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statuetta pensatoreUNA STATUINA PALEOLITICA DALLE RIVE DEL DANUBIO

CHIAVE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE

 

IL PENSATORE DI HAMAGIA CHIAVE DELLE CIVILTA’ ARCHAICHE

 

L’ARCHETIPO UMANO ALL’ORIGINE DELL’ARCHETIPO PIRAMIDALE

 

LA PIRAMIDE CHEOPE COSTRUITA SECODO CANONI DEL CORPO UMANO.

AUTORE VASILE DROJ

 

 

Poche statuine nel mondo hanno provocato ai loro ammiratori tanto fascino quanto la statuina del Pensatore di Hamangia. Pezzo importante del patrimonio culturale romeno e internazionale approvato dall’Unesco, la piccola statuina dava a tutti la sensazione che nascondeva qualcosa. Ma che cosa? Questa impressione era ancora più misteriosa indotta anche dal gesto pensante del piccolo uomo raffigurato.

Ecco in breve lo storico della sua scoperta:

statuetta pensatoreNell’anno 1956 a Cernavoda una località sulle rive del Danubio (FIG. 1) in Romania l’archeologo D. Berciu scoprì in un sito archeologico, un cimitero d’inumazione neolitica appartenente alla cultura Hamangia – due figurine di terracotta rappresentando un uomo e una donna.

L’’uomo è raffigurato sedendo su una piccola sedia (FIG. 2) mentre la donna sta direttamente sulla terra. Come l’uomo ha una posizione che imita il gesto di un pensare è stato battezzato “Pensatore” e per la sua appartenenza alla cultura neolitica di Hamangia è stato chiamato “Pensatore di Hamangia”. In conformità alle datazioni eseguite ha una vecchiaia di quasi 6.000 anni (4.000 – 3.500 a.C.).


statuetta pensatore
La ceramica di tipo Hamangia eccella abbondantemente in decorazioni geometriche specialmente triangolare disposte in zone concentriche sulla parte superiore del vasellame di una plastica e del tutto eccezionale. Le figurine di questa cultura sono molto ravvicinate a quelle di tipo cicladico –anatoliche carraterizandosi tramite la stilisazione delle forme anatomiche in volumi e piani triangolari.
In questo favorevole ambiente delle forme geometriche il Pensatore di Hamangia rivela le sue virtù nascoste, una seria di relazioni matematico geometriche stravolgenti.

 

STRAORDINARIE RELAZIONI MATEMATICO GEOMETRICHE CODIFICATE NEL PENSATORE

SVELATO UN PI GRECO ANTICO CON PRECISIONE DI MILIONESIMI DI DECIMALI.

I costruttori della piccola statuina pensatrice hanno depositato nella sua forma geometrizata un tesoro d’informazione eccezionale che finora nessun’altra statuina abbia mai rivelato.

L’ALTEZZA E IL PI GRECO.

statuetta pensatoreL’altezza della statuina é di 113 millimetri. Questa altezza non è casuale ma ben pensata in conformità a dei calcoli estremamente precisi che dovevano comunicare un messaggio. E’ ben conosciuto che se il rapporto tra due dimensioni esprime un valore ben quantificato, allora con l’aiuto di vari rapporti altri rapporti può portare al concepimento un vero alfabeto codificato. In tal modo si possono tramandare sul percorso di millenni messaggi ai posteri. Il Pensatore è proprio uno di questi “postini”.
Il valore numerico di 113 millimetri, l’altezza della statuetta, nasconde praticamente uno dei due misteriosi numeri il cui rapporto da un pi greco estremamente preciso. L’altro numero è il 355. Dal loro rapporto nasce il più favoloso numero dell’Universo il Pi greco, eccola:

355/113 = 3,1415929….

Come ben visibile il Pi greco ottenuto ha una precisione in valore di meno tre milionesimi di decimale ed è incomparabilmente più preciso di quello di Archimede 22/7 = 3,1428…Se considerassimo poi il Pi greco in millimetri queste tre milionesimi di decimali sarebbero più piccoli di un atomo.
Se il Pensatore è circoscritto in un cerchio (FIG. 3) dove la sua altezza 113 diventa diametro produrrà automaticamente il numero 355 in quanto perimetro del cerchio. E’ vero che il Pi greco si ottiene da qualunque rapporto tra circonferenza e diametro ma soltanto questi due numeri “interi” danno un Pi greco così preciso e di tutto il rispetto nel perimetro numerico della matematica. Gli iniziati di alcuni popoli antichi conoscevano questi due numeri e li custodivano in gran segreto. Il Pensatore ha il merito di spostare indietro in tempo con molte migliaia d’anni la prova che il famoso rapporto dei due numeri 355/113 era già conosciuto 6.000 anni fa.

 

TRACCE DEL SISTEMA METRICO DECIMALE NEL NEOLITICO.

Rimane la misteriosa domanda: che rappresenta l’altro numero il 355. La statuina del Pensatore, anche se seduto sulla piccola sedia, allude alla sua altezza totale quando stando in piedi. E’ bene l’altezza media di un uomo è intorno a 175 – 180 cm. Facendo la loro media comune di 177,5 cm.

175 + 180 / 2 = 177,5

177,5 x 2 = 355

E così troviamo che il misterioso numero 355 altro non è che il doppio dell’altezza umana. In questa visione il Pi greco sarebbe il rapporto tra due uomini sovraposti. E qui il mistero si fitisce ma anche si chiarisce. Se un uomo di normale altezza tra 175 e 180 cm. imita la posizione del Pensatore, sedendo su un oggetto della stessa proporzione alla sedia della statuina si costaterà con stupore che la sua altezza totale è di 113 cm. Il rapporto in altezza tra il Pensatore 113 mm. e l’uomo normale (seduto) di 113cm. é proprio 10 volte e questo fa supporre che appartiene ad una scala di misura.
Questa osservazione corroborata con delle altre ci fa pensare che il sistema di numerazione decimale era conosciuto a quel tempo e in quella zona geografica carpato-danubiana. Il sistema decimale ha una virtù eccezionale quella di mantenere inalterati i valori numerici al passaggio decimale della virgola. Basta spostare la virgola a destra o a sinistra senza che i valori numerici cambino. Se per esempio il Pi greco 3,141592653598.. é moltiplicato o diviso per 10 rimane intatto nella sua composizione cifrica all’infinito mentre nessun altro numero è capace di una simile performance all’infuori dei suoi multipli e sottomultipli. L’operazione con qualunque altro numero altera il valore originale specifico.
Grazie a questa virtù gli “antichi degli antichi” hanno scelto il sistema decimale per trasmettere i loro segreti più profondi. Perciò hanno inciso nella pietra degli immemorabili vestigi remoti: piramidi, megaliti, templi, santuari etc. la scala decimale, come una scala musicale su quale inserire tutte le note da comunicare. Questa è la “pietra di capo d’angolo” dell’intero edificio antico di cui quasi nessun ricercatore oggi è consapevole. Personalmente ho scoperto tutto ciò agli inizi degli anni “80”. A quell’epoca l’Umanità non era ancora preparata a riceverla.
Ma questo è ancora soltanto la metà del segreto perché il “sistema” non è solo decimale ma anche metrico, in una parola “metrico decimale”. In tal modo accanto al sistema di misura si aggiunge la sua metrica effettiva misurata sul terreno che è proprio il metro classico. Mistero più grande di questo non ce. Lui è la pietra fondamentale del “sistema di quantificare dell’Universo”.
E ancora non basta perché accanto al “sistema di quantificazione universale” si presenta gemellata una “metrica antropologica” dove il corpo umano presenta se steso come un sistema complementare. L’edificio unico che contiene tutto ciò è la Piramide di Cheope. Ho prove inconfutabili che la piramide di Cheope è concepita e costruita secondo canoni del corpo umano.
Ritornando alla scala decimale ce da affermare che le tre, rispettivamente quattro piramidi della piana di Giza, sono costruite in conformità a questo principio. Per esempio la piramide di Cheope di base 231 m. e altezza147 m. divisa per 10 ha 23,1m. rispettivamente 14,7 m. che corrispondono ad’un tempio. Alla prossima divisione per 10 si ottengono 2,31 m. e 1,47 m. che corrispondono alle dimensioni di un uomo seduto come lo scriba egiziano. Ad un'altra divisione per 10 si arriva a 23,1 cm. corrispondenti alle dimensioni della testa. Una piramide di cartone messa sulla testa diventa simile a quei capelli vietnamiti o cinesi. Scendendo ancora 10 volte si arriva alle dimensioni di una piramide di 2,31cm. che entrerebbe perfettamente nel globo oculare. Le seguenti misure di 2,31 mm. sono proprio le dimensioni della pupila dello stesso occhio. Ed'infine all’ultima divisione per 10 si arriva ai rispettivi 0,231mm. che corrispondono le cellule coniche o piramidali situate nella retina dell’occhio.
Tutto ciò è impressionante, e sembra che la scala decimale scende ancora più giù al livello di cellula e altri micro costituenti del corpo umano fino al codice genetico e poi agli atomi, e Dio sa se non si continua anche nel mondo sub atomico.
Non è però ancora chiaro a che corrispondono le macrodimensioni della piramide di Cheope. Se moltiplichiamo per 10 i rispettivi 231 m. della grande piramide di Cheope otteniamo 2,31km. che potrebbero rappresentare le dimensioni di un piccolo insediamento umano cioè un villaggio. Alla prossima moltiplicazione cioè ai 23,1 km. corrisponderebbero le dimensioni di una grande metropoli. Se si moltiplica ancora 10 volte arriviamo ai 231 km. Che corrispondono sia ad un territorio(regione) sia ad uno stato piccolo-medio. Ai prossimi 2.311 km. siamo alle dimensioni di un paese stato come Italia.

 

IL PENSATORE DECODIFICATORE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE

statuetta pensatoreNella scala decimale piramidale: tempio, corpo umano, testa, globo oculare, iride, cellula piramidale, la più interessante è quella tipo “testa” delle dimensioni basali di 23,1 cm. e altezza 14,7 cm. Proprio in questa piramide delle dimensioni del cranio umano entra perfettamente il Pensatore (FIG. 4). Sembra che la piramide di Cheope è stata fatta proprio per lui. Questa interessante relazione è soltanto una di una lunga serie dimostrando che il Pensatore di Hamangia è una vera “chiave” capace di aprire la porta ai misteri della grande piramide di Cheope.
Il Pensatore della cultura neolitica di Hamangia si distingue attraverso alcune caratteristiche che sembrano intenzionatamente modellate per attirare l’attenzione su di se. In primo luogo sta su un seggiolino (quasi simbolico) e non su una vera sedia o su un trono. Perché ? Perché il suo corpo é quello che importa, un corpo che dovrà essere movimentato e rovesciato in tutti i modi dal ricercatore. Una grande
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sedia potrebbe essere ingombrante. Eco perché la statuina ha 113 mm. non più grande del pugno, proprio per essere tenuta in mani e rovesciata in tutti i modi per trovare le sue valenze nascoste. Come si volesse dire; è piccola, coccolatela, movetela e “pensate”. Se fosse stato una grande statua come quelle dei faraoni nessuno avrebbe mai scoperto le sue virtù nascoste nelle più strane posizioni al rovescio.
Un'altra stranezza del nostro Pensatore è la sua parte superiore del corpo che è geometrizzata (FIG. 5). Le spalle, le braccia e le ante braccia ma specialmente la gola-nuca è fortemente geometrizata. Questa particolarità caratteristica soltanto al Pensatore di Hamangia vuole attirare l’attenzione verso la parte superiore del corpo per almeno due motivi: primo che quella parte è la sede delle qualità superiori dell’uomo e secondo che da là inizia l’ordinamento della realtà. Attraverso il cervello l’uomo percepisce e concepisce la realtà mentre con l’aiuto delle mani la realizza. Attraverso il pensiero l’uomo coordina geometricamente la realtà trasponendo in essa i suoi elementi in modo ordinato. I costruttori della statuina alludono a quella zona del corpo fortemente geometrizzata anche per un altro motivo; là sarebbe depositato il modello archetipale della piramide di Cheope.

 

IL PENSATORE STATUINA MULTIFUNZIONALE
ANTROPOMORFISMO E GEOMETRISMO PIRAMIDALE

statuetta pensatoreCome già detto il Pensatore è stato costruito per essere messo in diverse posizioni. Rovesciando la statuina con la faccia in giù (FIG. 6) si osserva con stupore che rimane ben incastrata in quella posizione come se fosse concepita per una tale posizione. La punta del naso, gli ante braccia e i ginocchi sono sulla stessa linea. La posizione è simile all’inginocchiamento totale nelle preghiere cristiane specialmente quelle musulmane. E’ chiaro che nel momento del concepimento e della costruzione della statuina, 6.000 anni fa, si è tenuto conto dei quei tre punti colineari. Per quale ragione? Ad uno sguardo più attento si osserva che le mani, e la gola-nuca formano un angolo (FIG. 7). Al di fuori di questa parte, la restante inferiore del corpo non è geometrizzata. E' chiaro che gli autori c’invitano a guardare questa zona geometrizata.
Ma la grande sorpresa appena inizia.


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Ravvicinando al Pensatore in posizione di preghiera una piramide Cheope in scala 1/1000 cioè di 23,1 cm. in base e 14.7 cm. in altezza, si osserverà con stupore che la parte superiore del corpo si sovrappone perfettamente sull’angolo apicale della piramide (FIG. 8) .E’ impressionante vedere che l’angolo di 76° della punta della piramide è lo stesso angolo dell’apice scapolare. Le facete laterali della piramide di Cheope sono contenute nel corpo del Pensatore in corrispondenza alla linea dei gomiti e della gola-nuca in modo perfetto.
Adesso si capisce perché l’artista che plasmò il Pensatore ha tanto tenuto che la statuina avesse la gola - nuca e le braccia cosi lunghe, diritte e piatte. In tal modo egli poteva trasmettere il suo messaggio riguardante il modello piramidale “tipo Cheope”.


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Questo fatto sarebbe una prova che il “modello piramidale” in generale e quello di Cheope in particolare era già conosciuto 1.500 anni prima della costruzione della piramide di Cheope avvenuta a Giza in Egitto, anche se tutto succede a migliaia di chilometri a nord sulle rive del Danubio.
E’ evidente che attorno al modello piramidale detto “archetipo piramidale” non ce soltanto un concetto pur architettonico ma anche uno antropologico, addirittura antropometrico. Da esso deriva presto un concetto di pensiero.

Il Pensatore svela attraverso l’apice inserito nel suo corpo che la Conoscenza Cono-scienza (la scienza del cono) scende dalla virtù scalare del ”10” generata dalla virtù angolare del Cono.
statuetta pensatoreSe una realtà non solo numerica moltiplicata per 10 mantiene le sue caratteristiche e prerogative la “moltiplicazione” o il contro taglio angolare, realizza lo stesso in ogni piccola ed infinitesimale operazione. Se per esempio un angolo è tagliato successivamente in più punti le parti rimaste hanno sempre lo stesso valore angolare. L’informazione e la conoscenza contenuta nell’angolo non si perde mai se l’angolo non cambia. Per questa ragione la piramide di Cheope ha la punta tagliata (FIG. 9).
Allegoricamente parlando la parte minuscola che manca è ugualmente importante se non ancor più importante del resto poiché milioni di tonelatte di pietra non servono a nulla se manca quella minuscola punta “dell’intuizione e della ragione” che ci permette di capire la funzionalità di queste costruzioni e il loro perché. Realizzare una simile Opera Perfetta come la piramide di Cheope e non finire la sua punta che corona l’opera (finis opus coronat) non era nell’abitudine degli antichi egizi. Si voleva dire che la pietra di capo d’angolo è importante perché è come il seme presente in ogni inizio o operazione. Com’è il seme così sarà il frutto, come l’angolo di partenza, cosi l’azione.
statuetta pensatoreMa quella pietra non messa dai muratori rappresenterebbe anche l’imperfezione e l’incompletezza di qualunque atto di pensiero e azione umana. Si sta suggerendo indirettamente che così come la materia e lo spazio sono infiniti nello stesso modo la conoscenza che li descrive è anch’essa infinita. Attraverso il suo gesto meditativo il Pensatore riflette a quella profonda sintesi della conoscenza, l’unica capace di armonizzare le sinuosità evolutive – cumulo degli errori delle civiltà passate. La pietra di capo d’angolo è proprio questa Conoscenza: CONO –Scienza.

La Sfinge di Giza vicina alla piramide di Cheope ha la parte superiore della testa piatta come se fosse tagliata, accentuando ancor di più l’idea riguardante la parte invisibile delle cose (FIG. 10). Quella parte mancante del triangolo sopra la testa allude alla parte invisibile dell’energia soprasensibile esistente nelle circonvoluzioni cerebrali. Così come in geometria per un angolo, l’apice è tutto, nello stesso modo per l’uomo il Cervello e il Pensiero sono Tutto.

I CLONI DEL PENSATORE

Il Pensatore di Hamangia non è stato concepito per rimanere solo. Lo sconosciuto artista neolitico lo ha creato assieme alla sua consorte per alludere all’idea di figli cioè di copie. Interessante che nella lingua della zona in qual è stato trovato il Pensatore, la lingua romena figlio, bambino si dice ancora copil cioè copia del suo padre. Avere figli ossia copie è un modo di clonarsi e perpetuarsi.
Come è stato già detto le vere virtù nascoste del Pensatore escono in evidenza appena attraverso la combinazione delle sue copie dette cloni. Tutte le parti del corpo del Pensatore sono state in tal modo costruite da poter combinarsi tra loro per dare un inedito scenario atropo-geometrico concentrato attorno all’archetipo piramidale Cheope.

statuetta pensatoreSe mettiamo due Pensatori “clonati” uno con le spalle uno all’altro (FIG. 11) in tal modo che la punta dei piedi dei loro seggiolini e il punto di contato tra le loro spalle crei una posizione rigida, scopriremo che la parte geometrizzata delle loro braccia combacia perfettamente con la sagoma della piramide di Cheope E’ ben visibile il parallelismo perfetto tra la parte geometrizzata delle braccia e gli angoli della piramide.

Ce da specificare che questa posizione come le altre è obbligatoria, fissa, non mobile perciò non casuale. Mettendo due cloni spala a spalla con l’obbligo di toccare i seggiolini essi daranno sempre una posizione unica, quella dell’archetipo piramidale che era ed è il messaggio che si voleva trasmettere.

statuetta pensatoreTutto è stato calcolato.
Inversando le posizioni dei Pensatori (FIG. 12) e mettendoli faccia a faccia, con la punta dei nasi, le antebraccia e i ginocchi riuniti si osserverà con sorpresa che le due linee lunghe e diritte delle loro nuche sono assolutamente parallele agli spigoli della piramide. Anche questa posizione è rigida e non lascia luogo all’equivoco.

In un’altra ipostasi (FIG. 13) due cloni del Pensatore con le spalle verso l’osservatore e con il volto verso la piramide uniti dai punti di contatto delle loro antebraccia e delle loro teste riproducono di nuovo il modello piramidale Cheope. Questa volta la prova è data dalle linee laterali delle loro nuche che sono assolutamente parallele ai bordi della piramide.
statuetta pensatoreE’ evidente in questi tre casi come nei altri, che il messaggio dei padri del Pensatore di Hamangia era concentrato sulla piramide di Cheope, volendo riprodurre ad ogni prezzo e in qualunque combinazione l’archetipo piramidale attraverso il gioco dei cloni.

Addirittura l’apice piramidale di 76° rovesciato è inserito in un’insolita situazione tra i nasi di due Pensatori che si guardano faccia a faccia (FIG. 14). Adesso si capisce meglio perché i loro nasi sono tanto lunghi. L’inserzione dell’apice piramidale tra le due teste, cioè tra la fronte dei due Pensatori ha un significato filosofico molto importante perché là è la sede del pensiero, il luogo dei concetti. La punta della piramide è come la testa rispettivamente il cervello dell’uomo.

statuetta pensatoreIn funzione di quest’angolo si genera e s’interpreta la realtà. Il minuscolo punto della testa dell’angolo è un punto di vista. Più si allarga panoramicamente più arriverà a completarsi in un cerchio di 360° non prima che formi un triangolo la cui somma è di 180°. Tra il cerchio e il triangolo sono soltanto due relazioni fondamentali e tutte due rappresentano non soltanto leggi matematiche ma anche pure leggi fisiche. Prima è la legge del triangolo equilaterale l’unico triangolo che permette l’iscrizione e la circumscrizione di un cerchio. Il rapporto tra i raggi dei due cerchi è di ½ . La seconda legge è quella del triangolo rettangolare nel quale in qualunque modo si rapportassero tra loro i due cateti di un triangolo iscritto in un cerchio, l’ipotenusa sempre passerà attraverso il centro del cerchio.

 

IL PENSATORE E LA SFINGE

statuetta pensatoreIl Pensatore di Hamangia ha un’interessante particolarità; quella di aver iscritto un triangolo equilaterale nella parte superiore del suo corpo (FIG. 15). Ecco perché questa zona doveva essere geometrizzata. Il triangolo equilaterale è il simbolo dell’armonia e della perfezione anche perché parente di relazione geometrica con il cerchio. L’ugualità dei tre angoli e dei tre lati del triangolo equilaterale esprime l’armonia della Triade costitutiva umana: Corpo - Mente –Spirito in corrispondenza l’atra Triade: Volontà – Sentimento - Intelletto. Solo il loro l’equilibrio permette l’evoluzione e il mantenimento costante di un buon operato.

E chi volesse sapere dove è la sede di questo operato è ben servito – la dove è la parte geometrizata del Pensatore cioè la sua parte superiore del plesso solare e mentale. La massima espressione di questa triangolarità superiore è la piramide stessa composta di facete triangolari.

Una connessione molto interessante e piena di significati e quella tra il Pensatore di Hamangia e la Sfinge della piana di Giza (FIG. 16). La similitudine concettuale è provata dal fato che la testa della Sfinge è inquadrata lateralmente da due linee oblique che prolungate in su formano un angolo di 60° e perciò un triangolo equilatterale. La coincidenza tra il Pensatore e la Sfinge è ben visibile nella (FIG. 17) dove la trasposizione angolare tra i due è totale.
statuetta pensatoreLa Sfinge lat. Sfinx è il depositario di una straordinaria conoscenza racchiusa nel suo nome attraverso un “codice linguistico ancestral universale”* esistente nei tempi remoti e codificato proprio in greco-latino. Ecco la misteriosa decodificazione: SFINX = SFINX che vuol dire SOFIA (Sophia) in X ossia in croce lat. crux. La lettera X è l’asse, lat. ax-axis di coordinate del mondo. La parte inferiore dello X cioè il cono piramidale rappresenta il mondo visibile mentre il cono rovesciato che si continua in su è la parte invisibile quella del pensiero. La gola della clessidra è il luogo dove il cervello elabora il pensiero o viceversa, il pensiero modella il cervello. D’altro punto di vista la parte inferiore è il passato, il punto di passaggio dello X è il presente che pressa, mentre la parte superiore dello X è il futuro. Proprio come in una clessidra che anch’essa ha la forma di uno X.
Ed'infine utilizzando il principio “oroborico” ossia quello di leggere al contrario le parole, un genere di feed-back linguistico semantico, la parola SFINX con X=ics letta al contrario csi diventa SFINCS -->SCNIFS. Scomposto diventa SCN – I – FS dove SCN sono le lettere della radice ascondere o nascondere, la “I” diventa è o est, mentre FS è la radice della parola greca FOS ossia luce. Il senso conclusivo della Sfinge diventa “nascondere la luce” ossia depositario di conoscenza o archivio di sapere.
Praticamente nella segreta formula sta il mistero di una scienza divina che permetteva agli ultrainiziati di utilizzare una tecnologia sappienziale per sublimare il SOF in FOS e viceversa. In altre parole trasformare la Sapienza in Luce e la Luce in Sapienza. Probabilmente da questa sorgente si sono poi sparpagliate per il mondo concetti contenenti traccia di primigeni saperi di cui poi nuove filosofie come quello di Ein Sof ebraico, i Sephirot, la Sophia greca, la scuola dei sufisti, etc.

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E se teniamo poi conto che la lettera X nel sistema delle cifre romane altro non è che il 10 cioé il sistema decimale ci accorgiamo che siamo proprio nel cuore del Messaggio. Nella stessa cultura neolitica di Hamangia ed altre di quel tempo sono abbondanti le statuine con incisioni puntiforme in gruppo di 10. Quello che è interessante sono i 10 punti attorno alla bocca. La spiegazione sarebbe nella radice del verbo dire lat. dicere, da dove dieci. Nella forma dixi abbiamo addirittura lo X.
Si evidenzia così che là dove appare X il 10 intende dire o dicere qualcosa, si comunica, si manda un messaggio, da dove il famoso DIXIT ossia “è stato detto”. DIXIT è DOXA la grande Conoscenza. E ciò che è stato detto è la Dottrina lat. DOCTRINA Quel DOC iniziale è la radice di DICere. Ma come DOC è anche DOXA (Conoscenza), abbiamo senza ombra di dubbio la prova che quella conoscenza è la conoscenza decimale perché X= 10. La stessa idea è ancor meglio espressa attraverso l’ideogramma della lettera X presente in DoXa. Poi la stessa parola CONO-Scienza dice chiaro che è la “scienza del Cono” duplice che é X. Ed in fine DOC altro non è che il suo rovescio cioè COD. ossia codice. E a chi non bastasse ecco che in latino la parola codice è codex-codicis. E’ ben visibile la codificazione interna: CODEX = COD-E’-X dove COD è il Codice, E è Est, mentre X è il 10 l’Axis Mundi.

 

statuetta pensatorePadrone assoluto di tutti i codici fu Ermete Trismegistos da cui nome nacque proprio l’ermeneutica. La massima arma d’Ermete fù il Caduceo che tradotto significa proprio codice. Si tratta del più straordinario codice che il pianeta abbia conosciuto, un “DNA del Sapere” che s’intreccia con il DNA genetico di cui gli stessi due serpenti sono la doppia elica. I SERPEnti del Caduceo sono il SAPERE e per il fato che fu un Serpente a tentare Eva, Adamo diventò un Adamo Kadmon cioè l’uomo del Codice ma anche l’uomo che cade anzi decade. Qui si tratta di un codice linguistico ultrasegreto dimenticato molte migliaia d’anni fa di cui la presente dimostrazione è soltanto un piccolo assaggio.(L’autore di queste righe lo scori negli ani “70”). Il Pensatore di Hamangia e la Sfinge se ne intendevano di simili codici grazie ad una parentela sapienziale multi millenaria. Nelle stesse zone al nord del Danubio ce la Sfinge Carpatina (FIG. 18) vecchia di decine di migliaia d’anni.

statuetta pensatoreE’ chiaro che i due vestigi antichi, il Pensatore di Hamangia e la Sfinge egizia hanno in comune un principio d’evoluzione antropologico. Quello che è ancor più sorprendente è il fato che tutti due deconspirano anche un principio antropometrico dove l’uomo è la misura di tutte le cose: “Anthropos panton metron”. In questa versione tutta la piramide di Cheope sarebbe costruita secondo canoni del corpo umano. E questa “metria” non finirebbe qui perché essa si estende anche alla metrica nascosta dell’Universo: “il sistema di quantificare universale” o dell’Universo.*
Dal triangolo al Cerchio, dall' A all'O ossia dall’Alfa all’Omega si adempie tutta la storia della creazione. La triangolarita specifica della piramide presente nella parte geometrizzata del Pensatore esprime la strutturalità del nostro universo mentre la parte rotonda, il Cerchio é la parte funzionale preponderent concettuale. Nel vecchio Egitto il rotondo, il cerchio è stato immortalato nel Disco di Ra principio solare per eccellenza. La controparte solare del principio circolare si trova nella testa dell’uomo là dove il triangolo si circoscrive nel cerchio e viceversa. In quel logo geometrico risiede e opera il principio di “olografia circolare”*.

Guardando con attenzione si osserva che la testa del Pensatore è molto rotonda, perfettamente circolare specialmente nella zona della calotta cranica sotto di quale si trovano le emisferi cerebrali. (FIG. 19). La circolarità corrisponde alla sintesi mentre l’angolarità al concreto analitico. D’altronde lo stesso codice
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linguistico fa vedere che il lexemo “CR” presente nel Cerchio e Cervello è identico. Il Cervello usa la curvatura del Cerchio per fare la sintesi.
Interessante che il lexemo CR è presente anche nella parola Crux, Croce che è la massima espressione dell’angolarità. La conclusione è chiara; il Cervello lavora simultaneamente secondo principi sintetici circolari combinati a quelli analitici o angolari.

LA STAUINA PENSATRICE PRODOTTO DI SIMULAZIONE COMPUTERIALE.

La forma del Pensatore di Hamangia è stata a lungo elaborata, ogni sua piccola parte giocando un ruolo ben determinato. Nella piccola statuina sono integrate centinaia di funzioni separate che però convergono in una generale funzionalità. Tutto ciò é impressionante è ce da chiedersi se la statuina non sia stata concepita con l’aiuto di qualche genere di computer. E’ impossibile che una mente umana possa tenere conto di tante combinazioni esponenziali che si amplificano reciprocamente. Per di più si deve fare in tal modo che le varie funzioni non interferino danneggiandosi tra loro. Quanto geniale poteva essere la mente del suo creatore?

statuetta pensatoreEcco un dettaglio concreto nella (FIG. 20). La gola-nuca del Pensatore è piatta avendo esattamente la larghezza corrispondente all’apertura esistente tra i piedi del seggiolino. In questo modo il seggiolino incastra perfettamente la nuca del Pensatore.

Si può anche fare una “colona infinita” di cloni messi uni sopra gli altri.
E non finisce qui perché la misura “in oro” è di 1,618 cm. la stessa esistente anche tra i piedi del Pensatore (FIG. 21). Cavalcando un clone sopra un altro seduto, ci lascerà stupefati perché l’apertura dei piedi imbocca perfettamente la sua nuca. E’ evidente che tutto fu calcolato e niente lasciato a caso. Perciò persista il dubbio che la piccola statuina fu simulata al computer. Ma da chi e perché. Risposta ovvia è visibile: per la decifrazione della piramide di Cheope.
Estremamente interessante il fato che la larghezza in discussione di 1,618 cm. ricorda il valore della Sezione aurea detto anche Numero di Fibonacci. Qui i creatori della statuina rivelano un gran segreto: il corpo umano con le sue strutture e funzioni sarebbe immerso nelle virtù del Numero d’Oro. (Personalmente ho scoperto questo nel 1984 e poi l’ho esposto nel 1988 al Congresso Mondiale di Antropologia tenutosi a Zagreb-Yugoslavia).

 

INCRENGATURE DI PENSATORI
CLONI IN CONNESSIONE
TRACCE DI ARCHETIPI LETTERALI FENICIO-GRECO-LATINI

statuetta pensatoreAccanto alla connessione bidimensionale dove due cloni ricompongono il modello piramidale Cheope c’é una connessione tridimensionale nel quale si combinano tre cloni. La loro sofisticata alambicazione lascia intravedere tracce d’antiche grafie fondamentali che stano all’origine delle lettere di sorgente fenicio, greco-latina.

Per realizzare gli agganci tra i cloni che sono assolutamente identici all’originale, essi hanno i piedi corti ma ben misurati nello spirito della massima efficienza. Il loro aggancio si realizza grazie ai bordi spigolosi della parte superiore geometrizzata del corpo. Per esempio due Pensatori introducendo il loro piede tra le mani geometrizzate e il petto di un terzo statuetta pensatoreseduto normalmente creano la combinazione presente nella (FIG. 22). Questa combinazione è simile alla lettera “T”.

Con una piccola differenza realizzata quando la superficie plantare dei due cloni si appoggia sul ginocchio del Pensatore seduto, si forma una combinazione molto simile a quella della (FIG. 23) dove traspare una lettera “V”.

Nel caso quando i cloni visti dalle spalle introducono il loro piede tra le braccia-petto dell’originale seduto si arriva alla combinazione presente nella (FIG. 24). Ce da dire che sul petto del Pensatore seduto si trova una

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prominenza volumetrica spigolata che aiuta il piede ad’agganciarsi. In questo caso i tre Pensatori formano un’evidente lettera “Y”.

Quando i cloni laterali che sono disposti in posizione orizzontale introducono i piedi tra le braccia della statuina di referenza, quella seduta, si realizza la combinazione espressa attraverso la (FIG. 25.) La lettera che traspare è la “T”.
Nel caso che il Pensatore centrale sta in posizione riverente di preghiera i cloni orientati verso il lettore introducono i loro piedi nella zona solare del petto realizzando una lettera “U” (FIG. 26). Una posizione molto simile è quella presente nella (FIG. 27) dove i cloni laterali stano con le spalle statuetta pensatoreleggermente orientate verso il lettore. Essi introducono il piede d’appoggio sotto l’addome del Pensatore centrale.

Ed infine una posizione molto interessante è quella presente nella (FIG. 28) dove due pensatori in sospensione situati lateralmente agganciano con i loro piedi i due piedi del Pensatore centrale che a sua volta sta sospeso. La lettera ottenuta sembra un genere d’Omega. Interessante in questa combinazione il fatto che l’apertura tra i piedi (quella di 1.618 cm.) è proprio quella dello spessore della caviglia. Per questo i loro piedi si combaciano tanto bene.
Ce da specificare che la più piccola differenza farebbe sfuggire gli allacci e tutte le combinazioni andrebbero perse. Ma non è così perché il Pensatore è stato “pensato” nei più piccoli dettagli sposando l’idea che una tale quantità d’elementi non poteva essere messa insieme senza l’aiuto di qualche computer.
statuetta pensatorestatuetta pensatoreLa parte più impressionante delle possibilità connessionali inizia appena quando si combinano non tre ma decine e decine, anche centinaia di Pensatori clonati creando increngature impressionanti.
Le diverse posizioni dei cloni pensatori all’interno delle combinazioni realizzano un tipo d’alfabeto, un vero sistema di comunicazione nel quale la forma d’ogni posizione rappresenta l’archetipo di un gieroglifo, un composto di lettere, e addirittura di parole (radici).

 

IL PENSATORE DI HAMANGIA E IL SANTUARIO MEGALITICO DI STONEHENGE E SARMISEGETUZA-REGIA

 

statuetta pensatoreSi avvera sempre più che il Pensatore di Hamangia è un pezzo chiave, anzi una chiave antropometrica delle civiltà arcaiche facendo riferimento a più monumenti antichi di quanto si può immaginare. Non ce da stupirsi perché qualunque grande sia un monumento basta una piccola chiave ad’aprirlo.
Si prova poi che tra il Pensatore e il Santuario megalitico di Stonehenge e quello di Sarmisegetuza-Regia in Romania (FIG. 29) c’é uno stretto collegamento.

Con l’utilizzo del collaudato sistema metrico decimale si costruisce un modello a scala di 1/100 cioè 29.4cm. di diametro in rapporto a quell’originale di 29.4m. Se si mettono due Pensatori sulla stessa asse degli ecchinozi o solstizi (FIG. 30) avendo i piedi precisamente

statuetta pensatorepuntati sul cerchio esteriore, le loro teste s’incontreranno quasi nel centro del santuario miniaturizzato. Ci viene da chiedersi come mai non entrano perfettamente per fare un’equazione completa senza lasciar quel spazio vuoto sulle loro teste. Ce la tentazione di pensare si tratti di un errore ma non è così.

Se si prolunga con una linea la stremante lunghezza delle loro nuche osserveremo stupefati che le linee convergono nel centro del santuario (FIG. 31). Altro che impressionante la relazione prova che tra il Pensatore di Hamangia e il Santuario di Sarmisegetuza Regia ce un chiaro collegamento. E poi i due siti archeologici si trovano ad una distanza di appena 200 km. E come il santuario megalitico di


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Stonehenge in Ingliterra ha un diametro di 29.56 m. e quello di Romania 29.40 m. la differenza sul terreno è di soltanto 16 cm. mentre a scala ridotta del modello è di appena 1,6 mm. Tra i tre vestigi preistorici c’é un filo logico di parentela concettuale.
Nei parametri numerici del Santuario di Sarmisegetuza - Regia è celata una matematica sconvolgente di cui ho avuto la fortuna di scoprila già dagli inizi degli anni “80”. Il Pensatore di Hamangia sta lui stesso all’origine di un “registro di misure numeriche” eccezionali che sono sparpagliate ma ben intrecciabili nei grandi monumenti antichi dell’Umanità. Il gioco dei cloni del Pensatore non esaurisce qui. Mettendo attorno al Santuario cloni pensanti osserveremo che essi chiudono perfettamente il cerchio quando sono 16.

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Nella (FIG. 32) quattro Pensatori chiudono un quarto di cerchio cioè l’arco tra due asse del santuario. Il valore complessivo 16 fa riferimento ad’alcune leggi della natura come la progressione geometrica e la luce essendo molto utilizzata nel mondo antico dai petali del loto e i Mandala fino ai cosi detti chakras o centri d’energia vitale e sottile del corpo umano.
L’angolo al centro di un solo Pensatore è di 22,5° vale a dire la 16-esima parte della circonferenza. Il valore numerico 22,5 è molto importante sia nel mondo dei segreti numerici della piramide di Cheope quanto nel “sistema di quantificazione universale”.

Che tra i santuari megalitici di Stonehenge e Sarmisegrtuza-Regia ce un collegamento non solo concettuale ma pur numerico si vede anche dal fato che sopra il modello del santuario si sovrappone quasi
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perfettamente un modello miniaturizzato della piramide di Cheope (FIG. 33).

Il “misterioso passaggio” è incorporato nel Pensatore di Hamangia in chiave di lettura antropomorfica e antropometrica e perciò antropologica.

 

TRADIZIONE E STORICITA’

Il Pensatore di Hamangia non è un fenomeno singolare ma un evento molto esteso nello spazio e nel tempo. Il modello archetipale tipo “pensatore” si è espanso su grandi arie geografiche.

La zona inseminata di “pensatori” si estende molto fuori del bacino carpato-danubiano seguendo direzione Ovest il corso del Danubio fino in Europa centrale, in Austria.

statuetta pensatoreRicerche archeologiche effettuate a Gradistea-Coslogeni (Romania) hanno depistato le orme di siti e necropoli ad’incominciare dal V millennio a.C. nel quale la linea antropomorfica delle figurine scoperte si ravvicina a quella del Pensatore di Hamangia (FIG: 34). Già un millennio prima del Pensatore di Hamangia il concetto atropo-piramidale era conosciuto.

La perpetuazione del concetto dell’inquadramento della testa in un triangolo, presente nella Sfinge di Giza e al Pensatore e attestato archeologicamente attraverso la categoria di fibule triangolare come quella del tesoro di Coada Malului distretto Prahova in Romania (FIG. 35).

Che alcuni concetti come quello dell’archetipo piramidale esistente nel corpo umano e il suo viceversa – il canone del corpo umano modello per la piramide, si sono perpetuati e persistiti a lungo nello spazio carpato danubiano è evidente. Anzi l’ecco si è perdurato fino all’epoca moderna come traspare da un libro autorevole come “Stematographia sive armorum illycorum delineatio, descriptio et restitutio,” dell’autore Ritter Vitezovic pubblicato nel 1701.


statuetta pensatorestatuetta pensatoreIn esso troviamo che lo stemma della Dacia (FIG. 36) era uno scudo roso mobiliato da una piramide d’argento con una parte in ombra – figura araldica che parte dalla base dello scudo e si alza fino alla sua parte superiore. Da una e dall’altra parte della piramide si trovano due leoni d’oro rampanti ed afrontati uno ad’altro.
In quanto i simboli della Dacia, Ritter menziona che…”una volta quando era ricca e aveva i suoi eroi “ i leoni “salivano verso le cime”. La piramide secondo lo stesso autore significa “la perfezione e la cima della gloria” le virtù che hanno guidato la Dacia fina all’arrivo di Decebalo.
La presenza della piramide nel campo centrale dello stemma è evocante mentre la presenza dei due leoni rampanti allude alla Porta di Micene. La piramide eretta ricorda la “colina primordiale”, la montagna delle Origini, la colona, l’obelisco, i menhir megalitici, persino il fallo generatore, etc. Tutti questi sono simboli primordiali.

CONCLUSIONI

Le meravigliose relazioni fin qui espresse sono soltanto una piccola parte del tesoro di conoscenza depositato nel Pensatore di Hamangia confermando che esso è una tra le più complesse statuine mai realizzate. Nello stesso tempo rappresenta una vera “chiave in codice” capace di decifrare il grande Messaggio multi millenario dei vestigi antichi che avrebbero alla loro origine un unico e comune concetto ideo-etimo-matematico.
La gran panspermia delle statuine pensanti su una vasta aria esprime la paura dei loro creatori che il messaggio poteva andar perduto, motivo per quale hanno moltiplicato i “pensatori” nella speranza che magari qualcuno in qualche epoca li scoprisse. E’ bene il tempo è venuto e qualcuno ha scoperto il Messaggio. Nonostante tutto, il tempo ci ha beffato di nuovo ancor una volta. Sono passati 20 anni da quando il mistero fu sciolto personalmente lo esposi all’Accademia di Scienze di Bucarest e all’Accademia di Romania di Roma, ed eccoci ancora qui debitori alla storia. Ai 6.000 anni passati aggiunti altri 20. Proprio come la storia del tesoro di Monte Cristo. Che Dio illumini l’Uomo.
La zona d’origine del Pensatore, le rive vicino alla foce del Danubio è quella zona ipotetica delle terre immerse dopo un immane cataclisma che strappò il Bosforo. Un “Atlantide” che scomparve, un Diluvio Universale causato dalla nascita del nuovo Mar Nero, cancellarono una grande cultura di cui alcune tracce si trasmisero ancora dopo molti millenni. In quella zona fiorirono gli Iperborei, i miti orfici ed eleussini, là erano le isole Bianche dei Beati, da là scesero ioni, dori e i corinzi, che fondarono poi la Grecia, e pure Apollo scendeva da quel nord trasportato dei grifoni (sfinge). Le prime colonie greche nel Mar Nero s’insediarono proprio nella regione dove fu scoperto il Pensatore di Hamangia. Le più ardue e misteriose impresse espresse dai miti greci si realizzarono nel Mar Nero; Prometeo nel Caucaso, gli argonauti, il vello d’oro, il giardino degli Esperidi, le amazzoni, etc. etc.
Ed'infine la piramide di Cheope il più grande mistero del pianeta depositato nel corpicino di una piccola statuina neolitica perduta sulle rive del Danubio. Una statuina pensante che nasconde…. Che dire poi dal fato che la radice “man” nel nome Hamangia è proprio il verbo sanscrito man cioè pensare, quello che realizza la mente. Coincidenza o razionalità antica? E poi che dire dal fato che Stone–henge è molto simile a Hamangia dove soltanto la “m” è in più per ragioni di sintesi per dare la radice man. In romeno quando la pietra é massiccia, megalitica, statuaria si chiama stana proprio come in inglese stone.

Ha-mang-ia → Gnomica → Gnomo → Gnomone → E-nigm-a

E’ interessante il fatto che sia la Gnomica un’arte per giocare con le parole per scoprire tutti i sensi sia lo Gnomone strumento per misura, sia lo Gnomo uomo piccolo hanno la stessa combinazione letterale della parola Hamangia. La tradizione assegna agli Gnomi una profonda conoscenza dei tesori giacenti sotto la superficie (vedi archeologia). Sono loro a fabbricare agli Dei e agli eroi armi e arnesi preziosi
Se GNOM è .sinonimo di piccolo come è in fati il Pensatore, 113 mm., il rovescio MGN combinato porta al grande MAGNUS. Essere Gnomo nel corpo e Magnus nel sapere eco il segreto. I saggi di tutti i tempi erano piccoli di statura ma grandi nella conoscenza. E questa Conoscenza “GN” è la Gnosi, anzi la MEGA-GNOSI.
In conclusione si può dire che menti umani superiori o superciviltà hanno spezzato l’Unità della Conoscenza e sparpagliata su tutta la superficie terrestre in mille frantumi come un immenso Puzzle per essere poi ricomposta dalle generazioni a venire. Un grande esame nel quale il Pensatore di Hamangia è soltanto una pedina di una scacchiera impressionante che si estende fino alle costellazioni della volta celeste. Il fato che lui è Pensatore ce lo dice lunga. Il pensare è la Chiave.

Gli enigmi del passato sono i paradigmi del presente e le soluzioni del futuro.

Roma il 23.12. 2004.

Vasile Droj
Fondatore Universologia

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