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s t r a o r d i n a r i a    s c o p e r t a    a s t r o n o m i c a

 

LA DISTRIBUZIONE DELLE STELLE SUL FIRMAMENTO CELESTE
AVREBBERO UNA LOGICA SEGRETA

 

LA COSTELLAZIONE DI ORIONE UN'EQUAZIONE MATEMATICO GEOMETRICA

 

IL SEGRETO DI CHEOPE NEL CUORE DI ORIONE

AUTORE VASILE DROJ

 

Si è sempre parlato dalla scienza degli Dei però non si sono mai visti i contenuti e la sua funzionalità se non traccia di alcuni remoti artefatti sparpagliati qua e là sullo sterminato spazio dei cinque continenti. Antichi santuari, piramidi indicano quasi sempre un solo indirizzo; il Cielo, luogo della dimora degli Dei e della loro discesa. L’ossessione del Cielo per gli antichi non era patologica ma derivante di una reminiscenza ancestrale, di un tempo quando gli umani si mescolavano con le civiltà aliene e quando ricevettero in dono la loro sapienza. I nostri antenati rittenetero dalla meravigliosa scienza degli Dei tanto quanto potettero, secondo i pochi bit di RAM della loro memoria e capacità intellettiva.
La scienza del cielo che essi ricevettero fu l’Astrosophya e l’Astromatica, ossia la Sophya (intelligenza) degli astri, e rispettivamente la matematica del calcolo astrale (vedi numeri precedenti della rivista Fenix). Astrosphya è qualcosa d’impressionante che la mente ma specialmente la mentalità umana non può neanche immaginare, cioè che le stelle sul firmamento celeste non sarebbero buttate lassù a vanvera ma predisposte secondo una logica stretta, seguendo la legge delle reti cristalline. Addirittura, sembra che le stelle furono piazzate al loro posto secondo volontà e l’intelligenza di Qualcuno.
Negli articoli precedenti dimostravo che la costellazione di Orione riproduceva il corpo del faraone, e che il modello della piramide di Cheope era codificato nella medesima costellazione che Senmut immortalò nel soffitto astronomico della sua tomba.

LA NAVIGAZIONE ASTROSOPHYCA

fig.01Ebbene, è venuto il tempo di entrare a pieno titolo nella vera scienza degli Dei, e di nuovo il luogo prediletto sarà la costellazione di Orione. Questa volta con l’aiuto dell’Astrosophya e l’Astromatica arriveremo là dove non è arrivato nessun uomo almeno nelle ultime migliaia di anni. D’avanti agli occhi si aprirà un panorama che gli stessi faraoni aspetteranno una vita per vederlo e realizzarlo magari nell’ultimo momento del loro viaggio verso gli astri.
Iniziamo la lunga Odissea del periplo stellare partendo dal nucleo centrale della costellazione di Orione la dove esiste un quadrato di stelle di cui nessuno se ne accorto finora (Fig. 1), presentato già in un articolo precedente della medesima rivista Fenix n. 5. Il rispettivo quadrato è formato dalle tre stelle della cintura di Orione che formano uno dei lati, più altre due stelle di cui una quella del cosiddetto “appendice di stelle allineate” detto anche spada di Orione. Questo gruppo “luminare”, la parte più luminosa della costellazione è chiamata la ”torcia” o la “lampadina di Orione” e fig02costituisce la serratura dove si aggancia la chiave del segreto più misterioso di Orione. Da qui si parte e qui si ritorna nella lunga Odissea astrale della navigazione “astrosophyca” che la civiltà egizia delle Origini ben conosceva.
La caratteristica essenziale della costellazione di Orione è la sua cintura delle tre stelle allineate. Da qui parte la ricerca. Prolungando la linea che attraversa in lungo le tre stelle, da un lato essa finirà proprio nella stella Sirio mentre dall’altra parte attraverserà la costellazione delle Pleiadi (Fig. 2). Sorprende la precisione di questo allineamento, detto “Asse del Cielo”, nonostante la sua enorme espansione sulla volta celeste. Interessante il fatto che il suo passaggio quasi raggiante alle Pleiadi è simile al passaggio della cometa Halley del 1985 (Fig. 3). Il fatto che la cometa Halley ha un periodo di 76 anni analogo agli 76° gradi del vertice della piramide di Cheope è paragonabile anche ai 760 mm/hg. colonna di mercurio, pressione atmosferica al livello del mare, Poi la parola cometa è quasi identica a Kemet l’antico nome dell’Egitto che assieme a molti altri argomenti porta a delle conclusioni strabilianti sull’origine della cultura kemetica o kematica oppure ancora Ka-Maat-ica.
Al di là di questa estensione logica semantica c’è da vedere prima qual è la ragione interna della distribuzione delle fig.03stelle nella costellazione di Orione e vedere se l’orientamento delle tre stelle della cintura nascondesse qualcosa. Perciò prolungando insù a destra la linea delle tre stelle della cintura, essa attraverserà la linea quasi orizzontale delle due stelle superiori Betelgeuse e Bellatrix. Fin qui niente d’interessante però tracciando un’altra linea che inizia nella stella più bassa della costellazione, la Saiph, e continuando per la stella centrale dell“appendice” detto anche “spada di Orione”, finirà anch’essa nello stesso punto di congiunzione (Fig. 4). La coincidenza è interessante e di sicuro non casuale, perciò sarebbe saggio a chiedersi se essa non facesse per caso parte di una costruzione logica più grande, anche perché quest’ultima linea passa con un’impressionante precisione proprio per la “stella angolo” componente del quadrato di base. E, se questo quadrato alluderebbe ad altri quadrati e angoli ancor più grandi, e che la stessa relazione fosse presente anche in altre parti della medesima costellazione? Si prova che lo stesso angolo si trova in un identica ipostasi anche in un altro luogo ben preciso partendo dalla stella superiore rosa fig04Betelgeuse, attraversando sempre la cintura delle tre stelle: Alnitak, Alnilam e Mintaka (Fig. 5). La prima delle due linee inizia nella stella superiore Betelgeuse, scende passando attraverso la prima stella della cintura Alnitak, finendo nell’Appendice. La seconda linea inizia anche lei nella stella rosa passa attraverso l’ultima stella della cintura Mintaka continuando poi nella “stella angolo” del quadrato e quasi quassi finisce nella grande e luminosa stella di base della costellazione Righel. Incredibilmente, le due figure geometriche, i due angoli, sono quasi identici sia nell’angolarità quanto nelle dimensioni dei lati. Esse creano una bella lettera “V” (Fig. 6).
A questo punto non ci rimane che tracciare l’ultima linea mediana che divide la “V” in due parti quasi uguali. Essa inizia nella stella Bellatrix sulle spalle di Orione, attraversa la stella periferica della cintura, la Mintaka, per finire in una stella dell’appendice. Di nuovo tre punti collineari come nei casi precedenti. Si sa che là dove esistono tre punti collineari essi sono sia il risultato di una legge sia intervento di un’intelligenza. Occorrono milioni di tentativi finché tre dadi buttati a caso su un tavolo si mettessero tutti i tre su una linea retta. E poi tanto più difficile ancora se i dadi diventassero quattro, cinque, sei e cosi via. Questo principio della “colinearità trinfilica” ossia “tre in fila” l’ho esposto già 20 anni fà quando creai l”Artematica” ossia l’’arte matematicizzata” i cui primi artefatti li trovai già presenti nella creazione artistica e monumentale degli antichi egizi, cosi come ben espresso nel mio libro “Il Codice di Pensiero Ancestral Universale”, Edizioni Universologia. fig05L’Artematica è soltanto un derivato dell’Orthomatica” e “Orthogeometria” a quali si unisce anche l’”Orthosemantica”.

“ORTHOGRAMMA” - IL GRAN DISEGNO

Fin qui siamo ancora ai livelli dei tecnicismi della geometria classica ma è venuto il tempo di essere più sintetici e domandarci dove portano tutte queste realtà geometriche incarnate dalle stelle e qual è il loro scopo. E’ ben visibile che dietro di loro si nasconde un disegno straordinario tanto più straordinario quanto più si tratta di astri enormi dispersi nello spazio siderale. Ad’un sguardo più attento si costata che il la struttura geometrica a forma di “V” crea un perfetto triangolo equilatero. Esistono infiniti triangoli rettangolari, scaleni, isosceli ed altri ma quello equilatero è unico nel panorama geometrico e la sua presenza denota sempre la l’esistenza di una legge o la presenza di una intelligenza. In più esso ha caratteristiche orthogeometriche eccezionali specialmente di sintesi.
Ma ogni triangolo che si rispetti sta di regola in piedi, ossia appoggiato sulla sua base (posizione naturale), e non a testa in giù. Perciò il grande triangolo assieme all’intera costellazione di Orione devono essere rovesciati per meglio valorizzare le loro virtù (Fig. 7). Appena realizzata l’operazione, ecco che già s’intravedono delle realtà molto interessanti. Per capire l’intero mistero di Orione si deve arrivare al suo cuore pulsante, ossia al luogo geometrico generatore di tutte le sue potenze. Il più perfetto luogo geometrico in natura è il centro del cerchio nel quale convergono fig06tutte le linee di forza e le loro interconnessioni. Nel nostro caso, la costellazione di Orione, il luogo strategico è il punto dove s’intersecano le linee angolari con l’altezza del triangolo. Centrando là, la punta del compasso, il cerchio formato passerà per le due estremità della base del triangolo e poi ingloberà tutte le stelle della costellazione (Fig. 8). E’ impressionante vedere come tutte le stelle di Orione sono perfettamente circoscritte sulle linee che formano il Triangolo equilatero e sulla circonferenza del Cerchio. Sulle linee del Triangolo abbiamo: Betelgeuse, Meissa, Bellatrix, Alnitak, Alnilam e Mintaka più l’”Appendice” mentre sulla Circonferenza: Betelgeuse, Meissa, Saiph, e quasi quasi la Righel. Strabiliante! Tutta la costellazione di Orione é impostata sul triangolo equilatero le sul cerchio. Mai si è vista ed immaginata una cosa del genere. Che le stelle secondo noi disposte a vanvera sulla volta celeste fossero delle perfette combinazioni geometriche esprimendo equazioni matematiche sembrerà pura follia. Invece No! E’ pura logica: Astrosophya, la dimenticata scienza della matematica del cielo apportata dagli Dei. Questa straordinaria combinazione celeste, signori, è l’Orthocelestogramma, ma per essere pura Orthogeometria manca ancora il terzo elemento ossia la terza figura geometrica platonica – il quadrato.

Il quadrato si realizza ripetendo quattro volte in angolo retto la base del triangolo (Fig. 9). Di nuovo rimaniamo sbalorditi costatando che la base del triangolo è perfettamente adatta a quella del quadrato e che se fosse appena più lunga o più corta non avrebbe mai realizzato il quadrato. Ifig07l quadrato e il corrispettivo concetto contenuto nell’Orthogramma adesso è quasi perfetto ma la perfezione totale si realizzerà soltanto prolungando le due linee all’interno del Triangolo fino al contatto con la circonferenza (Fig. 10). E qui miracolo, le line finiscono proprio nella punta degli angoli del quadrato. Esse non sono altro che le diagonali dello stesso quadrato; Perfezione Suprema. Questa è Astrosophya o intelligenza depositata nella configurazione degli astri, le relazioni geometriche creano l’Astrogeometria mentre le misure concrete e i loro calcoli portano all’Astromatica. Queste sono scienze che vengono dai tempi remoti e sarebbero di sicura provenienza extraterrestre che molti degli antichi, specialmente gli egizi, conoscevano. Quanto lontana, semplice e casereccia appare in comparazione la connessione stellare di Robert Bauval sulle tre stelle della cintura di Orione e le tre piramidi di Giza.
In qualunque modo prendiamo questa grande scoperta é impossibile sfuggire all’inquietante domanda: come mai la totalità delle stelle di una costellazione in questo caso quella di Orione e dintorni segue rigorosamente i rigidi canoni non soltanto della geometria particolare ma di un intero disegno concentrato, sintetico pieno di concetti geometrico filosofici, tradotti ad literam in realtà. Chi è perché poi ha piazzato là in formule matematico geometriche le stelle? Si dedurrebbe che esistono delle civiltà inimmaginabilmente sviluppate che possono creare astri a volontà e posizionarli sulla volta celeste. Se no, in ogni caso, le stelle di Orione devono seguire le leggi matematico geometriche (di Maat) e in questo caso la costellazione di Orione è un vero e proprio cristallo. Questo proverebbe anche l’esistenza della materia oscura nell’Universo fig08dove le punte del cristallo stellare, ossia le stelle, sono soltanto la materia visibile concentrata mentre i veri volumi ingrossano la materia e l’energia invisibile rimanente. Comunque sia, l’Umanità é per la prima volta davanti a qualcosa di sconvolgente capace di cambiare la nostra visione del mondo. La scoperta diventa ancor più importante tenendo conto che i supremi segreti dell’antichità remota ruotano attorno a simili principi cardinali che sono la chiave della loro ragione nascosta.
In fine si dovrà rispondere perché il vero “disegno finale” quello completo è ottenibile e diventa più evidente attraverso il rovesciamento della costellazione di Orione. Già da tempo molti egittologi si sono chiesti perché in molte rappresentazioni della volta celeste le costellazioni appaiono rovesciate assieme all’intera volta celeste. Così appare anche sul soffitto astronomico nella tomba dell’architetto Senmut nell’antico Egitto. Una delle risposte sarebbe il fatto che la forma archetipale della costellazione di Orione è un “X” latino o un “ˇΧ” acha greco (Fig. 11) e perciò rovesciato rimane sempre uguale a se stesso. Di più la parte inferiore della “X” è un cono ossia una piramide, mentre assieme alla parte superiore suggerisce la clessidra (il tempo). La “X” come cifra romana indica il 10 ossia il “sistema metrico decimale” (supremo segreto) che sta alla base delle piramidi. In fine “X”(90°) rappresenta l’Orthogonalità per eccellenza. Tutto quello lì espresso è reminiscenza di una religione stellare (razionale).

IL SEGRETO DI CHEOPE NEL CUORE DI ORIONE

Il nocciolo duro della costellazione di Orione è rappresentato dalle tre stelle della cintura e di sicuro - l’Orthogramma celeste - sintesi perfetta dei tre poligoni platonici deve per forza essere deposita in questo luogo assieme ai segreti delle tre piramidi di Giza, di cui quella di Cheope prima di tutto. Se si trovasse che la piramide di Cheope fosse iscritta nella costellazione di Orione sarebbe indiscutibilmente la più grande scoperta di sempre. Perciò procediamo passo a passo per trovare il Grande Segreto. Esso è nascosto all’interno del triangolo, dove accanto a quello equilatero (60°) e a quello centrale rettangolare (90°), si trovano collocati anche altri due triangoli situati da una parte e dell’altra di quello centrale (Fig. 12). Misurandoli resteremo sorpresi: essi hanno 76° niente meno che i stessi fig09del vertice della piramide di Cheope. Come mai? La scoperta è ancor più eclatante se si tiene conto che l’angolo vertice della piramide di Cheope è un’espressione diretta derivata dalla più universale combinazione possibile, quella tra un triangolo equilatero e le diagonali di un quadrato. Questa combinazione è la stessa in tutto l’Universo ed è intrinseca non soltanto alla geometria e alla matematica ma direttamente alle leggi della natura. Si prova cosi per la prima volta che la piramide di Cheope è un intermediario tra il trascendente reame delle leggi della natura e il nostro mondo degli effetti. Nella stessa figura 12, al centro tra le due sagome di Cheope si trova un'altra proiezione della stessa piramide ma questa volta vista perpendicolarmente su uno dei suoi spigoli.
Tracciando le due basi di 52° delle novelle piramidi di Cheope appena ottenute, le loro prolungazioni finiranno sul cerchio che arrotonda la costellazione di Orione. Ebbene i due punti sono di straordinaria importanza perché gli unici che permettono l’iscrizione di un triangolo equilatero nel Cerchio (Fig. 13). Queste “impostazioni uniche” di straordinaria bellezza sono trascendenti e perciò il triangolo equilatero iscritto nel Cerchio è direttamente collegato con le più universali operazioni matematico geometriche. C’è da chiedersi a che cosa corrisponde il triangolo equilatero. Tra l’altro esso è presente come copricapo nemes sulla testa della Sfinge e guarda caso dietro la stessa Sfinge a Giza si trovano due piramidi quasi uguali quella di Cheope e quella di Chefren (Fig. 14) proprio come disegnato nella costellazione di Orione. L’analogia tra le correlazioni matematico geometriche presenti nella costellazione di Orione e la loro trasposizione terrestre è ben visibile e il disegno è quasi perfetto. In parole semplici gli antichi egizi hanno costruito la fig10Sfinge con volto umano perché la costellazione rappresenta il faraone e la perfezione espressa dal triangolo equilatero doveva incoronare la testa. La Sfinge fu concepita e piazzata davanti alle piramidi per riprodurre l’archetipo universale codificato nelle stelle della costellazione di Orione. In fin fine si rinunciò alla posizione centrale della Sfinge che poi fu piazzata davanti e laterale alla piramide di Chefren per soddisfare un'altra relazione importante quella del “Rettangolo egizio” o “faraonico”.
Il fatto che le stelle di Orione, esclusa nessuna, sono tutte situate sulle linee e negli spigoli delle figure geometriche universali e soprattutto che sono ermeticamente racchiuse da un cerchio ha dell’inverosimile. La scoperta diventa ancor più impressionante tenendo conto che tutte le figure sono rigorosamente intercorrelate una con l’altra in un concetto unico esprimendo le virtù universali del Cerchio, l’archetipo assoluto dell’Universo. Fu questo il segreto del famoso disco di Ra che Egizi veneravano e che tutto conteneva. Sarebbe questo Disco, di RA, quello che illumina la RAgione e fa scoprire agli uomini il gioco delle leggi della natura. Da qui nacque la suprema scoperta degli egizi che fu questa: l’universo della geometria, dei numeri e della Parola sono un tutt’uno con le leggi che governano l’Universo. Attraverso geometria, numero e Parola il faraone poteva capire e governare il Mondo matematicamente (Maat). Il Cerchio racchiudeva la sintesi suprema diventando “Disco di Ra” oppure “Uovo cosmico ”Uovo di Brama”, “Uovo Orfico”, oppure ”Lottus dell’Universo”, ognuno secondo la sua religione di provenienza.
Fu proprio un simile sussulto d’illuminazione sulla “via di Damasco” che apportò il faraone Akhenaton sulla retta via del fig11Disco solare di Aton, appunto quello delle Origini. Il faraone capì d’un colpo che tutto nasceva da un tale disco attraverso le leggi e che tutto tornava indietro ad esso. Ecco perché la sua fu considerata la prima religione monoteista anche perché il Cerchio come Principio é Uno senza secondo. Già la leggenda dice che in un giorno Akhenaton vide un disco luminoso, che cambiò la sua visione e la trasformazione fu così potente da riuscìr sradicare la millenaria supremazia di Amon sostenuta dalla classe sacerdotale. D’un colpo da Amenofi IV (Imen-hetep netjer heqa-iunu “Amon è soddisfato” cambiò il nome in Akhenaton (Akh-en-Aton “Utile ad Aton”. La risposta è tutta qui: Akh altro non è che l’Akh, il terzo corpo luminoso e geometrizzante, ossia il Cerchio (vedi i tre corpi: Ka – Ba – Akh). Aton si identificherebbe anche con il Disco “parlante”, vibratorio, ma prima di tutto è il Disco della Croce. Che Akhenaton arrivò fin qui grazie al suo intelletto o trovò le mappe segrete di Orione non lo sappiamo. Certo è che diede l'inizio all’era delle religioni monoteiste che sfortunatamente non hanno trovato fino ad oggi il loro comune Origine ed’Unità funzionale.

Concludendo, decine di miliardi di uomini per migliaia di anni hanno guardato a lungo il cielo e la costellazione di Orione e pure nessuno se ne accorto che lassù giace il mistero matematico geometrico più semplice e conciso che la creazione poteva concepire. Gli antichi intuendolo non esitarono a dedicarli le più straordinarie costruzioni dell’antichità e le piramidi furono un ecco implicito ed una esercitazione continua per aggiornare nuove e nuove scoperte a ritroso di tutto ciò. Fu da questa coerenza matematico geometrica che nacque la “religione scientifica” egizia di cui la dea Maat era capostipite e responsabile diretta.
fig12In qualunque modo andarono le cose ai “primi tempi” in linee generali esse seguirono tre direzioni fondamentali: quella del lignaggio umano “A” e “B” e quella del lignaggio alieno.
1) Il lignaggio umano “A” esprime una remotissima origine ed appartenenza di straordinarie conoscenze d’antichissime superciviltà terrestri che trasmisero sul percorso del tempo il loro tesoro sappienziale alle nuove civiltà storiche.
2) Il lignaggio umano “B” o il contributo civilizzatore si riesuma cosi: in un determinato periodo prima ancora delle costruzioni delle grandi piramidi tra gli uomini s’innescò uno straordinario sussulto rivelatore, quando straordinari personaggi storici ebbero una cascata ininterrotta di rivelazioni matematico geometriche, mistiche e scientifiche di colossale portata che decisero di immortalarle in maniera codificata nei grandi monumenti per tramandarli ai posteri.
3) Il lignaggio alieno. In questo scenario le straordinarie conoscenze furono ricevute dalle civiltà aliene molto evolute che visitarono la Terra. La più sicura provenienza ce da individuare nella costellazione di Orione e d’dintorni. Anche in questo caso la costruzione di straordinari monumenti per preservare le conoscenze era altrettanto necessario. Tra le molte scienze che gli uomini ricevettero, furono: l’Astrosophya, Orthomatica, il Sistema di quantificazione universale, la Lingua degli Dei, la Geometria embrional sintetica etc. Questo grande tesoro di Conoscenza doveva essere ben codificato in giganteschi monumenti di pietra in tal modo da resistere al tempo per poter essere ulteriormente decodificato e trasmesso ai posteri. Per compiere la missione bastava che anche un solo uomo scoprisse tutto ciò. fig13Però, gli alieni lo legarono ad una ben precisa clausola: quella di essere apportato alla luce in un determinato arco di tempo. Noi oggi ci chiediamo se per caso questo termine non fosse il famigerato anno “2012”, tanto indicato dagli Maya come scadenza ultima e improrogabile. Sappiamo da sempre che il 12 è il termine ultimo quando le lancette dell’orologio indicano l’ora fatidica. Ma una risposta adeguata ci può sempre salvare e l’Astrosophya è soltanto una delle 12 scienze degli Dei. Trovare anche le altre rimanenti allude alle “nuove 12 fatiche di Ercole” - la Nuova Impresa Planetaria. L’equazione del problema è semplice, l’anno suggerita proprio i Maya attraverso la legenda dei “12 teschi di cristallo”, che poi non sono cristallo di quarzo ma menti cristallini di uomini in carne ed ossa che devono riunirsi a completare l’Opera del 13-essimo che ancor molto prima, trovò i più grandi segreti dell’Universo ma la nostra cecità non riuscì discernere e ricevere la sua eredità. In ogni caso in pochi anni l’Umanità riceverà rivelazioni senza precedenti quante non ne abbia ricevuto nelle epoche passate. Sarà la “Rivelazione della Rivelazione” – il nuovo funzionamento della Chiave perduta, capace di aprire i Codici degli Dei e dell’Universo.
Si ravvicina il tempo quando “le pietre parleranno e le stelle idem”.
Il tempo delle rivelazioni universali è arrivato e perciò dobbiamo capire prima il “luogo di tutti i luoghi” quello della nostra origine celeste. (leggere con attenzione quello che segue):

L’ORIONE FARO CIVILIZATORE
(PER LE CIVILTA’ SPARPAGLIATE A MIGLIAIA DI ANNI LUCE)
IL GRAN DISEGNO - PROGRAMMA DI ORIONE

fig14L’enorme e coerente quantità di relazioni matematico geometriche condensata nella costellazione di Orione e specialmente la sua logica sintetica presuppone per forza la presenza di un’Intelligenza ed un’Entità superiore. Lo scopo dell’enorme costruzione stellare è evidente: insegnare attraverso la matematica e la geometria, tutte le civiltà minore estese su migliaia e miglia di anni luce attorno alla costellazione di Orione. C’è un “Programma di Orione” che si perpetua da milioni di anni e noi siamo relativamente recente addentrati dentro. Questo”programma stellare” espresso dalla configurazione logico universale di Orione si ripete poi in altre parti della nostra galassia simile ai nostri ripetitori satellitari per le telecomunicazioni.
Il programma di Orione potrebbe essere unico come tipologia e ripetibile non soltanto nella nostra galassia ma anche nelle altre in quanto tratta le leggi universali della matematica e geometria che sono le stesse nell’Universo. E non per ultimo, il fatto che l’Embrione cosmico è il generatore stesso dell’Universo.
Ecco come fu concepito e come funzionò il Progetto Orionico: civiltà enormemente potenti di qui attuali gli alieni che girovagano attorno alla Terra sono dei semplici manovali, hanno creato o piazzato le stelle in quella combinazione, massima possibile, per riprodurre il principio fondamentale di tutte le leggi dell’Universo, simile ad’un codice di logaritmi. L’intenzione era quella di imparare le future nascenti civiltà in un raggio di molte migliaia di anni luce. Nel cuore del Grande Disegno di Orione hanno piazzato l’archetipo della piramide di Cheope come strumento di conversione universale delle ideoenergie. Nel fra tempo hanno costruito su tutti i pianeti che contenevano vita, delle gigantesche piramidi per dare agli esseri la possibilità di fare la correlazione tra queste e quelle disegnate nel cielo. Questa era la Grande Correlazione che gli esseri guardando il cielo dovevano capire e realizzare. Ad ogni civiltà fu dato un tempo per risolvere il “puzzle” e sembra che per la Terra questo scade il 21.12. 2012. Ho prove che questa data è collegata alle piramidi di Giza in Egitto.
Ora in poco tempo l’Umanità dovrà risolvere l’”Equazione” anche se fosse compiuta da parte di un solo individuo, però la realizzazione implicherà tutti.
Questo è il vero Progetto Planetario di cui siamo ignari per tropo arroganza e questo spiega l’enorme interesso di tutti i popoli antichi per il cielo e la loro enorme conoscenza astronomica mentre alcuni né anche avrebbero scoperta la ruota. Spiega anche le enorme costruzioni ciclopiche e il fatto che le piramidi sono disperse su tutti i continenti.
La scoperta che le stelle hanno una logica nascosta dimostrabile attraverso la geometria e la matematica, proprio lo strumentario di base della scienza, potrebbe essere la terza grande rivoluzione dopo la scoperta del fuoco e della ruota. Una nuova visione del Mondo. Il nostro dramma sarebbe tragicomico: scomparire perché non abbiamo capito che qualcuno ha già scoperto quello che ci poteva salvare.

Roma il 16.08.2009
           24.11.2010

Vasile Droj
Fondatore Universologia

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