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L'EREDITÀ SEGRETA DI KUBRICK,
IL MONOLITE, NON FU MAI REALIZZATA

ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1996) UN

FILOSOFO ROMENO INVIÒ A KUBRICK UNA SCENEGGIATURA PER

CONTINUARE "2001 - ODISSEA NELLO SPAZIO"

SPIELBERG CON "A.I." TRADUSSE MALE IL TESTAMENTO DI KUBRICK

OMETTENDO IL MONOLITE

CHI REALIZZERÀ LA SCENEGGIATURA ORIGINALE DEL 1996?

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

   Il 29 Agosto del 1996 l’universologo Vasile Droj, presente alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, fu sorpreso e contrariato dal fatto che il grande regista Stanley Kubrick a un’età venerabile realizzava all’epoca l’erotico film “Eyes wide shut” dimenticando che dopo pochi anni, nel 2001, si sarebbe compiuta la data del suo film “2001 Odissea nello Spazio”. Perciò egli scrisse un'e-mail (Fig. 1) al celebre regista pregandolo di lasciar perdere il “colorito” film e riprendere al più presto il filone filosofico del suo primo amore, l’Odissea nello spazio, e trasporlo in un nuovo film “Il Monolite” all’occorrenza del fatidico anno 2001 così come egli stesso profetizzò. Nell’e-mail Vasile Droj gli propose uno scenario interessantissimo incentrato sul Monolite come depositario del supremo segreto dell’Universo.

Eredità Kubrick   La sceneggiatura piacque a Kubrick, che uscito dal torpore capì che era venuto il tempo di finire l’opera incominciata poiché il 2001 era vicino. D’un colpo tutti i giornali del mondo proiettarono la notizia in caratteri cubitali “il mostro sacro si è svegliato e vuole continuare il filone filosofico di 2001 Odissea nello Spazio” (Fig. 2). Pochi però, o nessuno, seppe che il risveglio fu scaturito da quellla e-mail e lo scenario inviatogli dal filosofo romeno. Poco dopo Stanley Kubrick morì, non prima di delegare al suo amico Steven Spielberg la realizzazione del film. Però Spielberg capì male le indicazioni di Kubrick omettendo nel suo film “A.I. Intelligenza artificiale”, il monolite (Fig. 3 e 4). Vasile Droj se ne accorse e cercò di rimediare alla situazione inviando a Spielberg una lettera, sperando di incontrarlo nel suo soggiorno a Roma nel giugno del 2001. Con quell’occasione egli informò varie testate Tv e giornalistiche sulla vera eredità di Kubrick (Fig. 4) o come il Maurizio Costanzo Show di cui fu ospite qualche anno prima.

   Ecco il contenuto della lettera inviata a Stanley Kubrick nel 1996 durante il Festival del Cinema di Venezia:

   Il mio nome è Vasile Droj e vorrei conoscere di più sull’attività di Stanley Kubrick in quanto suo fan nella giovinezza ho iniziato la mia filosofia di vita proprio con “2001 Odissea nello spazio”. Il suo film è stato uno dei più grandi della storia introducendo per la prima volta idee che si realizzano solo oggi, intorno all’anno 2001. La grande scoperta che stava per essere annunciata al mondo era nascosta nel computer (Hal 9000). In qualche modo come quello delle navi statunitensi che hanno scoperto sulla Luna e Marte tracce straordinarie e le tengono nascoste. Appunto, come Hal sul Monolite.

   Però la vera scoperta (tutt’altra) impressionerà il mondo intero diventando l’evento maggiore della fine di questo millennio, specialmente l’inizio del prossimo. È possibile che Lei, che ha generato e germinato tutto questo, si lasci sfuggire l’occasione? Soltanto quattro anni ci separano dall’appuntamento del 2001 e perciò io Le propongo nella sceneggiatura che Le invio di fare un nuovo film che sarebbe il coronamento della sua creazione legando passato, presente e futuro. Il nuovo film dovrebbe chiamarsi “Il Monolite” poiché esso è la vera Riscoperta.

Eredità Kubrick   Io sono un ricercatore in egittologia e studio da molto tempo i segreti delle antiche civiltà e le loro interazioni con altre culture extraterrestri, ho avuto l’occasione reale di realizzare la grande scoperta, qualcosa che supera la nostra conoscenza. Sono ben documentato su questo e su ciò che scrivo ora. Mescolando le prove scientifiche di questa colossale scoperta con il mondo umano e con le tante immagini del subconscio del suo film, sarà possibile la realizzazione non soltanto del migliore film però nello stesso tempo del primo film che si muove mano nella mano con la storia…

   Il progetto di sceneggiatura che Le propongo è già pronto, attendo la risposta alla mia proposta con le Sue opinioni in merito, pregandoLa di comunicarmi le modalità di come entrare in contatto con Lei.

Questa fu la lettera contenuta nell'e-mail inviata a Stanley Kubrick durante la Mostra del Cinema di Venezia il 29 Agosto 1996 alle ore 19,26

Ecco ora la lettera inviata al regista Steven Spielberg:

   Questa lettera è molto speciale, se presa in considerazione e applicata, porterà a sviluppi straordinari sul lato del Destino.

A STEVEN SPIELBERG
DA VASILE DROJ

PROPOSTA PER UNO STRAORDINARIO FILM DI FANTASCIENZA

   Nella lingua italiana il Destino è nominato attraverso tre parole: Fato, Sorte e Destino. Il Fato sarebbe il piccolo destino, la sorte il medio Destino mentre il Destino vero è il Grande Destino. Il Fato vuole dire fare i minimi fatti necessari per iniziare, altrimenti l'impresa è fatale. La Sorte, come dice la parola stessa, mostra che tra i tanti che hanno fatto i fatti soltanto uno è scelto, ossia tirato a sorte o scelto per uscirne (sortir). Infine il Destino vuole dire riuscire a lunga distanza per arrivare alla Destinazione.

Eredità Kubrick   Ma che c'entra tutto questo con me, Vasile Droj, l'autore della lettera, Lei Sig. Spielberg e Stanley Kubrick? C'entra eccome, poiché alcuni files di Fato e Sorte si sono intrecciati tra noi tre.

   Ecco l'inizio: dalla Biennale del Cinema di Venezia nel 1996 ho mandato una E-mail a Stanley Kubrick rimproverandogli che ai settanta anni, alla fine della vita, si fosse messo a fare film erotici (Eyes wide shut) dimenticando la sua grande vocazione iniziata con “2001: Odissea nello spazio”.

   La mia proposta a Kubrick era questa: coronare la sua vita e attività cinematografica con un grande film di fantascienza che doveva continuare il filone filosofico di "2001: Odissea nello spazio" e presentarlo nell'anno 2001, anno da lui scelto già trenta anni prima. In altre parole proponevo a Kubrick di riprendere il filone filosofico dell'Odissea puntando sul terzo elemento - il Monolite - il Mistero assoluto di una straordinaria scoperta che l'intelligenza artificiale dell'occhio del computer Hall cercava di nascondere. E, ironia della sorte, anche Kubrick fu beffato dall'occhio (Eyes wide shut), non finendo la sua grande Opera, così come anche Spielberg fu fregato dall’occhio dell’Intelligenza artificiale A.l.

Eredità Kubrick   Nel mini scenario inviato a Kubrick mettevo l'accento sul Monolite come ponte tra l'Anima e l'intelligenza artificiale, visto anche come l'espressione generalizzata del più grande segreto della Terra e dell'Universo che fu inscritto nei megaliti, nei santuari antichi e nelle piramidi egizie.

   La mia lettera arrivò a Stanley Kubrick e successe il miracolo: tutte le agenzie stampa del mondo iniziarono ad annunciare a caratteri cubitali: "Il mostro sacro del cinema di fantascienza si è risvegliato e vuole continuare il filone filosofico di “2001: Odissea nello spazio”.

   Fin qui ha agito il Fato, io ho inviato l'idea e lo scenario, ho fatto i fatti, però la Sorte non mi ha sorriso: Se Kubrick mi avesse chiamato per realizzare il progetto sicuramente avrebbe fatto il più straordinario film di fantascienza di sempre. Senza di me si è perso tutto. Se Kubrick mi avesse ascoltato, sarebbe potuto essere ancora in vita perché una grande mobilitazione e un termine concreto come il 2001 lo avrebbero obbligato ad arrivare al termine.

   La mia amarezza è sparita poi più tardi quando ho sentito che Lei, Sig. Spielberg, voleva continuare il sogno di Kubrick. Ho cercato di mettermi immediatamente in contato con Lei almeno per due motivi: per non farLe commettere l'errore di considerare l'eredità di Kubrick incentrata soltanto sull'intelligenza artificiale che poi rappresenterebbe appena un terzo del problema, e per farLe arrivare il mio progetto sul Monolite che già a Suo tempo venne accettato da Kubrick. Lo scopo Di Kubrick era il Monolite poiché il regista si avvicinava alla fine della sua vita.

   La sfortuna e la Sorte hanno fatto sì che non arrivasse a Lei, così il Suo film A.l. ha preso 1/3 dei suffragi. Mi veniva a piangere vedendo sui giornali titoli come: "Doveva essere un trionfo, la continuazione ideale del progetto di Kubrick. Per ora è un flop in USA". E nei primi dieci del top era in penultima posizione, superato persino dai film su bionde e cani (fig. 3).

   Sicuramente se il mio progetto fosse arrivato e Lei l'avesse preso in considerazione tutto sarebbe stato diverso. Ma non è tardi, in un anno fino al 2002 possiamo mettere in piedi il più straordinario e originale film di fantascienza e realtà che Kubrick voleva compiere, come suo ultimo film, quello di continuare l'Odissea 2001 con l'aggiunta della mia sceneggiatura sul Monolite.

   La sceneggiatura che ora Le presento parte da quella proposta a Kubrick, però è molto più sviluppata, non è soltanto fantascienza in se stessa, ma la realizzazione di quel sogno multi millenario dell'Umanità, il segreto assoluto dell'Universo inciso nella pietra degli antichi monumenti e delle piramidi - il Monolite. Il Monolite nella sua forma geometrica e nei suoi parametri numerici rappresenterebbe un “Sistema di quantificare tutto l'Universo” che soltanto gli extraterrestri conoscono. Poiché il “sistema” è stato già scoperto, niente meno che dall’autore, il film presenterà non soltanto l’intreccio tra uomini e guardiani celesti ma anche la cronaca diretta della scoperta che l'Umanità aspetta da migliaia di anni. Di questa scoperta si parlava nel film “2001 Odissea nello Spazio” e nessuno finora se n'è accorto. Fortunatamente la grande scoperta, l'ha fatta proprio l'autore di questa lettera che l’ha tenuta segreta fino al termine del 2001, quando doveva essere resa pubblica secondo la sceneggiatura di Stanley Kubrick.

Eredità Kubrick   Il film propone un nuovo genere di fantascienza che mescola realtà storica passata e presente, documenti inediti e straordinaria fenomenologia paranormale reale, assieme ad una permanente dialettica di antica sapienza terrestre intrecciata con conoscenza extraterrestre. L'eroe principale, ricomponendo i pezzi persi nel tempo in vari punti del pianeta, ricostituisce la conoscenza terrestre integrale riuscendo  realizzare il Monolite attraverso cui qualunque elemento si trasforma in un altro permettendo il passaggio in altri mondi. Nel frattempo in alcuni laboratori sperimentali ultrasegreti si ricopia in parte l'esperimento, però c’é l'intervento dei guardiani extraterrestri che lo considerano non il migliore per l'Evoluzione Umana. L'autore, eroe riprende la “via superiore” e applica le virtù del Monolite a se stesso, e a quel punto tutto l'Universo con infiniti mondi si apre davanti a lui. Dopo la visita della “sala degli archivi” stellari e del pianeta Terra, trovando la “formula di tutte le formule” e vedendo le sofferenze, l'ignoranza, le guerre, decide di scendere come i saggi antichi e riportare la Luce agli uomini. In un finale tempestivo rivela al mondo la grande scoperta con la sua controparte sapienziale. In quel momento l'Umanità entra nella confederazione delle civiltà stellari della Via Lattea, etc.

   Lo scenario è immenso e accuratamente dettagliato.

   Signor Spielberg, l'occasione del suo soggiorno a Roma all'inizio di Agosto 2001 sarebbe utile per vederci per presentarLe personalmente lo scenario del nuovo film. Se Lei mi chiama, io sono pronto.

   Assieme alla presente allego copia dell’E-mail mandata a Stanley Kubrick dalla Biennale del Cinema di Venezia e le fotocopie dell’eco sui giornali sulla decisione di Kubrick di riprendere l'Odissea 2001.

Distinti Saluti

Roma 30.07.2001.

   Questa fu la lettera inviata a Steven Spielberg il 30.07.2001 . Il regista soggiornò all’Hotel delle Russie e le imponenti misure di sicurezza non permisero il contatto. L’autore incontrò però la squadra situata a Roma in Bufalotta, esponendo la sua proposta.

   CONCLUSIONI

   Stanley Kubrick ebbe nel 1968 una folgorazione straordinaria: tutta l’esperienza della civiltà umana fu racchiusa nel Monolite che è rimasto per millenni nascosto al genere umano. La sua riscoperta rivoluzionerebbe completamente l’Umanità. Ma si deve superare la cattiveria dell’intelligenza artificiale di “Hal” che potrebbe scatenare l'holo-causto totale e finale. La risposta è il Monolite o l’intelligenza “Orthoficiale”. Un'intera filosofia.

   Ora ci si chiede chi potrà realizzare la seconda parte dell’eredità di Kubrick presente nella sceneggiatura presentata dall’universologo Vasile Droj. Spetta a Steven Spielberg di realizzarlo, ma qualunque regista di science fiction la può fare. Il Festival del Cinema di Roma è una buona occasione.

 

Roma 16.10.2014

 

Autore:
Vasile Droj

Scrittore, editore
Edizioni Universologia

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

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