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CHI FU IL VERO SCOPRITORE DELLE PORTE DI CHEOPE

LA MAPPA SEGRETA DELL'ISPETTORE DELLE PIRAMIDI

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

Le porte di Cheope

Le porte di Cheope     Sono trascorsi più di 20 anni da quando l’ingegnere tedesco Gantenbrink annunciava al mondo la scoperta, in fondo a un tunnel di aerazione nella piramide di Cheope, di una misteriosa porta dotata di due maniglie. Il mondo degli egittologi entrava in fibrillazione alla possibilità di trovare nuove stanze. Era l’anno 1992, però pochi se ne accorsero all’epoca che la vera scoperta la fece alcuni anni prima un ricercatore romeno di Roma che la presentò in un ciclo di conferenze all’Accademia d’Egitto di Roma già nel 1990 e poi al VI Congresso Mondiale di Egittologia di Torino (1991) e infine lo pubblicò su una rivista. Ma la cosa più incredibile fu il fato che l’autore Vasile Droj lo presentò niente meno che all’ingegner Rudolf Gantenbrink presente anche lui al Congresso di Torino non come studioso ma come tecnico in lavori di aerazione agli scavi archeologici.

Le porte di Cheope   Poiché al congresso Gantenbrink maneggiava la computer grafica di uno stand, Vasile Droj gli fece vedere la mappa segreta dei condotti e delle stanze loro corrispondenti. Imperdonabile leggerezza, addirittura grottesca circostanza poiché l’ingegnere lavorava proprio al cantiere di Giza, alle piramidi. Non gli fu perciò difficile trovare la porta indicata dal ricercatore romeno.

   Appena il minuscolo robot che seguì il condotto fotografò la piccola porta con due maniglie, Vasile Droj intuì subito il perché di quelle maniglie impossibili di maneggiare situate in fondo ad un tunnel di appena pochi centimetri di larghezza e 20 metri lunghezza. Era una trasposizione in codice binario di straordinaria importanza che rilevava l’algoritmo conoscitivo della piramide di Cheope.

Le porte di Cheope   Quindici anni più tardi quando il piccolo robot scoprì anche la seconda porta proprio nel luogo indicato dalla mappa dell’ispettore Ti riscoperta dal ricercatore romeno si provava che la previsione fu giusta. Il destino vuole che National Geographic scegliesse la sua prima presentazione mondiale proprio all’Accademia d’Egitto di Roma, nella stessa sala dove Vasile Droj lo rivelò nel 1990. Nella conferenza il Direttore delle antichità egizie, Zahi Hawas, rimasse sorpreso non tanto dalla coincidenza quanto dalla previsione così spinta in dietro nel tempo in rapporto a quella di Gantenbrink.

   Nel 2002 l’autore presentò la sua scoperta al 2° Simposio Mondiale su Scienza, Tradizione e dimensioni del Sacro su tema “Il Mistero della Grande Piramide” coordinato da Roberto Pinotti e CIPRET, nella Repubblica di San Marino. Nello stesso anno, nel numero 6 di Dicembre 2002 la rivista Archeomisteri pubblicò la relazione di Vasile Droj così come fu esposta nella conferenza sanmarinese. Ora nel 2013 dopo la primavera araba che attraversando l’Egitto portò alla fuga di Zahi Hawas, le ricerche sono rallentate ma presto sono possibili nuove sorprese sul mistero che si cella dietro le due Porte della Grande piramide di Cheope.

Roma 17.03.2013

Vasile Droj
Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

Le porte di Cheope

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