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CRISTO NEI CARPAZI
LA VITA SEGRETA DI GESU’ DAI 12 AI 30 ANNI

GESU’ CRISTO SEGUI’ LA VIA DELLA SETA FINO IN INDIA E TIBET

QUELLO CHE SUCCESSE PRIMA DELLA PREDICAZIONE

IL PIANO SEGRETO DI CRISTO

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

    

      L’USO DELLA LOGOSTORIA
     I grandi uomini agiscono in modo uguale nelle circostanze uguali o simili perché appellano alla logica universale che è sempre una e la stessa, mentre gli uomini comuni agiscono dopo la loro testa ognuno come le pare senza un criterio universale. Questo è il principio cardinale della “Logostoria” ossia la “logica della storia” dove eventi remoti non coperti dalle documentazioni possono essere ricostituiti in base alla logica e alla sintesi euristica. In conformità a questa si può ricostituire anche la vita sconosciuta di Gesù Cristo, compresa tra i 12 e 30 anni quando iniziò la predicazione pubblica.

     Nella vita di Gesù Cristo c’è una totale lacuna tra i 12 e 30 anni. Nulla ci perviene in questo intervallo di tempo praticamente disponibile a tutto. Se nulla è successo, allora Cristo o era insignificante, incapace di creare storia o se ne era andato fuori dal paese per ben 18 anni. Insignificante fino a 30 anni non poteva essere poiché già a 6 anni impressionò nel tempio i grandi sacerdoti e dottori della Legge. Allora come mai è rimasto in letargia per ben 18 anni nel massimo della sua potenza giovanile? Resta soltanto la seconda variante, quella dell’esilio. Cristo si mise a visitare i luoghi sacri dell’Umanità per acquistare conoscenza e realizzare il suo piano segreto.

Salvator Mundi

     IL SECONDO VIAGGIO DI CRISTO IN EGITTO


     Primo passo per realizzare la Grande Opera fu il suo ritorno in Egitto, dove c’erano cumulate tanta Sapienza e Conoscenza e dove trovò anche le radici del popolo ebraico. Cristo fu impressionato dalle imprese di Mosè (93) e decise nella sua ardua giovinezza di realizzare anche lui in un modo o nell’altro un simile piano adatto ai suoi tempi. Se Mosè si dedicò al suo popolo portandolo fuori dall’Egitto, Cristo si dedicò all’intera Umanità per dargli una nuova Dottrina capace di portare la Luce della Conoscenza salvatrice delle anime. Mosè e Cristo sono tra quei pochi che hanno preparato più a lungo il loro operato; Mosè dai circa 30 ani fino a 80 anni e Gesù dai 12 a 30 anni.

     In Egitto Cristo trovò prove sull’Origine del popolo egiziano, disceso dall’eroe civilizzatore Rama venuto dal Nord, da dove l’orgoglio dei faraoni Ramasse (Ramses). Sempre qui egli scoprì anche le antiche traccia degli ebrei (Ab Re ossia “dal Ra”) ma specialmente quelle dedicate alla memoria di Ab-Ramo capo stipite di molte nazioni. Di sicuro Cristo s’imbatté anche nei resti della grande Biblioteca di Alexandria i cui testi illuminarono la sua mente. Fu in Egitto che Cristo intuì il grande sogno di Alessandro Magno quello di portare nel mondo la cultura ellenica della “Parola Universale”. Cristo Gesù aveva anche lui un simile piano ma i suoi eserciti non erano composti dai soldati bensì dagli elementi della Conoscenza Universale per la realizzazione di una Religione Universale su misura. Il percorso geografico da seguire doveva essere lo stesso di Alessandro e riuscire là dove il Macedone fallì, ossia conquistare il Nord Iperboreo. Prima di partire in Persia e India Alessandro Magno tentò di arrivare nel Nord misterioso dei Carpazi luogo, dove nacque la Civiltà, però l’esercito del suo generale Lisimaco fu battuto dai geto-daci e così il grande condottiero rinunciò alla variante nordica del suo piano. 

     LA SFINGE “432” - SIMBOLO DELL’UOMO PERFETO

Salvator Mundi   Gesù Cristo doveva pe forza ritornare in Egitto per abbeverarsi alle fonti della Conoscenza. Qui di sicuro incontrò i papiri della Biblioteca di Alessandria, trovando gli scritti dei re asiatici inviati a Alessandro Magno che descrivevano l’origine dei loro popoli tra cui anche quella della “conoscenza originaria” proveniente dai Carpazi. Cristo scoprì dai sacerdoti egiziani, che la Sfinge di Giza (la Testa) era soltanto una riproduzione di quella originaria, vecchia di molte decine di migliaia di anni che troneggiava nelle alture dei Carpazi sul Monte Sacro “Om”. Allora Gesù decise di andare nei Carpazi. Là, deciderà di chiamarsi “Figlio dell’Uomo” ossia Colui chi viene dalle Origini Umane Primitive nel nome dell’UOMO come Adamo, in decodifica: “Ad UOMO”. Nei Carpazi progettò di seguire la “Via dei Ramani Ariani” (Ab Ramo) che portava in India con lo scopo di trovare e rifare i fondamenti del Tutto nell’intento di “Riunificare la Conoscenza”. Piano che poi si ridimensionò alla salvezza delle anime nella sua sacra terra Natale di Gerusalemme.

      DALLA SFINGE EGIZIA ALLA SFINGE CARPATICA

       In Egitto, in base ai codici universali detenuti, Gesù se ne accorse, che la Sfinge, SFINX, ha una controparte segreta che è la Fenice (foenix), = FEN IN “X” che vuol dire “suono in croce” (CRUX) “X”, ossia “suono vibrante” che genera le lettere fenicie, l’alfabeto e la lingua greco latina. Davanti all’eterna Sfinge, Cristo ebbe la Rivelazione della Parola Divina su quale costruirà la sua “Religione d’Autore” così come fece in qualche modo 1.500 ani prima Mosè, fondando la religione di Iahveh (”Iod-He-Vau-He”). Nell’analogia semantica, la copia; Isis (madre) Horus (figlio) si tramanderà al Principio Isus Hristos. La sembianza è visibile e con Gesù Cristo la nova religione cristiana diventerà sincretica, sintetica e universale, nominata religione della “Parola”. Ecco perché San. Giovanni dice: “In principio era la Parola, la Parola era presso Dio e la Parola era Dio”.

     Il fatto che l’araba Fenice rinasce dalle proprie ceneri porta all’idea della Resurrezione che poi Cristo insegnerà e realizzerà nel proprio corpo sulla Croce. L’Idea della Resurrezione su una croce a forma di “X” era già presente trai i grandi sacerdoti egizi e la teosofa H.P. Blavatsky la descrive nella sua “Dottrina Segreta”. Nell’orientamento verticale-orizzontale, della Croce sarebbe inciso il grande “Principio Ortho” che porta al perdono dei peccati (vedi la parola romena iertare). Per trovare i segreti della Parola Originaria Cristo doveva seguire la via della Grecia e arrivare nei Carpazi, là dove furono generati il greco e il latino. Soltanto lassù a Babele Carpatica storica poteva riannodare i filli degli eventi succeduti prima di Babele linguistica. Là, sul Monte Sacro Om c’era anche il luogo dove ADAMO mangiò dal POM (pomo) proibito. Tutta la memoria fu custodita dalla Sfinge Carpatica con volto di Uomo, e per questo che Cristo si chiamerà anche “Figlio dell’Uomo”.


         Gesù trovò anche il significato della Sfinge, quel “Mix” di culture, storie, e vecchie conoscenze dei popoli ramani, nonché la “Sofia in X” vedi SOF-IN “X”. Dai sacerdoti egizi prese conoscenza che il modello originale e originario della Sfinge egizia si trovava nei Carpazi Nordici sul Monte Om e perciò decise di andare là. Sul monte Om Cristo decide di chiamarsi Figlio dell’Uomo, colui che viene dalle Origini Umane primitive direttamente da Adamo (= Ad Omo).

     La Sfinge, colei che mette domande, non poteva non fare la più grande domanda di tutte: “Chi siamo da dove veniamo e dove andiamo”? A questo doveva dare risposta Cristo. Perciò egli come Salvatore del Mondo aveva il compito di riunire le tre grandi tribù: Iafet, Ham e Set (I.H.S.) disperse dopo il Diluvio di Noè (20). Egli riunì nel suo nome, Isus Hristos “ISH”, questa Sintesi (Sin Theos, ossia insieme a Dio). Cristo tentò di proporre questo progetto svelando nel nome di Israele il nome originario, quello di “Ishrael”. Ma poiché l’acrostico “ISH” era presente anche nel suo nome (Isus Hristos), il progetto fu respinto e Gesù fu accusato di apostasia. Già la dicitura “Figlio di Dio” era tropo audace e perciò Cristo si compiacque, anzi preferì quella di “Figlio dell’Uomo”. Cristo voleva riunire i popoli di “Sorgente IHS” nel nome di una Suprema Conoscenza Universale, di Sintesi, che egli era in procinto di elaborare. C’erano ancora alcuni segmenti da annodare: quello greco, quello latino, quel nordico Iperboreo e quell’indiano-tibetano. Doveva perciò percorre questi paesi assemblando e sintetizzando le loro culture spirituali in Una Unica e Universale. Decide perciò di partire dall’Altare dei Carpazi e seguire la “Via dei Ramani” (Ab Ramo) per ritrovare e riunificare l’antica Originaria Conoscenza ormai perduta. La “Via dei Ramani Ariani” era ed è la Via della Setta al contrario che in origine partiva dalla zona della Romania fino in India e Tibet.

     Fra tempo Gesù risolse anche la classica domanda della Sfinge indirizzata a Edipo: “Chi di mattina va in quattro (4) piedi, a mezzogiorno in due (2) e la sera in tre (3) (4, 2, 3), cambiandola in (4, 3, 2) ossia: di mattina in quattro piedi vuol dire assieme alle mani, proponendo in modo originale a mezzogiorno 3 piedi. Il terzo piede alludeva al mezzo realizzatore, lo strumento, la prassi, la conoscenza, che permette all’uomo di mezza età di essere sempre in FORZA, FORTE (= fare Ortho) cioè restare sempre in due piedi senza bastone. Stare in tre piedi, con rinforzo, voleva dire anche vivere al massimo delle possibilità esistenziali e “usare” tutti i mezzi. Il terzo piede consiste nell’avere l’aiuto di Dio. Perciò la soluzione sta non nel “423 edipico” ma bensì nel “432” che guarda caso è proprio l’indice segreto della piramide di Cheope che sarebbe 432,6.. La triade: USARE - OSARE - ESSERE quella di OSIRIS era ben ancorata anche nel nome di ISUS (ES US ossia Sono USO). Nella lingua romena (“ramana” delle origini), sono uso si dice is us o is uz cioè IS US, il vero nome diventato ISUS. Questo vuol dire che il profondo nome iniziatico “Isus”, Cristo lo adoperò nella zona dei Carpazi. Il sintetico e sincretico nome ISUS HRISTOS fu forgiato allegando la quintessenza egizia di ISIS (Iside) e di HORUS, da dove HRISTO. Questo e che insegnava la Sfinge, il MIX di tutte le qualità e capacità in una e la stessa persona. D'altronde la parola hristos in greco antico vuol dire “capacità”, che Gesù voleva usare al massimo lat. maximus, poiché MIX è anche MAX. Soltanto uno grande come Cristo poteva avere simili conoscenze ed essere capace di utilizzarle. Però, prima doveva andare alle fonti originarie sparse su tre continenti: Africa, Europa e Assia, ossia Egitto, Grecia, Romania, Via della Seta al ritroso, India e Tibet. Finita l’esperienza egizia, Cristo doveva andare in Grecia e poi nei Carpazi da dove seguirà la Via dell’eroe civilizzatore Rama pe arrivare in India e Tibet.

          LA VIA DELLA GRECIA


         Di sicuro Cristo è stato ad Alexandria alle foci del Nilo per trovare sia gli scritti segreti di Alessandro Magno con i suoi indirizzi sulla “Via degli antichi ramani ariani” sia i resti della Biblioteca di Alexandria. Poiché nella Bibbia non ci sono accenni su Gesù Cristo dopo i 12 anni, di sicuro egli prese qualche nave greca o egizia che salpava verso la Grecia, seguendo via mare il viaggio verso il Nord misterioso. La Grecia era importante per Gesù almeno per due motivi; la filosofia dei grandi Sofoi, la lingua e gli oracoli. A Cristo poco interessava la filosofia greca dei suoi tempi, Egli voleva arrivare alle fonti primigenie dei primi sofoi, per ottenere la Conoscenza Universale Assoluta posseduta un tempo dai “Sette Saggi dell’Antichità”. Uno dei sette saggi fu proprio Carpatos. Di quella Sofia (Sophia) ricordava la Sfinge egiziana Sfinx = SOF IN X ossia la Sofia in “X” o CruX che è la Sofferenza, il “Soffrire in T” o in croce. Ma per arrivare alla vera Sfinge delle Origini doveva arrivare nei Carpazi (Carpati).

          Nell’Oracolo di Delphi dove erano depositati gli anali molti millenari detenenti le scritture remote dei popoli, Cristo trovò la documentazione sulle grandi migrazioni inclusa quella di Rama il grande eroe civilizzatore, che partito dai Carpazi arrivò fino in India e Tibet. L’intento di Cristo era di seguire questa Via. Negli stessi anali degli oracoli Egli trovò anche riferimenti sul profugo Enea di Troia e le sue peregrinazioni fino alla Fondazione di Roma, Per questo che Gesù Cristo deciderà di inviare poi un suo futuro Apostolo a Roma, che sarà Pietro. I libri sibillini indicavano sempre il Nord Iperboreo come l’Origine di tutte le Origini, ed era là che Cristo voleva arrivare.


    L’ALTARE DEI CARPAZI - IL MONTE SACRO “OM”


Salvator Mundi     Dalla Grecia, Gesù ebbe due possibilità per seguire la Via del Nord e arrivare nei Carpazi: traversare direttamente la Tracia, attraverso la Bulgaria di oggi oltrepassando il Danubio, oppure seguire la “via del mare” per il Bosforo, arrivare alle foci del Danubio seguendo il fiume in a monte fino all’altezza del fiume Alutus, oggi Olt in Romania. Non sappiamo quale via prese Cristo, certo è che tutte due lo fecero arrivare al fiume Olt. La zona dell’Olt era importante perché là era la dimora primigenia dei Latini migrati poi nel Latium, Italia. Il nome dell’Italia (Ital-ia) viene dal Lazio Lati-um che letto al contrario dà il nome dell’Italia; LATIITAL(IA). Era avvantaggioso arrivare a questo fiume perché attraversava i Carpazi, vicino ai monti Bucegi, luogo del Santuario dove si trovava la Sfinge Carpatica madre di tutte le sfinge.

   Cristo arrivò alla sua destinazione probabilmente intorno agli anni 16 – 20 D.C. cioè all’età di 16 - 20 anni, poiché gli anni si contano proprio dalla sua nascita. Nei Carpazi trovò i daci (lat. dax - dacis), popolo molto guerriero e audace (lat. audax - audacis), però le sue vicende si svolsero più con i sacerdoti e i saggi geto-daci. Cristo non poteva non interessarsi del loro dio supremo Zalmoxis (Zal-moxis = Zeul Maxim) creatore di una religione monoteista, poiché Egli stesso era in procinto di fondare una nuova religione. Agli inizi della carriera Zalmoxis era un discepolo di Pitagora sostenendo l’Immortalità dell’Anima, che poi la Resurrezione di Cristo più tardi doveva eseguirla in fretta “qui e ora”.

     IL SACRO MONTE OM - L’ANTICO SINAI

Salvator Mundi     Nel mondo antico la Tradizione voleva che le celebrazioni religiose, le iniziazioni e i sacrifici si realizzassero in alto, sule alture e le vette delle montagne. Il richiamo a questa tradizione rimase inalterata per millenni, tanto che persino nelle pianure, dove non ci sono alture, furono “erette” gigantesche costruzioni; piramidi, templi, obelischi, menhir, dolmen, monoliti, etc. proprio per ricordare la Montagna Primitiva dei Carpazi, il luogo delle Origini Comune. L’aspirazione umana è orientata verso l’ALTO, verso il Cielo, dove regna la Divinità. La Scala verso l’ALTO assieme all’ALTARE, il luogo del Sacri-ficio (Sacro Facere) dove opera il Sacer-dote (= dottato di Sacro) rappresenta il Simulacro (simulare il lucro divino). LUCRU = LU + CRU dove LU = LUX, luce, e CRUCRUX ossia Croce. In conclusione Lucru o lucrare vuol dire “luce in croce” Croce o incrociare è sinonimo d’interazione, la grande ConeXione Universale che dirige l’Universo.

     Gesù Cristo doveva arrivare nei monti Bucegi sulla cima OM considerata l’Ombelico del Mondo detto anche Omfalos (gr.) dove Adamo (Ad OMO) mangiò dall’Albero della Conoscenza POM. Qui in alto regnava l’Omniconoscenza l’Omnipotenza, e l’Omnipresenza di Dio. Fu qui che Cristo capì il termine vero di HOMO - HOMINIS, Uomo e Dio, poiché Ominis non è altro che il lat. Omnes (Tutto) attribuito a Dio. HOMO (= uomo) e OMNES = DOMINUS (DIO). Per questo che Cristo si chiamò sia Figlio dell’Uomo sia Figlio di Dio.

     Cristo capì che la potenza degli uomini derivava dalla loro unità e scopo comune, motivo per quale nella Bibbia c’è detto: “Ecco gli uomini sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua. Il luogo si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua e li disperse su tutta la terra”. Ora tutto ciò è codificato nella parola “Babele” nella quale “Bab” evoca gli ancestori, i padri come in ebraico baba, padre, o in rumeno babe, vecchie anziane. “Abele” in B-abele allude ad Abele fratello di Caino, figli di Noé, e subito s’illumina l’intero disegno. Abele e Caino non sono due persone fisiche private ma due stirpe di uomini diversi ABELIANI e CAINIANI. ABELIANI sono ABILI, cappabili, radianti, spirituali mentre i CAINIANI sono materialisti, costruttori di “CONI” strutture coniche piramidali. I boni e i Beli ABELIANI e i cattivi Cani, CAINIANI rappresenta, di fatto, il confronto tra due tipi di civiltà: l’Epoca d’Oro e l’Epoca d’Argento. Questo fu Babele la cui tragedia si consumo nei Carpazi della Romania e dintorni in Tracia. In ricordo a tutto ciò, per simulare, fu creato un “simulacro” sulla piana dei Bucegi. L’entrata a questa piattaforma di montagna è la località chiamata SINAIA, come ricordo del Monte SINAI nella penisola Arabica all’epoca l’ambiente sacro di Mosè. Cristo era venuto “QUI” in Dacia (“da qui”), il Luogo delle Origini per risolvere il grande nodo gordiano dell’Equazione Umana iniziata con Adamo Kadmon, dove Kadmon è anche Cadere. (Babele). Gesù Cristo doveva arrivare all’antico luogo di Adamo poiché nella formula “OM” di OMNES c’è quel “O” come cerchio, nel quale sono racchiuse tutte le lettere del mondo spirituale. A Cristo interessava molto la formula “Kadmon” o Cadmon perché dentro c’era il Codice Supremo dell’Universo; CAD = COD o CODice, (che dice) à Dixit) e MON = MONO, Unico. Al futuro fondatore di Religione, il Codice Universale serviva a impostare la sua Dottrina. Nella forma latina CODEX c’è tutta la risposta seca: COD E’ “X”. Su questo “X”, che è la CROCE, lat. CRUX, CRIS(TO) fonderà la sua Religione. Interessante il fatto che nei Carpazi della Romania fu inviato l’Apostolo Andrea la cui croce distintiva aveva la forma di “X” che poi sovrapposta sulla bara verticale di sostentamento dava proprio il Chrismon di Cristo. Fu un caso o Cristo aveva a cuore la Zona nordica dei Carpazi e l’unzione di Andrei fu ben pensata? Sia la forma dinamica della croce in “X” sia il nome Andrei proveniente dal greco andros, uomo, guerriero, indicano che l’evangelizzazione dei daci tanto audaci (audax - audacis) chiedeva altrettanta audacia.

     Il simbolico simulacro sulla piana dei Monti Bucegi era altrettanto concreto composto dalle Colonne del Cielo, la Sfinge Carpatica, Babele, una Piramide naturale.Tutti archetipi della mitologia primaria che attraverso le migrazioni ramano ariane furono diffusati in tutto il mondo. Questo luogo era considerato l’Ombelico del Mondo, in greco, Omphalos. Qui sul monte Om, Cristo riannodò tutti i fili disconnessi della condizione umana e protostorica da Adamo, Noè, Abele e Caino, Sem, Ham e Iafet “ISH”, Iperborei, Rama primo fino ad Abramo padre di molte nazioni. Era il più grande progetto che un uomo abbia mai fatto su questa pianeta. Poiché era dedicato agli uomini e il nodo gordiano fu sciolto sul monte Om dove c’era la Sfinge a volto di Uomo, Gesù Cristo si chiamerà da quel momento in poi il “Figlio dell’Uomo”.

     GESU’ IN INDIA E TIBET        
     CRISTO SEGUE L’ANTICA “VIA DI RAMA”, LA VIA DELLA SETA AL CONTRARIO

     Alla giovane età di 18 -20 anni, Gesù Cristo voleva rifare il Regno degli Iperborei e far risorgere il Modello di Rama, il grande eroe civilizzatore. Al popolo del posto voleva riproporre il modello di Zalmoxis per unificare il popolo geto-daco e proseguire la via del grande Macedone fino in Oriente, India e Tibet imponendo l’’illuminazione di massa”. Però i daci erano tropo bellicosi e i loro sacerdoti tropo modesti per un’impresa così grande. Allora Cristo decise di seguire da solo la Via dei Ramani-Ariani partendo dai Carpazi fino in India, cercando di riunificare l’antica Conoscenza dispersa ed estrarne la quintessenza per fondare una Nuova Religione Universale.

Salvator Mundi     LA VIA DEI RAMANI ARIANI. Dall’Europa Centrale e dell’Est negli ultimi sette mila anni le popolazioni migrarono verso l’Oriente in varie ondate seguendo sempre la stesa ruta. La più famosa migrazione fu quella degli Iperborei condotti dall’Eroe Civilizzatore Rama che migrarono dalla zona dei Carpazi fino in India, dando l’inizio alla grande cultura sulla Vale dell’Indo, ben descritta nel poema epico Ramayana. Altri rami, sempre dagli stessi Carpazi e dintorni scesero nel vicino Oriente come Abramo “padre di molte nazioni”. In fine altro ramo arrivò fino in Egitto generando la dinastia dei Ramses. Il ramo che emigrò verso l’Occidente si stabili in Latium (Italia) unendosi con i Troiani de Enea generando i Romani. Tra Romulus e Remus non fu un fratricidio ma la fusione di due tribù in un solo popolo detto Romano la cui capitale fu chiamata Roma. Ma ancor prima, l’antica Via di Rama oggi la Via della Seta, fu percorsa dalle truppe e le navi spaziali degli Atlanti di Atlantide in lotta con le forze dell’antica India (vedi le “guerre con vimana e vailixi” sul cielo dell’India).

      La Via di Rama fu ben scelta secondo principi antigravitazionali. Animali di trasporto molto sensibili alla gravità come i cammelli che furono lasciati liberi a seguire le rute meno faticanti e poi la via fu marcata con pilastri di pietra visibili da lontano. La via fu chiamata “Drumul bocilor”, bocii erano i pilastri di pietra. Ancor oggi dopo molte migliaia di anni si sono preservati alcuni “bocci” mentre la quasi totalità fu utilizzata nelle costruzioni. Seguire a via si risparmiava quasi un quarto della fatica a percorrerlo. Gesù Cristo nella sua ardua scommessa la percorse velocemente arrivando in India.

     INDIA. Arrivato in India, si presuppone che Gesù si stabili all’inizio nella zona della “Rifondazione” ossia un’area geografica dove furono riprodotte le città che lasciarono a casa, quelle della Transilvania dei Monti Carpazi. Sorprende ancor oggi che i nomi di molte città romene della Transilvania si trovano anche in India in una determinata area. L’osservazione lo fece il ricercatore romeno Miulescu che poi l’autore di queste righe lo confermò.

     Nella sua Intenzione di riunire le tre tribù umane Iafet, Sem Ham, “ISH”, Gesù ricordò a questo popolo la sua antica provenienza però esso era ormai indianizzato. Il nome di Gesù preso di loro era Isha. Malgrado Cristo decodificasse le origini delle loro conoscenze e religioni dandole una forma universale, non fu ascoltato. Egli spiegò in modo chiaro i fondamenti della loro filosofia più profonda dimostrando la struttura ramana, ariano, greco latina. Così “Om Mani Padme Hum” tradotto “O Gioiello del Loto”, sarebbe “Omnes padma hum” e poiché Om + mani = Omnes (lat.) tutto. Il vero significato tradotto diventa: “Tutto il padma sono”, e poiché padma è loto, lat. lotus, la forma finale era scritta “Omnes Lotus Sum” cioè “Tutto, l’Intero loto io sono”. Questo “Om” è un altro indizio sul perché Gesù fu nominato “Figlio dell’Uomo” ma anche “Figlio di Dio”, OMNES, e DOMINIS. Cristo venendo dalle fonti originarie dei Carpazi, dove nacque il latino, sapeva tutto questo e proponeva una Redenzione della Conoscenza delle cose. Ci possiamo immaginare quanto si sarebbe faticato spiegare l’Origine della loro cultura. Così stando le cose a Cristo non restava altro che andare e tentare anche nel Tibet e Kashmir, dove arrivarono i ramani ariani, persino Alessandro il Grande.

    KASHMIR. Dall’India del Nord, Gesù Cristo si orientò verso Kashmir e poi verso il Tibet per arrivare a Lhasa. La scelta derivò probabilmente dal nome Kashmir che conteneva le sacre lettere I.S.H. le iniziali delle tre stirpi postdiluviane Iafet, Sem e Ham. D'altronde il Progetto di Gesù era di riunire le tre stirpe in base alla Conoscenza Originaria e creare una Religione Universale. In Kashmir era viva ancora la legenda di Alessandro Magno sia ai tempi di Gesù che nel Medio Evo quando uno dei sultani chiamato Sikandar detto l’iconoclasta, si autonominò Alessandro. Nello stesso ordine d’idee l’area di Ladakh alluderebbe alla Zona di provenienza dai Carpazi, ossia la Dacia.

   TIBET. L’impresa e l’intento di Cristo erano tropo grandi per i rispettivi popoli montagnardi abituati a muoversi poco. Alla grande Odissea mancava l’ultima meta del suo Piano, Lhasa nel Tibet. Anche la capitale Lhasa contiene l’engramma “ISH” di Isus Hristos. Qui in Tibet, a Lhasa, egli sperava di arrivare in Shambala però era disattiva. Dovete sapere che esistono diversi ordini di Shambala di cui una è quella umana. Cristo non incontrò nessun’entità umana accettabile che poteva capire e assemblare il suo Progetto. Cristo era l’unico Spirito Universale in circolazione a quel preciso momento storico. In codice, la parola “shambala” viene dal verbo assemblare, mettere insieme, fare sintesi, unire tutto come un simbolo. Ricordiamo per esempio quante cose ha dovuto assemblare Mosè per realizzare la sua Opera (93) e generare la religione di Jehovah. Cristo se ne accorse ben presto che doveva fare anche lui tutto da solo, lui e Dio chi era in lui stesso.


Salvator Mundi       Con Lhasa, Cristo arrivò alla fine del suo viaggio. Partito dai Carpazi della Romania, dalla piana dei Monti Bucegi era arrivato su un'altra piana di montagna in Himalaya. Qui a Lhasa il simulacro del monte Om si ripeteva incompleto espresso da una colina centrale e alte tre intorno. La colina centrale detta Marpore era l’impronta dell’antica migrazione di Rama (82) arrivata in India dall’Europa molto prima. Marpore sigilla questa verità poiché MAR-PORE letto al contrario è EROP-RAM ossia “EUROPA di RAMA” o del “RAMA arrivato dall’EUROPA”.

     RITORNO A CASA E L’INIZIO DELL’OPERA SALVATRICE

     Cristo voleva portare la luce della Salvezza impetuosamente come Alessandro Magno e non aspettare a inviare dopo apostoli nel mondo, di cui alcuni hanno avuto bisogno anche centinaia di ani a promuovere la sua dottrina. Se in prospettiva fossero delle condizioni sicure Gesù avrebbe aspettato come Mosè però se ne accorse in tempo che la seconda tapa da seguire chiedeva ancora molta forza e giovinezza e perciò scelse ed eccelse in poteri paranormali e nell’uso di miracoli già in India. Cristo decise di tornare a casa in Israele e iniziare l’Opera Salvatrice facendo un esperimento più locale ma ugualmente globale e universale. In altre parole creare una “religione universale” e inviarla nel mondo attraverso gli apostoli, persino nel cuore dell’Impero romano. Il tempo era corto perciò mise da parte l’Opera appena conclusa per incidere meglio nella carne viva e nello Spirito, sia suo sia dei altri. I frutti ma specialmente i risultati dell’Esperienza Carpatica, la Via di Rama e il Soggiorno Orientale erano riservati a Paracleto, il Para Eclettico” capace di fare la Sintesi nei tempi a venire. Cristo decise però che prima doveva glorificare il suo Corpo sulla Croce e viceversa, glorificare la Croce attraverso il suo Corpo. Il risultato era la Resurrezione finale definitiva.

     Nel suo ritorno a casa, Cristo seguì la Via della Setta per risparmiare energia e una volta arrivato in Israele fu un perfetto sconosciuto, dimenticato da tutti. Doveva ricominciare tutto dall’Inizio. (vedi un prossimo articolo).

     PARACLITO L’INVIATO DELLO SPIRITO SANTO
     (La seconda fase della religione Cristiana)

Dovete sapere che la religione Cristina fu concepita in due fasi anzi tre:
  - Fase del Fondatore - Gesù Cristo
  - Fase dell’Inviato - Paracleto
  - Fase Stellare - Universo

  - La fase del FONDATORE è quella della RIVELAZIONE.
  - La Fase dell’INVIATO svelerà la RIVELAZIONE della RIVELAZIONE riservata a PARACLETO.
  - La fase STELLARE è l’estensione all’UNIVERSO.

     Gesù Cristo rastrellando tutte le conoscenze essenziali dei tre continenti allora conosciuti, ma specialmente avendo risolto il nodo gordiano dei Carpazi era pronto per la grande RIVELAZIONE. Cristo sapendo che i grandi uomini s’incontrano nell’Universale, pensava che qualcuno in futuro in un tempo da venire potesse riscoprire il suo tesoro di conoscenza e farlo conosciuto al mondo poiché il Logos governa la Logica. Se “qualcuno” è eclettico anzi “para eclettico” nel campo Universale, cioè un “Paracleto” per lui è molto semplice svelare la conoscenza segreta di Cristo e fare la “Rivelazione della Rivelazione”.

     Oggi nel mondo c’è molta confusione persino tra le murre vaticane. Molte profezie parlano dell’imminente chiusura del “Ciclo Pietrino” iniziato con San. Pietro che si completerà con un altro Pietro chiamato Pietro Romano, secondo la “profezia dei 113 papi” di Malachia. Poiché il nome Pietro Romano allude alle Origini (Pietro come fondatore e Romano come luogo di Roma) c’è da chiedersi se la profezia indichi non soltanto la chiusura di un ciclo ma anche un nuovo inizio. E se Romano volesse dire Ramano? In questo caso tutto combacia. Non dimentichiamo che la storia d’Italia cominciò con il profugo Enea e continuò con un altro profugo San. Pietro. Ora ci si chiede, se la storia non si ripeti attraverso l’operato di un altro straniero?

     L’imminente visita del Papa Francesco in Romania all’inizio del giugno 2019, così come la precedente del Papa Giovani Paolo II del 1999 lascia intravedere un interesse non dissimulato per la Romania nominata “il giardino della Madre di Dio”. Da non dimenticare che lo Stato Vaticano ha la più grande biblioteca antica del mondo e archivio esteso su decine di chilometri sotterranei i cui documenti ben decifrati e interpretati cambierebbero la storia del mondo. Almeno accenni sulla vita segreta di Gesù Cristo (dai 12 ai 30 anni) giacerebbero di sicuro da qualche parte negli sterminati chilometri sotterranei imbottiti di documenti.

       In Romania per volere della Providenza, che agisce al di là del desiderio degli uomini (strumenti a volte cechi siano essi anche presidenti), fu costruita la più grande costruzione civica mai realizzata al mondo, seconda soltanto il Pentagono (militare). Che voleva dire la Providenza Divina? Che la storia non è finita e il Grande Progetto multi millenario deve essere continuato! In poche parole, “completare il Grande Puzzle”. C’è da compiere la grande Odissea della Civiltà Umana, realizzando la Sintesi della Conoscenza Universale che ha bisogno di un “Edificio” così come ha avuto bisogno tante volte nella storia. Soltanto l’Opera che si costruisce nella pietra duratura (“Universalion”)(96) e nel codice genetico (D.N.A.) nonché nel “Codice della Conoscenza” (“Universalion Celeste”) rimane. Tutto il resto è effimero e scompare. Occorre rispondere alla grande domanda: Chi siamo da dove veniamo e dove andiamo?

Roma 22.05.2019
(Pracleton)


Vasile Droj

Fondatore Centro Universologico di Roma

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