appena tracciata lunga quanto l’apertura tra le corna della Semiluna, suddivide l’Arco solitario in due parti perfettamente uguali.   
Disco Nebra   C'è da chiedersi, che centra il diametro della Luna con l’eclissi. Centra perché dietro il fenomeno dell’eclissi esiste una fenomenologia ancora completamente sconosciuta ma di evidente interelazione tra i due diametri Sole-Luna, che con l’occasione dell’eclissi totale di Sole dell’Agosto 1999 ho avuto la fortuna di scoprirla. I costruttori del Disco di Nebra vogliono insegnarci su un altro mistero ugualmente grande quello delle proporzioni interplanetarie dove in base ad una matematica impressionante tutti i parametri celesti del nostro sistema solare sono ben inscritti in “registri” di quantificazione universale e riscritti anche nei parametri delle tre piramidi di Cheope, Chefren, Micerino and. co. Tali relazioni le ho scoperte già 20 anni fa.
   Il fatto che il diametro della Luna si sovrappone esattamente su quello del Sole nell’eclissi totale non è casuale ma il risultato di una legge che quando l’umanità la capirà cancellerà come superato quello che ha conosciuto prima.
   Concludendo, ce da osservare che l’eclissi incisa nel Disco di Nebra è realizzata da una linea che cade perpendicolare sul Minidisco arrivando poi al centro della Terra, e un’altra linea che cade tangenziale allo stesso Minidisco. Qui sta il mistero, e perché il raro fenomeno celeste è stato concepito e tracciato in questa impostazione? Per il fatto che la perpendicolare e la tangente sono le sole due linee archetipali fondamentali di interazione tra due corpi mentre tutte le altre con infinite derivazioni particolari sono soltanto variazioni sulla stessa tema. Gli eventi straordinari si producono al sorpasso di queste due linee .
   Nel caso degli eclissi di Luna specialmente di Sole si manifesta il “raggio retto” una strana forma di energia di cui l’aspetto visivo nello spettro luminoso é soltanto una infime traccia. Nell’eclissi di Sole del 11 Agosto 1999 (fig. 7) è ben visibile il “raggio tangente” alla superficie della Luna Disco Nebrache si estende nello spazio per decine di raggi lunari. Di sicuro la linea tangente sul Disco di Nebra che è incisa per raffigurare l’eclissi vuole riferire a questo “raggio tangente” e ai suoi misteri. Quasi un’altra fisica.
   Nella seguente (fig. 8) la situazione è più complessa, con l’apparizione di due aloni uno laterale sinistro un può sopra e un altro in baso sul lato destro di cui visibile è soltanto il contorno che occulta sensibilmente la Luna. Sorprende quanto le proporzioni di questi due aloni assieme alla Luna sono proporzionali a quelli incisi sul disco di Nebra: il Minidisco, il disco completo della Luna e quello virtuale espresso dal completamento della concavità della Semiluna.
   Ed infine la colme dell’ironia, il destino ci fa “scherzi”: la parte arrugginita scura sul Disco che sembra un’ombra parte proprio dalle periferie solari attraverso quelle lunari (le corna della Luna) per cadere sulla Terra simile al cono d’ombra di un’eclissi (fig. 9).Ce da chiedersi se tutto questo è a caso o no. Sembra di no .Ecco: all’interno del cono d’ombra tra e sopra la Semiluna e l’Arco laterale l’ombra scompare per lasciare lo spazio verde originale del grande disco (fig. 10). E bene questo spazio circolare è uguale al Minidisco cioè alla Terra. Strano che il centro del nuovo cerchio formato è situato niente meno che sulla superficie della Semiluna. Come mai? Tutto questo presuppone che sulla parte invisibile della Luna nel momento dell’eclissi totale di Sole succede qualcosa di strano che noi non conosciamo. Per questo la Luna sarebbe l’unico satellite che rimane fisso in relazione alla Terra mostrando sempre la stessa faccia?
   Con l’occasione dell’eclissi di Sole dell’agosto 1999 ho fato sperimenti e osservazioni speciali in quale si è manifestata un’energia ancora sconosciuta emanata dalla congiunzione dei tre astri. Così una sventola d’aria si é Disco Nebracompletamente fermata mentre il vento s’intensificava e viceversa quando il vento si è fermato ha cominciato a muoversi a grande velocità senza nessuna spiegazione. Avrebbe ragione il codice linguistico ancestral universale le cui procedure di rovescio delle parole porterebbe alla scoperta della loro equazione segreta ? Luna letto al contrario é anul da dove anula o annullare. Sembra che la Luna annulla o avvolte amplifica fenomeni ed eventi in funzione delle sue fasi.
Studiando bene il disco di Nebra potremmo arrivare alla scoperta non soltanto di nuovi fenomeni ma addirittura di nuove leggi ancor sconosciute.

IL SEGRETO DELL’ARCO SOLITARIO

   L’enigmatico disco di Nebra è pieno di sorprese in qualunque suo punto e direzione. L’Arco solitario sembra un può meno promettente in rapporto alla grande frequenza d’apparizione del Minidisco e della Semiluna ma solo apparentemente perché anche lui ha molte informazioni codificate. Si sa che la caratteristica d’ogni arco è la larghezza compressa tra le sue estremità. Misurando l’Arco solitario (fig. 11) si costata con sorpresa che la sua apertura alare (a) è identica alla distanza (b) tra la sua l’estremità interna destra e il centro del Minidisco.
   E questo è poco perché la stessa distanza è uguale (c) vale a dire quella tra .l’estremità esterna del Disco (o dell’Arco laterale destro) e la superficie del Minidisco. E il miracolo geometrico continua perché prolungando un'altra linea (d) fino al suo contato con la parte concava dell’Arco laterale sinistro la distanza sarà sempre uguale alle precedenti.
   C'è da chiedersi qual è la ragione di queste relazioni geometriche e perché le quattro line sono uguali Una delle ragioni sarebbe quella dell’eclissi perché la linea (c) è quella dell’allineamento interplanetario e contiene anche il punto dove cade il cono d’ombra sulla Terra. In ogni caso la comunità dei ricercatori ha tutto il tempo di ruminare queste informazioni.

IL DISCO CON TRE CENTRI E TRE CIRCUMFERENZE

Disco Nebra   Che il disco di Nebra è bizzarro non c'è dubbio ma che questa bizzarria è scientifica, stupisce. E qui è il bello. Gli antichi dicevano “se un’imperfezione porta alla perfezione usalo”. Nella grande e perfetta economia del Creato è stato inserita anche l’imperfezione con lo scopo di poter  meglio discernere il disegno della perfezione. Gli saggi l’hanno inserita nel Sistema e cosi accanto alle maestose piramide Cheope e Kefren appariva anche la piccola piramide di Micerino anche se un può storta e non in linea con le altre.
   I costruttori delle piramidi possessori di una geometria e matematica incredibile si accorsero che i sistemi numerici perfetti contenevano anche lati oscuri e che nel profondo vagavano gli aisberg delle imperfezioni. Per mantenere intatto il segreto introducevano nei sistemi di sicurezza elementi d’imperfezione che fermavano i ricercatori smarrendoli e soltanto quelli ammaestrati al “protocollo” potevano andare avanti.
    Il disco di Nebra non disdice questa linea maestra è introduce elementi di disturbo che ulteriormente superati sveleranno informazioni eccezionali. Prima di tutto il Disco di Nebra non è perfetto ma un può ovale. Nella (fig. Disco Nebra11) la parte periferica sinistra colorata in verde è ecedentare così come la Terra è un geoide. La cosa impressionante è che il cerchio che forma questa protuberanza esterna si continua in maniera perfetta creando la parte concava dell’Arco laterale destro (cerchio in verde). Il centro di questo cerchio è il punto “Z” situato sulla linea (d).
   Il Cerchio più perfetto è quello di colore rosso che crea la parte convessa dell’Arco laterale destro. Il centro si trova nel punto “X” situato sotto la superficie del Minidisco sulla linea “c”. Il Cerchio azzurro costruisce la parte convessa dell’Arco laterale destro per continuare la costruzione della parte interna concava dell’Arco laterale sinistro. Il suo centro si trova nel punto “Y” sulla superficie del Minidisco al contato con la punta perpendicolare della linea (c) (fig 1).
   I tre centri sono situati nel baricentro del grande Disco che tra l’altro è anche quello dell’eclissi. Le tre  circonferenze hanno anche loro un significato che per ora non è chiaro. Probabilmente si riferiscono a degli sbalzi di traiettorie planetari se non solari. Potrebbero essere indizi d’alcune imperfezioni delle orbite planetarie o del ciclo solare. In ogni caso i due Archi laterali come gabbie Faraday indicano qualche protezione a quello che si trova al loro interno. Mio parere è che i costruttori del Disco ci avvertono di qualche cedimenti della protezione all’interno del sistema solare possibilmente collegato ad alcuni eventi astronomici tra cui l’eclissi di sole di luna oppure congiunzioni planetarie o asteroidi nel caso dei piccoli cerchietti. Sembra una mappa celeste di avvertimento, e a dosso con il famoso 21.12.2012 la fine del calendario Maya, non ce da rallegrarsi.

IL MISTERO DEI CERCHIETTI

Disco NebraI piccoli Cerchietti sparpagliati nel campo del grande Disco di Nebra avrebbero tre spiegazioni plausibili: quello d’essere stele fise, corpi naturali, o corpi artificiali.

  1. Stelle fisse, costellazioni. Questa variante può essere vera ma avrebbe meno importanza, valida soltanto per inquadrare il tema del cielo ossia il quadrato della volta celeste in discussione, in questo caso quello vicino alla costellazione delle Pleiadi la zona più bella e carica del cielo. Traspare però un’altra supposizione questa volta impressionante, quella che la volta celeste, le costellazioni in  primis, avrebbero una logica nella disposizione delle stelle sulla volta celeste descrivendo un vero “alfabeto” che fa scoprire equazioni matematico geometriche impressionanti. Lo so, è da brivido e con tutto ciò da più di 10 anni ho scoperto questa logica e alfabeto e le ho messi insieme in una nuova scienza chiamata Astrosophia*.( informazioni su questo in un prossimo articolo).
  2. Corpi naturali. I Cerchietti possono essere corpi vaganti di media grandezza o immensi come asteroidi, comete, detriti etc. In questo caso il Disco di Nebra rappresenterebbe la mappa degli oggetti pericolosi che potrebbero colpire e annientare la vita sulla Terra. In tale variante la cosi detta “costellazione delle Pleiadi” espressa dai cerchietti potrebbe essere un sistema rotatorio d’oggetti naturali molto pericoloso. Avvertimenti per simili collusioni sono già stati incifrate nella logica interna di alcuni santuari come quello di Stonenhenge e Sarmisegetuza Regia (Romania). Non è escluso che Il disco di Nebra sia un messaggio di avvertimento e nello stesso tempo la soluzione per una imminente collisione con Disco Nebrala Terra.
  3. Corpi artificiali. La più affascinante supposizione sui Cerchietti è quella che li considera corpi artificiali realizzati da qualche civiltà extraterrestre o terrestre, remota ma avanzatissima. Sul percorso di decine o centinaia di migliaia di anni possibili civiltà avanzate sulla Terra si sono avventurate nello spazio prima di scomparire o decadere e hanno lasciato nell’etere cosmico tracce come navi, stazioni orbitali, ed altro, veri semafori per le civiltà da venire dove hanno depositato come a biblioteca d’Alessandria le loro conoscenze. Probabile il Disco di Nebra è una mappa delle stazioni artificiali dei tempi remoti. Chi lo sa quanti di questi oggetti artificiali sarebbero già coperti di ghiaccio e polvere cosmica attratta dalla microgravità e per noi oggi appaiono come delle inerti masse di detriti. In ogni caso tutti questi oggetti appartengono all’Arco Solitario dal quale si sono rotti e dispersi. E se l’Arco solitario fosse una grande piattaforma madre (l’Arca) da dove le navicelle sonde si sono sparpagliate senza ritornare colonizzando lo spazio e il pianeta Terra?

Roma 23.08.2004
         10.12.2011

www.universology.com email: vasidro@tiscali.it

 

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