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L A   T E R Z A   C H I A V E

IL GRAN SEGRETO


AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

 

Chiave

   Agli inizi degli anni ’90 uno strano personaggio ispirato dallo Spirito si presentò al papa Giovanni Paolo II presentandogli un progetto con il quale la Chiesa doveva finire e iniziare il Nuovo Millennio. Fu accettato e papa realizzò 9 dei 10 emendamenti proposti: che la ciesa faccia l’autocritica, inizi nuova evangelizzazione, cambia il Pater Noster, non esagerare nel culto mariano, celebrare il  Giubileo, riunione sul monte Sinai, il contatto con l’Ortodossia, riunione ecumenica … un arco baleno per la Nuova Alleanza sopra la basilica San Pietro.
   Un contato epistolare tropo sporadico tra i due e poi la malattia del pontefice impedì la realizzazione completa ma Wojtyla tramando il Progetto al suo successore, il cardinale Ratzinger proprio colui da cui dicastero iniziò tutto. Fu lui il prescelto poiché la seconda fase del Progetto toccava i fondamenti della Dottrina stessa in quanto si riferiva a una nuova rivelazione, la “rivelazione della Rivelazione” niente meno che la sua traduzione “matematica” in ratio semantico. E chi era meglio di tutti in ragionamenti se non il papa Ratzinger il cui nome stesso era la radice della razione.
   Però il papa Benedetto XVI senza l’aiuto del misterioso personaggio e senza le linee guida i dettagli del “Gran Disegno” originario si perse malgrado le giuste esternazioni e le intestine lotte “intra moenia” decise di mollare anche per sbloccare la situazione nella speranza che quelli che hanno “da dire” si facciano avanti. Ora il nuovo “successore del successore” il terzo papa dovrà trovare la ”Terza Chiave”- la soluzione universale. Il simbolo di Pietro e del Vaticano sono due chiave incrociate; quella dell’amministrazione e quella della religione. Ma ben sappiamo che il monogramma di Cristo, il Chrismon, era composto da tre bare di cui una verticale, la più importante. Questa è la Terza Chiave mancante che necessita una sua rivelazione. Nella sua mancanza le altre due chiavi sono meno efficienti e il ponte con il Cielo si realizza meno.

   Ora il Conclave, guarda caso sempre chiave (lat. clavis) dovrà per forza trovare la nuova chiave altrimenti rafforzerà la profezia di Malachia che nomina il 111-esimo papa (Ratzinger il penultimo) e l’ultimo 112-esimo Petrus Romanus. Che Petro fu il primo e l’ultimo sia sempre un Pietro e già di casa poiché il primo imperatore romano fu Romulus e l’ultimo un altro Romulus. Che la storia si ripete e dopo San Pietro verrà un altro Pietro?

Chiave   Il Progetto presentato al papa Giovani Paolo II affermava chiaro che Cristo concepì la sua religione in due fasi: quella della fondazione o della rivelazione primaria e quella del completamento attraverso la rivelazione seconda o la “rivelazione della rivelazione”. Fu per questo che Cristo ci rallegrò con la promessa di inviarci il suo inviato il Paracleto che ci spiegherà tutto quello necessario. E non dimentichiamo che Gesù Cristo chiamato figlio di Dio era anche figlio dell’Uomo appositamente chiamato cosi per ricordarci che sarà sempre un uomo a salvarci a risvegliarci.
Ora non resta che trovare la Terza chiave.

Pracleton

BENEDETTO XVI  AVEVA UN PIANO SEGRETO
L’EREDITA’ NASCOSTA DI GIOVANNI PAOLO II
LA TERZA CHIAVE

   Il Papa Ratzinger aveva un piano segreto presso in eredità dal suo predecessore papa Giovanni Paolo II. Agli inizi degli anni ’90 si presentò in Vaticano uno strano personaggio che presentò al papa un piano per la Chiesa per almeno 100 anni a venire. Inoltre fece 10 proposte che il pontefice realizzò. Questi erano (vedi www.universology.com).

articolo

   Poiché il Piano toccava l’Intelletto e la Ragione Razione (Ratione) nonché la dottrina della Fede, Wojtyla verso la fine pensò che il suo successore adatto sulla sede di Pietro fosse il cardinale Ratzinger già capo del dipartimento della Dottrina della Fede. La volontà e il prestigio del papa influì post mortem sui cardinali della Conclave a far emergere Ratzinger, come nuovo Papa. Egli aveva tutti gli attributi già sigillati nel suo nome, Ratzinger = Razione (vedi l’articolo su “Il Tempo”). Ma i due papi persero il contato con il loro ispiratore e il grande progetto fu rimandato. Benedetto XVI compì l’operato di coniugare Fede e Ragione, però mancavano ancora troppi elementi come il ”ratio universale” della razionalità ma specialmente l’architettura e le funzioni misteriose del “codice primordiale” della Parola, fondamento della Religione stessa.

   Ora all’infuori dell’ordinaria elezione del nuovo papa non ci resta che ritornare al progetto originario del 1992 e alla sua rivelazione. Lo spirito di questa rivelazione sarebbe una “rivelazione della rivelazione”, ossia quello esposto da Cristo ma non completamente svelato per inadempienza di quei tempi. Ecco perché Egli dice che manderà Paracleto che spiegherà tutto ciò da Lui espresso. La religione cristiana fu concepita a realizzarsi in due fasi: la fondazione della rivelazione l’(inizio) e la “rivelazione della rivelazione” (ora) il completamento. Poiché la religione della Parola enuncia:  Nel Principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1,1.),la salvezza umana sta nella rivelazione della Parola ancora non realizzata ma presto operativa. Recenti esperimenti scientifici dimostrano che la parola modifica addirittura il codice genetico. Dimostrazione chiara che esiste un “Codice della Parola” così come esiste anche un “Codice della Conoscenza” ambe due completamente sconosciuti su quale la religione stessa fu fondata. Il loro ritrovamento è il compito del nuovo papa e dell’appena dimissionato.Il Papa Benedetto XVI malgrado le sue razionali esternazioni ha in parte smarito il compimento del progetto di Wojtyla non per colpa sua ma perché l’Autore non si è fato sentire. Ora che Ratzinger sarà libero potrà continuare l’opera?

   2013. Siamo a bivio, troppi errori e troppi problemi irrisolti. Le due chiavi incrociate simbolo di Pietro ormai non bastano poiché le cose sono triadiche anzi trinitarie. Manca la terza chiave. La chiave verticale (veritas cale) che dà la completa universalità. Ora che la Conclave (= chiusi dentro, buttata la chiave) dovrà trovare un nuovo papa, farebbe bene trovare la vera chiave, e che il prescelto sia all’altezza dei tempi. Perché persino alcune profezie all’interno della chiesa come quella del Malachia parla della fine dei tempi o almeno uno dei tempi a cui siamo arrivati con il papa Benedetto a capolinea della lista dei 111 pappi e 112-esimo e l’ultimo il “Petro Romano”. Guarda caso, anche l’impero romano fu fondato da Romulus e l’ultimo fu sempre un Romulus. Eneas il troiano, il capo stipite del popolo romano, Romulus suo discendente e Pietro fondatore della Chiesa di Roma furono tutti stranieri. Che la regola si ripete?

   Infine l’ultimo papa vaticinato (n° 112) Petro Romano allude al ritorno alle Origini?  Sembra di si. Sarebbe lui la nuova Pietra, la Terza Chiave?

   Che Dio ce lo mandi buono altrimenti dalla crisi non si esce mai. La crisi è antropologica e non meno teologica. Nella Bibbia, Cristo è nominato sia figlio di Dio sia figlio dell’Uomo. Non per errore ma per ricordare gli uomini che la Verità si manifesta sempre attraverso gli uomini vir.

Roma 24.02.2013

Pracleton

 

 

 

APPELLO AL PAPA FRANCESCO, AI CARDINALI E AI
CAPI DI STATO


PAPA FRANCESCO E IL PROGETTO UNIVERSOLOGICO
LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO
L’OPERA DI PARACLETO

   Per realizzare la sua missione apostolica (mettere “a posto” le cose), il Papa Francesco avrà bisogno non soltanto di povertà (di spirito) ma specialmente di ricchezza di spirito. Se la prima è la premessa, la seconda è la condizione. La povertà è normalità mentre lo spirito è eccezionalità. Lo spirito si manifesta quando vuole dove vuole e in chi vuole perciò il papa dovrà cercarlo almeno nel miliardo e mezzo di cristiani (inclusi gli ortodossi) valutando tutto ciò che gli arriva. Se la religione sarà presa come normalità porterà al suo fallimento, se sarà vista come eccezionalità (impegno, sacrificio, risveglio) innescherà lo Spirito Santo. Lo Spirito è universale e soltanto la sua universalità ci salverà. Venti anni fa la sua universalità fu espressa davanti al Papa Giovani Paolo II suggerendogli il programma della Chiesa per il nuovo Millennio.

   Ora il nuovo papa Francesco farà bene a rispolverare gli archivi per recuperare l’eredità di Wojtyla tramandata a papa Benedetto XVI. Cristo disse ai suoi discepoli “lasciate i poveri, li avete tutti i giorni con voi ma io sto poco tempo con voi”. Con il recuperato Progetto Universale Papa Francesco potrà realizzare l’evangelizzazione che nella versione originale del 1992 è vista come “universalizzazione”, poiché capace di dare le risposte globali ai problemi umani.

   L’opera di evangelizzazione universalizzante sarà accompagnata da una cascata di rivelazioni senza precedenti che impressioneranno il mondo, tra cui la Seconda Rivelazione della Parola. A Roma inizierà la “rivelazione della rivelazione” e soltanto allora la religione e la conoscenza diventeranno veramente universali. Cristo ci ha promesso che alla fine dei tempi manderà il Paracleto, lo Spirito Santo che testimonierà tutto quello che ha detto e molto altro ancora. Lo spirito risiede soltanto nella mente degli uomini perciò il figlio di Dio si chiamava Figlio dell’Uomo. Dio agisce attraverso gli uomini. Non disprezzate l’uomo per motivi di aspetto, averi e posizione. Imparate la lezione di San Francesco e andate a cercare l’Uomo, il Paracleto che vi insegnerà la generazione dello Spirito Santo.

   Sia che il nuovo papa Francesco nella sua semplicità intuisca il piano divino o almeno accolga e completi l’eredità segreta del Progetto Universale esposto nel 1992 in Vaticano. Ora con l’occasione dell’investitura di papa Francesco e la riunione di tutti i cardinali e capi di stato a Roma è l’occasione giusta di dibattere la questione Universale o universologica. Abbiamo avuto l’epoca dell’Illuminismo, dell’Umanesimo e ora entriamo nell’Universalismo. Il Globalismo richiede Universalismo. Questa è la Via, questione di vita o di morte per il genere umano. Perciò è auspicabile che a più presto nel mese di maggio o di giugno 2013 si organizzi a Roma una riunione mondiale per dibattere la questione universale in tutti i suoi aspetti per rinvigorire lo spirito umano per accedere allo Spirito Santo.

Roma 17.03.2013

Pracleton
vasidro@tiscali.it

 

 

 

 

Vasili Droj davanti a San Pietro

STRAORDINARIE RIVELAZIONI SULL'OPERATO
DI PAPA GIOVANNI PAOLO II

L'EREDITA' SEGRETA DEL PAPA SANTO - IL "GRAN DISEGNO"

MISTERIOSO APPUNTAMENTO NEL VATICANO AGLI INIZI DEGLI ANNI '90

UN MISTERIOSO PERSONAGGIO SUGGERI' AL PAPA LE GRANDI STRATEGIE DA VENIRE

COME E PERCHE' INIZIO' LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE,
LA CHIESA FECE AUTOCRITICA E CAMBIO' IL PADRENOSTRO

AUTORE VASILE DROJ

Roma 1 Maggio 2011, l’ex Papa Giovanni Paolo II sarà beatificato. Diventerà santo in tempo record grazie alle sue straordinarie qualità e imprese. Con questa occasione saranno fatte impressionanti rivelazioni sul suo operato ora completamente sconosciute.  Le presenti rivelazioni su alcuni aspetti sconosciuti nell’operato del Papa Giovanni Paolo II hanno del miracoloso come d'altronde miracoloso fu il suo lungo lavoro sulla sede di SanPietro. Un segreto custodito nel tempo svela la fonte d’ispirazione del Papa in seguito ad un appuntamento avvenuto agli inizi degli anni ’90 con un eclettico personaggio che portò nuova linfa ideatica di cui Papa incluse elementi nel suo Disegno generale e concreto per gli anni a venire.  

Il misterioso personaggio suggerì e chiese:

1) che s’iniziasse una nuova evangelizzazione
2) che la Chiesa facesse l’autocritica
3) che cambiasse il Pater Noster (alcuni passaggi)
4) che non si esagerasse nel culto di Maria in detrimento di quello di Cristo e Dio
5) che il Giubileo si celebrasse sul Monte Sinai (tre Sinai)
6) che si facesse l’appuntamento storico tra Cattolicesimo e Ortodossia con la prima visita del Papa in Romania
7) che la prima Riunione ecumenica interreligiosa si facesse in Romania
8) che all’entrata nella Basilica di San Pietro si realizzasse artificialmente l’Arcobaleno della Vecchia e Nuova Alleanza: Uomo-Dio
9) che l’Apertura della Porta Santa e l’entrata nel Nuovo Millennio si celebrasse nei battiti propizi del Tempo Universale
10) che l’incoronamento della piramide di Cheope del 31 Dic. 1999 si rimandasse ad ulteriore data.

      Ebbene non è mai successo nella storia della Chiesa e del Vaticano che una persona sconosciuta entri nellasede di San Pietro chiedendo di cambiare il Pater Noster e che la Chiesa faccia la sua autocritica. Ma ilmiracolo è accaduto. Il Papa realizzò tutti i suggerimenti Gli Errori della Chiesaespressi dallo strano personaggio meno uno: (l’Arcobaleno all’entrata di San Pietro) la cui realizzazione era d’ordine tecnico. Queste sono nuove prove purché il defunto papa meriti che sia santo. Egli capì che le proposte erano giuste anzi giustissime e perciò le realizzò, e non importava da chi provenivano. La Verità é Verità e non si delega, essa emana. Papa Giovanni capì che le idee non sono né governamentali né eclesiali né partitiche né istituzionali né associative ma che esse nascono nel perimetro ristretto dei cervelli dei singoli individui e si doveva approfittarne. Non è d’obbligo che le idee siano presenti soltanto nella mente di poche persone dirigenti mentre milioni, decine o centinaia di milioni non le avessero. Il segreto e il successo dei governanti è proprio quello di raccoglierle e metterle nel servizio pubblico. Papa Giovanni capì questo e lo applicò. Segno della sua grandezza.

     Negli anni che seguirono dopo lo storico appuntamento i giornali annunciavano in cascata e a caratteri cubitali:“Annuncio-shock: cambia il Padrenostro”, “Il Papa: <<La Chiesa deve meditare sui suoi errori>>”, “Il Papa ai teologi: <<Non Il Padre Nostroesagerate nel culto di Maria>>” etc. Nessuno dei 10 suggerimenti del misterioso personaggio fu dimenticato. L’occulto suggeritore presentò anche un programma da venire per il Nuovo Millennio che era ed è ancora tutto da realizzare e rappresenta la segreta eredità del Papa Santo, un genere di proseguimento moderno dei segreti ulteriori di Fatima.

CHI FU IL SUGGERITORE

  Dallo stesso Est da dove arrivò il cardinale di Kracovia, Karol Vojtyla insediato sulla sede di San Pietro, arrivò nel 1988, prima della Caduta del Muro, anche un uomo eclettico pieno di idee che scelse la libertà per realizzare i suoi sogni. Veniva dalla Romania e aveva 38 anni. Studiasse tutta la vita i misteri dell’Uomo e dell’Universo, e le sacre scritture di tutte le religioni e di tutte le filosofie realizzando la riunificazione della Conoscenza in base ad’una Nuova Sintesi chiamata ”Universologia” ossia il Sapere Universale, la visione del Terzo Millennio.

                          Appena venuto a Roma, Pracleton questo era lo pseudonimo utilizzato nelle sue corrispondenze con il Papa, sidisperse in una marea di convegni, conferenze e congressi nazionali e internazionali quasi in tutti i campi del sapere: antropologia, archeologia, arte, araldica, astronomia, astrologia, architettura, biologia, biofisica, demografia, ecologia, egittologia,  linguistica, matematica, fisica, istoria, cibernetica, religione, etc. Questo rallentò l’appuntamento con il Papa rimandandolo nel decennio ’90. A Roma fondò un’Associazione cultural spirituale intitolata Universologia con l’intento di preparare persone con mente e visione universale. Quando l’idea fu presentata poi al Papa, fu concepita come nuova evangelizzazione con il desiderio di diventare “Universalizzazione”.

COME SI REALIZZO' L'APPUNTAMENTO SEGRETO

  I primi tentativi di arrivare al Papa fallirono, ma il felice incontro con una persona che lavorava alla Congregazione della Dottrina della Fede risolse il problema. Andando a depositare lesue proposte Pracleton ravvicinò rispettiva persona che poi lo portò ad esporre alle Il Culto di Mariaaltre finchè una volta rimasto solo percorse i corridoi incontrando il Papa. Gli disse che aveva da esporli grande cose. Il Papa ascoltò, ma poi disse di presentarle ai suoi segretari che si riunirono subito ad una tavola. Il papa entrò in una stanza a pochi metri lasciando la porta aperta.

                                                                                                                                                                                                                                                               A questo punto è necessario scoprire le carte e chi è lo strano personaggio Pracleton. E’ niente meno che l’autore di queste righe, Vasile Droj, che ora scrive in prima persona………………… “Sapendo che il Papa mi ascolta e che i segretari scrivono, feci la più grande e completa dissertazione che mi ricordi esponendo la mia visione e le proposte concrete che seguirono. Ecco i 10 punti:                          

1) Che s’inizi una nuova evangelizzazione.
In quegli anni furono due eventi maggiori che mi spinsero iniziare e proporre una nuova evangelizzazione. Primo fu il Giubileo delle Colombiadi del 1992, - le Celebrazioni di 500 anni dalla scoperta dell’America. Proponevo che si usasse l’occasione per conquistare la “Nuova America dello Spirito” e che Cristoforo Colombo diventi nuovo simbolo Cristo Foro (Portatore di Cristo) e la Colomba era il simbolo dello Spirito Santo.
Il secondo imput venì dall’Universologia il Sapere Universale da me sintetizzata che nel 1992 era completamente strutturata e la Dottrina universologica era completa. A quei tempi, qui a Roma, l’Universologia diventò scuola di pensiero filosofico universale e la proposi sia al governo come ad altre istituzioni italiane e straniere. Era ovvio che doveva essere esposta anche alla Chiesa in quanto la massima formula di realizzazione umana fu trovata nella persona di Gesù Cristo. Molto prima ancora trovai un misterioso codice linguistico detto “codice di pensiero ancestral universale”, la chiave segreta della dottrinadi Cristo e non solo. La religione cristiana é la religione della Parola ed eravamo arrivati proprio alla sorgente semantica primigenia. Tra mille informazioni che meravigliarono i segretari del pontefice e di sicuro del Papa dietro quella porta sempre aperta, fu la decodificazione della radice del fondatore GesùCristo (Isus Cristos). Isus era “is us” ossia “is uso” cioè sono usoo più semplicemente “uso”. La radice di Cristo viene da crescere e qui sta il mistero nella profondità della parola Sinaiancora non rivelata. Letto al contrario CRESCE = ECSERC cioé Esercitare, Esercizio. In conclusione l’esempio e la formula segreta di Isus Cristos era ed è per sempre per ogni essere “es uso dell’ecserciatare”. Da qui “Dio degli eserciti”. La Vita è un esercizio. I segretari vaticani s’illuminarono e si decise che l’evangelizzazione doveva partire. Si chiamava Nuova Evangelizzazione perché doveva essere realizzata in base nuova e in Spirito Universale. Io la chiamai “Universalizzazione”.

   2) Che la Chiesa faccia autocritica.
Questa idea partì dalla giusta riflessione che per l’uomo, la realizzazione effettiva dello Spirito Santo erainfinitamente più importante che la semplice l’invocazione di Dio e Cristo. Anzi il modello di Cristo non poteva essere realizzato senza l’attuazione dello Spirito Santo. Mi ricordo quanto sorpresi furono i segretari del Papa, quando dimostrai il citato biblico che se l’uomo bestemmierà il figlio dell’Uomo sarà perdonato, e se bestemmierà Dio sarà perdonato ma se bestemmierà lo Spirito Santo non sarà perdonato né ora né mai nei secoli dei secoli Amen. Questo discernimento scosse l’immobilismo dei segretari e diventammo tutti illuminati dalla constatazione. Fu lo Spirito Santo che si manifestava ed eravamo coscienti che l’uomo sbaglia nelle sue azioni personali o istituzionali siano esse anche ecclesiali. Così nacque il desiderio di riparare gli errori e farci l’autocritica, piccoli e grandi. Oggi dopo quasi 20 anni mi accorgo che fu lo Spirito, il Logos a realizzare quell’illuminante appuntamento. Fu come una piccola Nicea dove si discuteva e ridiscuteva apertamente.

Religioni Riunite    3) Che cambi il Padrenostro.
Lo Spirito che s’innescasse e voltava sulla nostra discussione permise discernere ai segretari pontifici che l’osservazione: Dio non induce in tentazione, (ma il diavolo) era corretta e perciò la mia proposta di cambiare il Pater Noster in quel punto fu considerata giusta e fu accettata.

    4) Che non si esageri nel culto di Maria.
Molto assorbito a quei tempi nell’Assoluto e nell’Universale mi accorsi che l’eccessiva adorazione, a volte quasiesclusiva, della Madonna da parte dei credenti non era corretta ed era controproducente, in quanto si dimenticava di Gesù Cristo e Dio. Affermai che quell’atteggiamento poteva indebolire la religione cristiana (già cristiana e non mariana) e detti l’esempio di quella musulmana che adora un solo Dio, Allah. Già la religione cristiana aveva la complessa Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, e troppi parenti intermediari non facevano che diluire e allontanare il nobile sforzo di ravvicinamento a Dio. Vedi poi l’ammonimento: “non avere altro Dio all’infuori di me”. L’esempio, che si va per risolvere un problema al capo e non ai portieri convinse i segretari ma il fatto che uno di loro mi ammonì con il piede sotto la tavola e mi disse all’orecchio: “ma il nostro papa è devoto a Maria” mi convinse che dietro quella porta aperta il Papa ci ascoltava davvero. Allora cominciai con più coraggio a dire le cose così come credevo fossero giuste.

Monte Sinai   5) Che il Giubileo si celebri sul Monte Sinai (tre Sinai).
Nella storia dell’Umanità la gran parte delle fondazioni iniziatiche ebbero luogo sulle montagne. Per ritornare all’Originee rievocare la “fondazione primigenia” occorreva celebrare il Giubileo anche sulla montagna, e la montagna per eccellenza era il monte Sinai. Proposi perciò dicelebrare il Giubileo sui tre Sinai delle Origini di cui uno era quello classico, uno a Roma e l’altro sulle montagne dei Carpati in Romania.
Qui finisce il primo intervento realizzato nel 1992. Gli altri interventi e i loro contenuti esposti al Papa furono realizzati negli anni seguenti fino al Giubileo del 2000 per via epistolare.

   6) Che si realizzi l’appuntamento storico tra Cattolicesimo e Ortodossia.
Se la religione cristiana fu una in origine, allora era assurdo che restasse ancora frantumata in due e da 1000 anni divisa in Cattolicesimo e Ortodossia. Le due provenivano da un ceppo comune come la lingua greca e latina le due lingue della dottrina cristiana. Si doveva procedere alla riunificazione. Perciò proposi che il Pappa Giovanni Paolo II, compisse una visita ecumenica ed apostolica in Romania. Per realizzarla fu coinvolta l’Ambasciata romena presso la Santa Sede e la Comunità di Sant’Egidio.

Arcobaleno   7) Che la prima riunione ecumenica si faccia in Romania.
Per mettere a punto tutte le controversie accumulate in 1000 anni di storia occorreva discutere insieme e accanto ai due rami quello cattolico e ortodosso invitare rappresentanti di tutte le religioni del mondo. Perciò proposi di realizzare la grande Riunione a Bucarest in Romania che veramente si realizzò e spianò la strada alla visita del Papa. L’iniziativa partì dall’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede in Roma dove presentai l’idea.

   8) L’Arcobaleno all’entrata in San Pietro.
Prima del Giubileo del 2000 in una lettera inviata al Papa proposi la costruzione di un Arcobaleno all’entrata nella Basilica di San Pietro per ricordare il Patto della vecchia Alleanza tra Uomo e Dio e nello stesso tempo di abbinarlo ad un Nuovo Patto. L’arco dell’Arcobaleno doveva essere costituito da sette tubi di vetro o plastica caricati con gas neon per riprodurre i sette colori dell’arcobaleno. Ogni pellegrino passando sotto l’arco doveva ricordarsi dell’antico Patto e nello stesso tempo impegnarsi nel Nuovo. Fu l’unica delle 10 proposte non realizzata in quanto difficile dal punto di vista tecnico. Spero che il successore Papa Benedetto XVI realizzerà presto l’Arcobaleno della Nuova Alleanza.

Porta Santa   9) L’Apertura della Porta Santa celebrata nel Tempo Universale.
In un'altra lettera inviata al Papa proponevo che le celebrazioni per l’apertura della Porta Santa si realizzino nei battiti propizi del Tempo Universale. Il tempo è apparentemente lineare, ma in realtà presenta sinusoide prodotte dalle leggi del Fato, della Sorte e del Destino. Come Sistema di misurazione temporale il Tempo Universale é collegato alle tre piramidi di Giza. I momenti precisi di questi tempi astrali proposti erano le ore 23 e 11 minuti, ore 11 e 11 minuti, ore 12 e 34 minuti, etc. Malgrado una programmazione cerimoniale fatta molto in anticipo in relazione alla mia lettera, il Papa Giovani tentò di accorciare i tempi e questa osservanza traspare nella stampa di quel tempo, fine 1999 come “impazienza del Papa” ad’iniziare la processione religiosa.

   10) Che l’incoronamento della piramide di Cheope del fine Millennio si rimandi ad’ulteriore data.
Alla fine del secondo Millennio, 31 Dicembre 1999 si progettava installazione di una punta d’oro sulla piramide di Cheope. In una lettera al Papa avvertii che l’azione poteva squilibrare l’equilibrio energetico planetario. Gli organizzatori ascoltarono il consiglio e rinunciarono all’ultimo momento all’installazione della punta d’oro. L’accaduto sorprese il mondo e rimase un mistero fino ad oggi.

Papa   11) Celebrare il Giubileo per la Fondazione di Roma 2753 anni. Nello stesso anno del Giubileo 2000, c’era anche la ricorrenza speciale di un altro Giubileo quello della Fondazione di Roma (753 a.C.) che si sovrapponeva sopra il Giubileo di Cristo. Nessuno però se né accorse. Nella lettera al Papa chiesi di celebrare questa ricorrenza che dava ancor più lustro al Giubileo religioso allargandolo anche al mondo laico.

   Questo articolo è pienamente provato da decine e decine di documenti maggiori e altri centinaia minori o indiretti, nonché di innumerevoli testimoni che già a partire dagli anni 1992 conoscono il caso e lo testimoniano.

   Questa deposizione sugli eventi accaduti 20 anni fa é doverosa non soltanto per apportare la verità che dà ancor più lustro all’appena santificato Papa Giovanni Paolo II, ma anche per le sue prospettive da continuare e da realizzare. L’eredità segreta del Papa Santo contenuta nel “Gran Disegno” è ancora tutta da scoprire e il Disegno Divino in cui credeva, ma rallentato dalle sue malattie e ancora tutto da realizzare.

  Roma 17.04.2011

Vasile Droj (Prcltn)
Fondatore del Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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