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RADICI GENERATIVE LOGICHE

LA SUPERGRAMMATICA UNIVERSALE

QUANTISTICA SEMANTICA

RISPOSTA ALLA TEORIA DI NOAM CHOMSKY

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

   Tra il 23 ed il 26 gennaio 2014 all’Auditorium di Roma si è svolto il Festival delle Scienze, sul tema “I linguaggi”. L’ospite d’onore è stato Noam Chomsky. L’interesse per la sua lectio magistralis è stato tale che non è stata sufficiente l’enorme sala Petrassi per accontentare tutti,  perciò è stato allestito nel gran foyer, un enorme schermo per la folla dei partecipanti rimasti senza biglietto.

La conferenza di Noam Chomsky   Ma partiamo dall’inizio: Negli anni ’70 un linguista, Noam Chomsky, fece scalpore negli ambienti filologici immersi nel torpore analitico, sostenendo che all’interno delle lingue ci fossero dei paletti indicatori di una via maestra alla comprensione delle stesse. Questi indicatori furono chiamati da Chomsky “radici generative fisse”, capaci di ricostruire la logica del sistema linguistico. Il principio movente era una “grammatica universale”. Furono espressioni felici che dettero gloria e fama a Chomsky. Tutto il mondo, dagli stessi linguisti ai filosofi fino ai mistici della Parola aspettava la scoperta di questo “Santo Graal”, come chiave universale della conoscenza. Persino Umberto Eco, nel nome di un’ermeneutica promettente e con “Il nome della rosa”, il suo gran romanzo, sognò di trovare l’’Excalibur” dei codici semeiotici. Egli non si accorse però che l’Excalibur non era tanto un mito medioevale o legenda metropolitana quanto “pura codificazione” linguistica, poiché Ex-calibur = calibro o calibrazione (mettere appunto uno strumento) ma si compiacque nel seguire la più leggera e celeberrima via della celebrità poiché Excalibur è anche l’arma della celebrità. Eppure fu proprio lui ad avere la fortuna di incontrare la “sorgente” di questa nuova conoscenza. Non fu Chomsky ma un altro (quello che oggi vi racconta) dal cui incontro venti anni fa nacque poi il libro di Eco “Alla ricerca della lingua perfetta”. Infine quell' “EX” in Excalibur esprime l’extraordinario, il fuori classe, l’Extralarge (XXL), dimostrando che al di là della normalità linguistica, esiste una realtà semantica profonda, codificata o “calibrata” appunto: Excalibur. In tale visione sistemica persino il nome del piccolo uccello colibrì non è casuale poiché esso con centinaia di battiti d’ali a secondo riesce in librarsi o calibrarsi davanti al fiore perché Excalibur è in primis EQUILIBRIO. Nell’Universo nessuna forza squilibrata regge. Poiché le forze materiali esterne fluiscono e defluiscono in modo “magico” (mega) dall’Intelletto umano, per mantenere l’equilibrio occorre ben calibrare sia le parole sia il linguaggio. Una straordinaria “calibrazione” esiste già da migliaia di anni all’interno di una “lingua filosofica delle Origini” tramandata ai nostri giorni attraverso il greco e il latino.

   Questa non è una digressione ma un assaggio dell’inestimabile tesoro d’informazioni che giace all’interno delle parole, di cui i ricercatori linguistici odierni hanno poca cognizione. Ebbene, molti partecipanti al Festival delle Scienze di Roma si aspettavano di sentire da Chomsky qualcosa di simile, ma sono rimasti delusi. Alla fondamentale domanda: se tra la coerenza della fisica quantistica e la linguistica esistesse la stessa coerenza quantistica (misurabilità), egli rispose evasivamente concludendo che le lingue sono pur convenzionali, prive di un sistema cognitivo in se stesso, che tutto sarebbe comunicazione generata dal pensiero e che gli elementi costitutivi (le parole) sarebbero privi di conoscenze immagazzinate. In poche parole non esisteva un “quantum predeterminato” per non parlare di un Sistema. O egli tradì l’esordio declamato nella sua giovinezza o non arrivò a capire l’enorme quantità informatica “nucleare” depositata all’interno delle parole (le “radici generative logiche” appunto) e si diluì nel contesto. Confonde Chomsky la lingua con il linguaggio (ordinario)? La lingua in primis è deposito, sostanza (sostantivo, lessico) e poi uso, ossia linguaggio. E possibile poi non distinguere tra le lingue multimillenarie cariche di sapienza e i linguaggi moderni creati ad hoc in funzione delle necessità del momento, siano esse tecniche, di marketing o di comunicazione?

QUANTISTICA SEMANTICA    

   La parola sopra accennata: “fisica quantistica”, svela non soltanto le ”radici generative” fisse ma anche profondi significati cognitivi nobilandole in “radici generative logiche” o sistemiche. La radice della parola fisica, gr. physis, è “fis” ed è presente nelle tre fondamentali caratteristiche della materia fisica: la fusione, la fissione, e la fase, dove FUS = fusione, FIS = fissione, e FAS = Fase. In altre parole, ogni sostanza fisica è propensa alla Fusione derivata dalle alte temperature o dalla pressione, poi alla Fissione o scomposizione chimica molecolare fino alla fissione atomica e subatomica. In fine la Fase al livello macro esprime il passaggio tra vari stati d’essere come l’acqua liquida e il ghiaccio ma specialmente lo stato d’onda, con frequenze, lunghezze d’onda etc.

Il codice di pensiero ancestral-universale   Il ragionamento e le codificazioni continuano poiché Fisica è sinonimo di Materia. Ed eccoci arrivati alle “radici generative logiche” “MTR” “MT” della parola Materia: MATER, MATRICE (MATRIX), METRO (Metrizzazione), MOTORE, MATTONE, METODO, etc. La radice consonantica comune “MTR” attraverso le rispettive parole svella gli attributi essenziali della Materia poiché essa è Madre (Mater) di ogni cosa ponderante, e nello stesso tempo Matrice, Matrix su quale si appoggiano tutte le forme, il Motore che spinge la Creazione. La Materia è il Metro Metrizzabile, misurabile e quantificabile perciò il Mattone e nello stesso tempo Metodo proprio estremamente preciso. Per questo che la tecnologia é così precisa e raddoppia ogni dieci anni mentre le capacità umane sono quasi le stesse da migliaia di anni.

   La scienza della Materia (metro) essendo quantificabile avanza esponenzialmente mentre le scienze umanistiche meno metrizzabili arretrano. PERRO’ anche la linguistica avrebbe una quantificazione simile a quella della materia addirittura ancor più coerente, analitica e nello stesso tempo sintetica. Questa è la “Quantificazione semantico gnoseologica”.

   Così come nella fisica quantistica i pacchetti di quante energo informazzionali modellano e relazionano la materia, nello stesso modo la “quantistica semantica” attraverso la Logica intrinseca del Logos ordina il Mondo. Nel Logos sono riuniti i tre fondamenti concreti dell’Esistenza; le costanti fisiche universali con la luce LUX, le Leggi della Natura LEX, e il significato delle cose, il LEXICO. Semplicemente LUX - LEX - LEX(ico) ossia LUCE, LEGGE e PAROLA.

Codice Universale sottocodice Da Vinci   Già, la Parola, il più grande “quantum quantistico” che ci sia, socio fondatore dell’Universo assieme alle leggi della Natura ma che purtroppo i linguisti non vedono se non come un semplice mezzo di comunicazione. Fu proprio questo arride contesto a far germogliare e svegliare le speranze quando Chomsky presentò la teoria delle “radici generative” e la “grammatica universale”. E’ passata tanta acqua sotto i ponti e il sistema funzionale delle radici e i fondamenti ontologici della “vera grammatica universale” stano ancora nell’alto mare. E colmo dell’ironia della sorte e in barba al più gigantesco strumentario moderno di ricerca si scende sempre in giù compiacendosi nello studio analogico delle scimmie e dei pappagalli disprezzando le grandi realizzazioni dello Spirito Umano: antiche filosofie, religioni della parola, sistemi di pensiero etc.

   La ricerca linguistica moderna si concentra tropo sull’aspetto estrinseco, comunicativo tra le persone dimenticando che la lingua di per sé è intrinseca generatrice della psiche dando ragione e colore allo stesso linguaggio espresso. Gli straordinari contenuti informatici non sono presenti soltanto nelle parole ma anche nelle radici addirittura nelle singole lettere dell’Alfabeto.

   Per esempio la lettera “C” e la sua consorte “G” si trovano in tutte le parole che indicano il Corpo: capo, cranio, capelli, cervello, faccia, guance, orecchie, occhi, cornea, nuca, ciglia, sopraciglia, occipite, narice, bocca, lingua, gola, mascella, braccia, bicipite, gomito, pugno, dito(digitus), unghie, petto(pectus), muscoli, esofago, faringe, trachea, bronchi, stomaco, vescica, torace, pectorali, bicipite, pancia, ombelico, fegato, cuore, schiena, colon, natiche, culo, testicoli, ca…, gambe, cosce, ginocchi, gomiti, polpacci, caviglie, calcagno, carne, scheletro, etc. Impressionante! Come mai quassi 100% delle parole che si riferiscono al Corpo hanno la lettera “C” in composizione? Casualmente è impossibile avere nelle parole composte di poche lettere sempre la stessa “C” tenendo conto che l’Alfabeto ha 28 lettere. Questo implica la presenza di un Intelligenza superiore quando la lingua fu creata che ordinò e impose anche questa regola del “C”. Fosse per questo che la vita, il corpo è fondato sul carbonio?

Guerre Solari   Nel ceppo linguistico indoeuropeo abbondano i nessi linguistici polifunzionali ma in almeno una di queste lingue sembra prevalere una perfezione assoluta. Si tratterebbe di una lingua fatta a tavolino, in cui tutta la conoscenza umana è stata analiticamente e sinteticamente sistemata, il Logos algoritmizzato e codificato. E così troviamo che quel “C” del Corpo altro non è che il Ka egizio che essi volevano preservare poiché il “corpo crepa” sotto l’incidenza della legge di Karma. Soltanto riunendo i tre corpi Ka, BA, Akh, ossia realizzando la KA-BA-AKH o la Kabalakh l’Opera era compiuta in poliedricità spaziale appunto cubica, poiché CUBIC = CUBO. Per gli antichi questo fu il vero CIBO. Però senza un approccio interdisciplinare non riusciremmo mai a trovare la loro scienza misteriosa e sottile e nello stesso tempo scientifica. Tutto giace in quella lingua scientifica, taxonometrica che è il latino e il greco. Nel greco antico, latino o lathein significa misterioso, nascosto o latitante, mentre in latino GRECO non sarebbe altro che CERCO o CERCHIO. LATINO vuol dire LETTERA, i LATI retti delle LETTere lineari, mentre GRECO allude alla forma rotonda circolare delle lettere. Perciò tra i latini, dalla forma degli scudi fino ai castra tutto era rettangolare mentre tra i greci prevalevano le sagome circolari; scudi, agorà e anfiteatri.

   Così si constata che la lingua di per sé non è soltanto un contenitore ma prima di tutto un contenuto straordinario d’informazioni di cui oggi siamo completamente ignari. E se teniamo conto delle capacità associative delle parole, allora le possibilità potenziali sono infinite. Una rivoluzione senza precedenti si profila all’orizzonte.

   Si è accennato in precedenza all’esistenza delle “radici mono letterali”, come la “C” che ridisegna tutta la configurazione del Corpo, però si nota anche la riunione di più lettere consonanti che creano “radici consonantiche”. Per esempio la radice ”ST” che indica il significato di “stare immobile” o “stare insieme”, impressiona per il suo ampio contenuto: statua, stato, statuto, stop, stella, stalla, stalattite, stalagmite, stamine, storia, stemma, stendardo, stigmate, saturazione, stock, stiva stirpe, stazione, stipati, stampa, stucco, stecca, stremato, stesso, etc. Persino parole apparentemente dinamiche come stormo, stivale, stomaco, stupore, esprimono lo stato di stabilità; gli uccelli dello stormo stanno riuniti, il piede nello stivale in movimento è fisso, lo stomaco tritura ma tiene insieme il cibo, e lo stupito rimane di stucco fulminato dall’impatto emotivo.

   Ora come si spiega tutta questa straordinaria congettura attorno a due lettere “ST”, simili a centinaia? Quale è la grammatica segreta?

   LA SUPERGRAMMATICA UNIVERSALE

   Il significato della grammatica lo conoscono tutti, ma pochi o nessuno si è accorto della cosa più ovvia che stava sotto gli occhi di tutti, ossia l’etimologia diretta. UniversaloidiGramma in greco, accomunato a grafia è sinonimo di lettera incisa, segno inciso (engramma), ordine preciso (diagramma), e programma, etc. Nella doppia composizione GRAM+MATICA, Gram allude al grammo come unità precisa di misura e il suffisso Matica derivante da Matematica, conferiscono alla grammatica il massimo di coerenza quantistica e misurabilità semantica. Questo vuol dire che la “grammatica originaria” non sarebbe il gioco relativo delle parti di proposizione verbi, sostantivi, attributi, declinazioni, “rotacizzazioni” etc. ma tutt’altra cosa infinitamente più complessa e sottile. Si tratterebbe di una Super Grammatica Universale, un genere di ideogramma nel quale si fondono simultaneamente la grafia letterale, simboli, figure geometriche, numeri, idee, archetipi, etc. Se Noam Chomsky fosse di madre lingua latina con il suo gran talento avrebbe già scoperto tutto ciò.

   Analogamente all’etimologia codificata presente nella parola Gram-matica, la parola “Radice” attraverso il latino Radix - cis è illuminante poiché gemellata con Radius, ossia Raggio. Si prova che il Ragionare attraverso il Raggio permette l’applicazione della quantistica semantica logica. La “X” in RadiX rappresenta i due diametri incrociati che nel cerchio generano tutte le altre lettere formando l’’ Embrione d’Oro”, esso stesso fondato sulla “Geometria Embrional Sintetica”.

I concetti generali e le formule concrete sulla Quantistica Semantica si trovano nella Dottrina Universologica e nei libri dell’autore Vasile Droj.

Roma 20.02.2014

 

Vasile Droj
Ricercatore Transdisciplinare

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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