Traduttore di Google:


LA COSTELLAZIONE DI ORIONE
E' IL FARAONE

LA PIRAMIDE DI CHEOPE INCIFRATA NEL
CORPO DEL FARAONE

GIZA LUOGO DI CONVERSIONE GEO-SPAZIALE

AUTORE VASILE DROJ

 

La Connessione delle tre stelle della cintura di Orione alle tre piramidi di Giza espressa da Robert Bouval è soltanto la punta di un iceberg in una colossale e infinitamente più complessa connessione tra l’“intera” costellazione e l’“intero” complesso piramidale della piana di Giza. La Costellazione di Orione rappresenterebbe il Fig.01Faraone, la piramide di Cheope e il complesso piramidale in una tale complessità che supera qualunque immaginazione. Tutto tradotto nella più rigorosa metrica verificabile. Tanto fu gradita questa “correlazione geoceleste” che apparve codificata addirittura negli indumenti rituali dei faraoni. Il complesso piramidale di Giza fu concepito come un enorme convertitore geo-stellare nonché un “luogotopogramma” di conversione ideo-matematico-geometrica di conoscenze inimmaginabili.

Il presente articolo e stato pubblicato sulla rivista Fenix nel numero 5 del Marzo 2009.

  Correva l’anno 1977 quando dall’altra parte della Cortina di Ferro a Bucarest, in una fredda e stellata notte di gennaio, dopo la lettura di un libro sulle tre piramidi di Giza, buttando gli occhi fuori sulla costellazione di Orione rimasi stupefatto constatando che le tre stelle della cintura di Orione avevano la stessa distribuzione delle piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Ero molto giovane e mi occupavo di troppe cose per poter portare avanti la scoperta, però la presentai in alcune conferenze e qualche anno dopo la pubblicai insieme Fig.02con altre mie scoperte, ma nessuno la prese sul serio. Evidentemente i tempi non erano ancora maturi. Era difficile pubblicare a quell’epoca, e in quel regime monocratico, una scoperta esaustiva senza essere censurato e ridotto al lumicino.

  Nonostante le difficoltà inerenti a quell’epoca storica, ero affascinato e attratto dai veri e “supremi segreti” delle tre piramidi che riuscii a decifrare completamente ma, ironia del destino, anche loro restarono in naftalina per altri 30 anni. Un modo di dire, perché nel corso degli anni pubblicai in maniera codificata i suddetti segreti, ma nessuno se ne accorse.

  Nel frattempo ero pronto a continuare la ricerca sulla costellazione di Orione anche come conseguenza di un semplice ragionamento: se l’analogia fra le tre piramidi e le tre stelle della cintura di Orione era giusta, allora dovevano spuntar fuori anche altre relazioni interessanti. Prima di tutto mi sorprese la grande somiglianza tra il nome della stella centrale Alnilam e il nome del fiume che scorre vicino alle piramidi, cioè il Nilo. Già un primo indizio, l’associazione dell’elemento fondamentale della vita l’ACQUA alla PIRAMIDE. D’altronde, in una rappresentazione egizia scoperta nella tomba di Senmutt (FIG. 1), la stella centrale della cintura d’Orione, appunto Alnilam, corrispondente alla piramide di Chefren, è accerchiata da un’ellisse (ovale) che ha la forma di una goccia d’acqua. Che si tratti della volta celeste non c’è dubbio, dal momento che il campo raffigurativo in questione è pieno di stelle.

LA COSTELLAZIONE DI ORIONE RAPPRESENTA IL FARAONE.

  Un altro indizio linguistico importante fu innescato da un’altra osservazione molto interessante: quella della Fig03somiglianza tra la parola Orione e Faraone, dove a fare la differenza é soltanto la lettera “F”. Scrittori antichi come Omero definiscono Orione come un gigante cacciatore armato di spada, evidenziando in qualche modo i tratti specifici dei faraoni che all’origine erano capi cacciatori non tanto di bestiame quanto di uomini. Perciò i loro scettri sono raffigurazioni di simili utensili come il flagello (lo scettro a forma di bastone ricurvo), e il becco. In altre parole la costellazione di Orione, al di là dell’analogia delle tre stelle della cintura e le tre piramidi di Giza, rappresenterebbero niente meno che il faraone stesso in una gigante riproduzione. E’ risaputo che nell’antico Egitto la Terra e tutto ciò che su di essa giaceva, esseri umani e costruzioni come templi, piramidi, etc. dovevano imitare il Cielo.

  L’analogia ORIONE = FARAONE è evidente anche nelle proporzioni delle stesse stelle configuranti la costellazione in rapporto alle proporzioni umane, in questo caso, del Faraone (FIG 2). Ebbene, la ricerca comparata tra lo studio del Cielo –> la costellazione di Orione e lo studio della Terra --> il Faraone, mi portarono a delle osservazioni sorprendenti.

Fig04  Prima di tutto, le tre stelle della cintura di Orione rappresentano soltanto un lato di un “quadrato stellare” situato sotto e delimitato dalle stelle. Intuii subito che questo quadrato rimanda al quadrato più famoso dell’intero Egitto faraonico, ossia la base perimetrale delle piramidi. (FIG. 3).

  Mi accorsi subito che la costellazione era molto più complessa e misteriosa di quanto si sapeva e che nascondeva un contenuto d’informazioni straordinarie, dove l’analogia tra le stelle della cintura e le tre piramidi di Giza era soltanto l’inizio, il punto di partenza di qualcosa di molto grande e misterioso. Però mancavano ancora alcuni elementi di congiunzione. Presto scoprii l’anello mancante.

  Accanto alle tre stele della cintura ci sono delle altre che seguono disegni interessanti. Mi incuriosì molto uno strano allineamento obliquo di stelle che partivano dall’angolo basso sinistro di questo quadrato (FIG. 3b). Era impressionante constatare che tutte quelle stelle perfettamente allineate erano doppie. Sapendo che la costellazione di Orione rappresentava il “faraone celeste” come controimmagine del faraone terrestre, mi misi a studiare varie posizioni ieratiche e l’abbigliamento dei sovrani faraoni per vedere se quell’angolo obliquo di stelle della costellazione di Orione includesse anche il Fig05faraone. E rimasi molto sorpreso constatando che in alcune cerimonie, specialmente quelle ufficiali o iniziatiche, il faraone era ritratto con un genere di gonna con l’angolo molto appuntito e fuorviante, contrario a qualunque ragione e utilizzo di un indumento (FIG. 4). Quell’angolo così audace era praticamente impossibile tenendo conto che i vestiti di lino o di cotone erano morbidi. Quale allora il mistero? Che voleva dire?

IL FARAONE - LA PIRAMIDE VIVENTE

  Tenendo conto che nell’”Orione celeste” le stelle della cintura rappresentano le piramidi terrestri di Giza, presupposi che anche quella zona sotto la cintura del faraone, contenente lo “strano angolo” doveva riferirsi in qualche modo alla piramide. Corsi a calcolare la misura dell’angolo e rimasi sbalordito: aveva niente meno che gli stessi parametri della piramide di Cheope. In altre parole: l’angolo della gonna era di 52° proprio come l’angolo di pendenza della piramide di Cheope (FIG. 5).

  Feci poi un’accurata verifica su un’enorme quantità di rappresentazioni faraoniche contenenti la “gonnella piramidale” e osservai che in quasi tutte le apparizioni ufficiali le gonne del faraone erano geometrizzate, ben sporgenti e circoscritte sul valore angolaredella piramide di Cheope, o molto vicino, mentre quelle artistiche dipinte a mano erano meno precise, però Fig.06sempre riconoscibili e riconducibili all’angolo della piramide madre di tutte le piramidi. Non vi era dubbio, quell’angolo rappresentava la piramide di Cheope e la prova definitiva fu ottenuta quando dalla punta superiore della “gonna piramidale” sotto la cintura, cioè dalla prima stella quella più bassa, tracciai una controparte: essa finì dietro il piede del faraone sul prolungamento orizzontale della stessa gonna. Il punto di contatto era situato proprio sulla linea della sagoma faraonica e la forma della piramide era chiara ed indiscutibile (FIG. 6).

  Un’altra prova che la scoperta era giusta venne anche da alcune rappresentazioni faraoniche dove gli artisti neanche badavano a nascondere il grande segreto, anzi lo rivelarono visibilmente come nella FIG. 7. In questo caso la linea obliqua che parte dalla punta della cintura verso destra fin dietro la gamba del faraone, riproduce la sagoma completa della piramide completando anche la sua linea base espressa dalla linea orizzontale della gonna. Il filo di stelle doppie disposte obliquamente in relazione alla linea delle tre stelle della cintura, lascia intravedere un angolo di 52 gradi, proprio lo stesso della piramide di Cheope. Alle tre stelle della cintura ne sono collegate anche altre che assieme compongono un “quadrato di stelle” che suggerisce la base della piramide.

  L’ennesima prova, questa volta definitiva, che il filo di stelle doppie in corrispondenza all’identica inclinazione della gonna piramidale del faraone ripropone l’angolo di pendenza della piramide di Cheope, lo trovai nella rappresentazione in rilievo del faraone. Una statua del faraone Tutankhamon fu la chiave della soluzione. Essa rappresentava il giovane sovrano con la gonna in rilievo (FIG. 8) e, sorpresa delle sorprese, la gonnella molto “geometrizzata” aveva forma di piramide, con i lati di base ben delimitati. Il quadrato spiegherebbe anche l’omologo “quadrato di stelle” sotto la cintura di Orione di cui parlavo all’inizio. La prova schiacciante che la gonnella rappresenta la piramide in rilievo fu rafforzata anche dall’immagine tridimensionale del ka del Visir Mereruka, genero del faraone Teti, presente nella sua mastaba (FIG. 9).

Fig07  Adesso tutto diventò chiaro; la costellazione di Orione rappresentava il Faraone detentore del potere della Piramide. Meno chiara, se non addirittura rafforzata ma da un altro punto di vista, era questa insolita combinazione dove il faraone sembrava cavalcare una piramide. C’é da chiedersi quanto ingombrante fosse quel vestito di foggia piramidale e specialmente come i faraoni riuscissero a sedersi con tutta quella complicata attrezzatura. Per fortuna ci è pervenuta una rappresentazione in posizione seduta dove l’ingombrante gonnella è alzata, mettendo in evidenza il suo segreto, come quella a Saqqara nella tomba del sovrintendente Ipi (FIG. 10). è ben visibile la gonna piramidale alzata in su che lascia intravedere i ginocchi nudi. Più chiaro di così...

  Cavalcare una piramide non è tanto usuale e non è escluso che fosse l’eco rimanente di qualche civiltà extraterrestre proveniente dalla suddetta costellazione di Orione, che usava le piramidi come mezzo di locomozione. Non dimentichiamo d’altronde che le forme più classiche degli UFO furono quelle coniche, a forma di capanna. E inoltre per viaggiare nello spazio (come in un teletrasporto) i detentori di poteri paranormali dell’India utilizzavano la forma conica del Buddha seduto (stupa) per levitare e spostarsi nello spazio.

Fig08  E' più che presumibile il fatto che in un periodo lontano, preistorico, se non anche storico, una civiltà proveniente dalla costellazione di Orione aveva portato sulla Terra una straordinaria conoscenza che grosso modo fu costituita attorno al principio della piramide. Il Tutto fu inglobato nel complesso piramidale di Cheope, Chefren e Micerino e tramandato ai posteri, ma nessuno fu capace di capire il messaggio. Secondo la leggenda, gli Dei delegarono Ermete Trismegisto a mettere in pagina parte degli insegnamenti divini, ma i suoi scritti si persero o furono eccessivamente codificati per poter essere riaperti e capiti. Ecco cosa  scrive a proposito di questo Stobeo nel Hermetica (23°, 5 - 8): “Lo Hermes egizio [=Theuth] riuscì a penetrare nei misteri celesti e li rivelò in Libri sacri che scrisse di suo pugno e nascose poi ‘nella terra’, in modo che le generazioni future li cercassero, ma che li trovasse solo chi ne fosse pienamente degno e li sapesse utilizzare a beneficio dell’umanità intera”. E il colmo dell’ironia è che la chiave degli antichi scritti è nascosta proprio nel cielo e sottoterra.

  Una parte dell’enigma sta nella “cintura” di Orione ma questa volta racchiusa nella parola stessa in quanto proveniente da un “codice ancestrale universale”. La parola cintura alluderebbe al numero cento (100), CENTURA = CENTO. Le tre piramidi, proiezione terrestre delle tre stelle, nascondono il secreto del sistema metrico decimale che sarebbe all’origine dell’intero creato. A questa grande scoperta gli egizi hanno dedicato tutte le loro forze per incidere nella pietra delle piramidi il più grande mistero matematico, geometrico, numerico dell’Universo. Secondo questa teoria d’altronde provata e sperimentata, un “sistema di quantificare l’intero Universo” sarebbe racchiuso nelle suddette tre piramidi, sistema che personalmente ho scoperto quasi 30 anni fa e che rappresenterebbe il più gran segreto non tanto del pianeta, ma di tutto l’Universo, in quanto lo esprime. Le costanti universali, tutte in assoluto, sarebbero controllate da questo colossale “Sistema”.

Fig09  La prova che nelle stelle, ma specialmente nelle tre piramidi, giace “Qualcosa” di straordinario deriva dalla stessa decodificazione linguistica della parola cintura, CINTURA = CENTRO, e questo è ovvio anche dalla monumentalità delle costruzioni e della loro importanza. Poi, che là giaccia “qualcosa” esce dalla parola INCINTA sempre collegato a CINTURA. Un codice linguistico ancestral universale da me scoperto più di 30 anni fa decodifica bene quello che dentro l’enigma si nasconde: cioè il grande CONTO, il sistema universale di CONTAre, il grande QUANTO o QUANTUM delle Origini. In altre parole un tut’altra Quantistica. Chi ha il dono dell’Intelletto se ne intenda.

Tutto ciò ed altro di simile è stato scritto di mio pugno nel libro “Cosmologia Suprema”.

Conclusione.

  Al di là della schematica formula: stelle cintura Orione = piramidi Giza, ho dimostrato che la complessità logica della suddetta costellazione si estende anche a molte altre costellazioni in un genere di “Astrosophya” una scienza scomparsa molte migliaia di anni fa. Che la costellazione di Orione non sarebbe altro che la rappresentazione del “faraone celeste” è cosa ovvia come d’altronde le stelle che ricompongono l’archetipo della piramide di Cheope, che i faraoni immortalarono nei loro vestiti. Inoltre la medesima costellazione sarebbe rappresentata sulla piana di Giza in un progetto “faraonico” impressionante di cui presto farò sconvolgenti rivelazioni.

  La correlazione fra le tre stelle della cintura di Orione e le tre piramidi di Giza è soltanto un timido approccio ad un discorso impressionante di una portata che l’Umanità non ha mai  “abbordato” finora, dove conoscenze di massima espressione dell’Intelletto umano si mescolano con delle conoscenze di probabile origine extraterrestre. O l’Intelletto umano ha toccato il suo supremo coronamento 5000 mila anni fa, o è stato felicemente inseminato da una superciviltà aliena. Personalmente ho scoperto in rapporto alle piramidi e alle costellazioni celeste (non soltanto Orione), conoscenze che sfiorano la più ardua fantasia, per giunta con un rigore matematico geometrico indiscutibile. Il “logotopogramma” ne è la prova.

Fig10

 

 

 

 

 

 


 

Segue

Roma 24.10.2008
         18.02.2011

Vasile Droj
Fondatore del Centro Universologico di Roma

www.universology.com email: vasidro@tiscali.it

Torna in Home Page Torna


Copyright © Edizioni Universology 2000-2015

Copyright © Vasile Droj 1975-2015