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O R I G I N E     D E L L A    P O L I T I C A

E    F O N D A Z I O N E    D E L L O    S T A T O

LA TERMINOLOGIA POLITICA SVELATA MATTONE PER MATTONE
ATTRAVERSO UN CODICE SEGRETO

QUEL CHE NESSUNO SA SULLE PROSSIME ELEZIONI

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

 

    Il ricercatore Vasile Droj dimostra che la terminologia politica oggi in uso, di antica provenienza greco-latina, è codificata. Accanto alle evidenti etimologie che stranamente nessuno osserva, all’interno della lingua esiste un tesoro d’informazioni completamente sconosciuto, contenente le soluzioni indicate dalle parole. Ben utilizzate, esse portano al successo sicuro. Tutte le parole dell’armamentario politico: elezioni, scrutinio, candidati, partiti, governo, sovranità, etc., sono codificate da migliaia di anni e aspettano soltanto la decodifica per essere efficienti. Se oggi abbiamo sbagliato le politiche arrivando alla Crisi è perché ci siamo allontanati dallo spirito originario e originale del vero “software semantico” e il suo “know-how” (“come fare”). In termini più audaci si può dire che esiste una vera tecnica o “Tecnologia semantica” estremamente efficiente. Oggi quando gli interessi tribali hanno pervaso l’interesse pubblico, la Res Publica, è di vitale importanza ritornare alle origini. Soltanto l’’incipit” e il discernimento che rileva la scala dei valori può innescare i processi dialettici democratici di cui la politica è parte componente. Siamo davanti ad un bivio: scegliere tra la politica che “mente agli altri per ottenere i propri interessi” di machiavellica memoria (Machiavelli = macchie e velli) quella del suo Principe, o semplicemente aderire ai Principi. Seguire il Principio è la cosa principale. “Nel Principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio” (Giovanni 1,1.).

     Come ben noto, la politica è nata migliaia d'anni fa nella Grecia antica da dove il suo splendore primitivo si è esteso alla repubblica romana e fino al primo e tardo impero. Nell'epoca odierna, con tutto lo straordinario sviluppo della scienza e dell’economia al di là d'ogni arte o filosofia, è sempre lei, la vecchia Signora - la Politica, quella che decide in ultima istanza. E anche per il futuro essa influirà sulle sorti dell'Umanità se saprà rinnovarsi se no perirà.

Origine della Politica   I possibili scenari della politica per il prossimo futuro si racchiudono in quattro parole: Inerzia, Marasma, Abolizione o Resurrezione. Per la Resurrezione della Politica c'è bisogno di qualcosa d'eccezionale altrimenti l'Inerzia già oggi presente (era 1994) può portare al Marasma ed infine all'Abolizione. Se le cose andranno bene, sicuramente presto vedremo elementi della sua eccezionalità, altrimenti la sua scomparsa.

   E' arrivato il tempo di domandarsi quale sia l’origine della politica e quale la sua vera terminologia primaria. Le presenti pagine svelano una nuova teoria sulla nascita della parola "politica”, scoperta e argomentata dal ricercatore Vasile Droj, nella quale egli dimostra che i sensi di questa parola sono tutt'altro da quelli che sappiamo oggi.

   Ecco la sua argomentazione. La parola ”politica” etimologicamente non verrebbe tanto dal già ben conosciuto polis, in greco città, quanto dal "poli", sempre greco, significando molto o molti. E' ovvio che la politica si poteva fare meglio nei grandi agglomerati umani ovvero nelle città polis e non tra gli sconfinati paesini di pochi pecorai. Però il segreto sta più nella parola attributo poli = molti. Bene, bene "molto" ma che cosa?  E proprio qui sta la scoperta di Vasile Droj in cui egli dimostra che la parola “politica” è composta da due parole greche: poli e lithos (pietra). Politica in questa versione non sarebbe altro che poli+lithos cioè "molte pietre". E così, fare politica a quei tempi come d'altronde oggi era sinonimo di avere molte pietre ossia molti voti ottenuti nei suffragi.

   Quale la ragione di queste pietre? Nella Grecia antica è nata la prima democrazia del mondo che usava nell’Agorà il pensiero collettivo per migliorare l'attività della comunità "polis". Il modo di esprimere il consenso del cittadino ateniese era il consenso ossia il voto sulle cose da decidere o sulle personalità da scegliere, esprimendosi con un si o con un no. Il Si era rappresentato da una pietra bianca mentre il NO da una pietra nera. Le pietre scelte erano poi depositate in un recipiente coperto chiamato urna. Per sapere chi ha vinto le elezioni occorreva rovesciare il vaso, in altre parole svuotarlo dalle pietre per contarle o scrutinarle. Da qui l'operazione del vuoto o del votare (svuotare) operazione che si è perpetuata fino ad oggi nella democrazia moderna. Tuttora il fondamento della democrazia è il voto emerso dalle libere elezioni. E chi otteneva più pietre favorevoli, poteva fare politica ossia polì+Iithos. Avere più pietre o voti era sinonimo di ottenere il mandato del popolo.

Origine della Politica   In base ad un "codice Linguistico ancestral universale" Vasile Droj dimostra l’esistenza nel linguaggio greco latino di una straordinaria conoscenza racchiusa nelle parole originarie che permette decifrare i significati e i contenuti più profondi della politica, un genere di super scienza dello stato. Ecco, parola per parola, la decodificazione della terminologia politica e del suo strumentario:    

URNA. Poiché i voti erano rappresentati da tanti sassi pesanti radunati insieme, il vaso contenente era difficile spostarlo e rovesciarlo per vedere il contenuto e contare i voti (sassi). Perciò doveva essere rovesciato. Così sì è perpetuata la parola "urni" che in romeno significa spostare, rovesciare per vedere il risultato. Da qui poi l'espressione “andare alle urne" cioè spostare o sbloccare una situazione di stallo. E poiché le elezioni costituivano una festa, i vasi il cui contenuto decideva la sorte della comunità, erano ornati (ornaornamento).

ELEZIONI. Operazione che viene dalla parola eleggere nel cui contenuto è compresa la parola “legge” come Principio. Gli eletti rappresentavano l’Élite. La differenza tra noi moderni e gli antichi greci è che allora si eleggeva la vera élite mentre oggi gli eletti si auto considerano Élite.    

CANDIDATI. La decodificazione è molto semplice: il Candidato doveva essere candido ossia puro e limpido come una candela. Il Candidato era condizionato non soltanto dalle regole della lotta alle elezioni ma anche del suo mandato.

SCRUTINIO. Questa parola proviene da "scrutare”, in romeno “osservare con attenzione” o discernere. Quando l'urna era svuotata, bisognava "scrutinare" o scartare con attenzione le pietre bianche da quelle nere perché una sola pietra poteva decidere le sorti delle elezioni. Da questo momento l'eletto ossia lo "scrutinato" era nominato o scritto e da qui la parola “scrutinio”. La radice "SCRT" esprime anche il segreto che doveva essere mantenuto fino al rovescio delle urne.

Origine della PoliticaPARTITO. Esso rappresenta, come dice la parola stessa, soltanto una parte di un organismo dirigenziale nazionale però quando diventa esclusivo cessa di essere un partito diventando un regime come un rege (e la regina). Come la verità e le soluzioni perfette sono difficili da individuare, allora i partiti devono ascoltare, accogliere e portare avanti almeno parte delle idee e delle soluzioni dei restanti sessanta milioni di abitanti dell’Italia. I Partiti devono essere portatori di valori. Il gioco dialettico delle parti farebbe nascere e vincere le migliori soluzioni. Purtroppo l’abitudine nell'interno dei partiti e tra loro è quella di far prevalere più gli interessi che la verità. Un partito poi deve essere a-perto alle idee e alle innovazioni di tutti diventando portatori delle loro idee. Se un partito non è capace di nessun parto e non partorisce niente di nuovo, deve perire "peritus est", "mortua est".

MANDATO. Una volta eletto il candidato o il gruppo partitico esso riceve l’investitura ed è libero di portare avanti i suoi progetti già esposti. In altre parole, ha mano libera ossia gli viene data mano libera. Mandato = Mano data. Spesse volte era inviato (mandato) come commissario da dove la parola “mandato”.

INVESTITURA. Una volta il candidato eletto deve distinguersi dagli altri ossia essere più in vista proprio perché investito in un nuovo ruolo. All’investitura, per essere più vistoso il prescelto doveva indossare dei vestiti adatti al suo ruolo che a volte erano pomposi. Dai tempi antichi questa regola ha dato dei risultanti eccellenti e, non a caso, proprio quelle strutture e istituzioni abituate all’uso dell’uniforme si sono perpetuate migliaia di anni: armata, clero e giustizia. Come farebbe ordine un poliziotto senza uniforme (il vestito ufficiale) in un’agglomerazione metropolitana? Non lo ascolterebbe nessuno, passando per un impostore.

COMMISSIONE. L’istituzione di una commissione è incentrata attorno ad un obiettivo, una Missione, appunto. Co-missione ossia con una missione da compiere. La complessità linguistica è molto più ampia e sottile poiché la parola “missione” ha codificato in se stessa il “software”, la procedura da seguire come le istruzioni d’uso per i medicinali. La missione ha natura triadica: Missione – Messaggero – Messaggio. Non esiste Missione se non è compiuta da un Messaggero e non c’è Messaggero senza un Messaggio, altrimenti non è messaggero e di conseguenza non compie nessuna missione. Il Commissario è il personaggio predestinato a compiere l’azione perciò egli ha poteri plenipotenziari. Co-mmissario = comissione.

Origine della PoliticaPARLAMENTO. E’ evidente che il nome parlamento proviene dal parlare, luogo dove si parla, si dibatte. Niente male ma se si chiacchiera troppo e si confondono i ragionamenti, le cose non vanno bene e perciò occorre ricorrere al metodo ossia ritornare alla PAROLA originaria. Nella Parola Originaria (codice linguistico universale) come in un software sono già inserite tutte le soluzioni e il know how da seguire. Così il Parlamento luogo del parlare a fine di parlare potrebbe diventare PAROLAMENTO luogo della coerenza e rispetto della Parola data. (vedi R.S.P.C. dallo S.P.C.R).

GOVERNO. Composto di co + vern, dove co è con ossia insieme, e vern è proveniente da sovrano (so-vrano). E veramente, è il governo quello che rappresenta la sovranità di un popolo. Prima di tutto il "codice linguistico ancestral universale" dimostra che sovrano viene dal "savoir" fr. sapere, e dal severo ossia ben determinato. In altre parole il Sovrano e quello che conduce il popolo con scienza e determinazione. Come i sovrani sono scomparsi, il loro posto è stato preso dai governi che devono portare avanti la sovranità. D'altronde la determinazione si evidenzia anche dal rovescio della radice "VRN" à "NRV" che vuol dire nervo. Il governo rappresenta i nervi della nazione. Quando il governo perde i nervi, la radice può slittare in "RVN" cioè rovina. Quanti popoli sono stati portati alla rovina dai loro go-verni?! E come la radice "VRN" passa anche in “VNR" cioè venerare, un giusto e saggio governo dovrebbe essere venerato (apprezzato), ma se non è capace, allora il popolo deve applicare la radice "RVN" cioè rovinarlo ossia rovesciarlo altrimenti, sarà lui a rovinare tutti.

STATO. Proviene dalla parola stare, cioè un’entità ché è stata ed é stabile sul percorso del tempo, diventando appunto simbolo della stabilità. Il fatto che la parola Stato è identica al verbo stare al passato (stato) deriva dalla percorrenza di migliaia di anni nel passato e troppo poco nel presente, mentre il futuro è tutto da venire. Se i governi cambiano continuamente, lo Stato invece è immanente garantendo la stabilità. Lo Stato è pura storia, è stabile come la stella polare, include gli stabilimenti storici e odierni, la statua del grande Statuto iscritta nella costituzione con-STITU-zione. Lo Stato è rappresentato da uno stemma, o emblema, che è sempre constante come lo stendardo (bandiera). Così come il buon governo deve essere venerato, nello stesso modo il buon Stato deve essere stimato. "La stima crea stemma e lo stemma mantiene la stima ... dello Stato". Anche lo Stato a causa dei partiti o governi incapaci può stagnare e allora si procede alla sua ristrutturazione - riforme dello stato e della costituzione.

COSTITUZIONE. Uno Stato deve avere dei principi e seguire regole chiari, in una parola avere uno STATUTO. Essere dotato di uno statuto o “con statuto” = constituzione. Stato + Statuto = Con-STITU-zione. La presenza apparentemente ridondante delle tre lettere ”T” nello sTaTuTo è significativa poiché esprime l’asse cardanico su cui si fonda l’intera realtà, ossia la croce lat. cruX-cis.

ISTITUZIONE. Quando lo stato si organizza al suo interno ossia “in stato” esso crea un istituto in-stituto (in status) o istituzione in-stituzione. Il verbo istituire ci insegna che l’istituzione di qualunque cosa si realizza in uno “stato d’essere” che per gli uomini, in quanto società, la migliore forma è lo Stato.

NAZIONE. Questa parola proviene dal latino Natione che ha all'origine tre parole fondamentali: natus o nato, lat. notio-notionis ossia nozioni, e netus cioè netto fermo. In parole semplici la natione rappresenta tutti quelli nati in un netto sistema di nozioni ossia in una lingua. La nettezza delle nozioni (notioni) crea le nationi". Il segreto della coesione nazionale è racchiuso nel rovescio della stessa radice ''NT'' che passa in "TN” dando il verbo tenere. Quella che tiene di più è l’etnia nata. Le antiche etnie tradizionali basate su sistemi etnici puramente linguistici e folclorici, davanti alla grande Globalizzazione generalizzata sia dell'informazione, del sapere in generale che di tutti gli altri aspetti, saranno inefficienti. La soluzione è la fusione delle particolarità etniche nella nettezza nazionale e poi delle generalità nazionali nell'universalità del genere umano. La Globalizzazione senza Universalizzazione non è altro che un baraccone più grande.

   L'Europa, luogo d’infinite etnie, riuscirà nel suo grande progetto di unificazione europea soltanto passando per la strada dell'Universalismo "nozionale". Lo strumento idoneo sarà la "vera politica" di cui qualcosa si è accennato in questo articolo. Il fallimento della Bicamerale in Italia dovrebbe farci pensare, ma restare anche ottimisti sapendo che nella storia le soluzioni ci sono sempre state ma di loro godono soltanto quelli che hanno occhi e orecchi per vedere e ascoltare. Il potere è un cattivo maestro. Guardate quanti l’hanno avuto e l’hanno perso, perdendo anche se stessi. Il potere è la lama mentre la saggezza politica è il manico della spada. Da quando i vari fax, telefax, cellulari, computer e altre angeliche diavolerie hanno preso il sopravvento sulla riflessione umana, gli occhi e le orecchie della mente non vedono e non sentono. E la Crisi è arrivata e non perdona.

   Nel 1994 l’originale scoperta sui fondamenti dello stato e la vera politica è stata inviata da Vasile Droj a decine e decine di agenzie d’informazione, giornali e televisioni. Poi nel 2000: al direttore generale RAI Celli, Redazione RAI 2, AdnKronos, Ansa, Camera dei Deputati, riviste: “Avvenimenti”, “la Repubblica”, “Panorama”, “Aprile”, “Famiglia Cristiana”, “La Rinascita”, “Internazionale”, etc. Poi nel 2004 l’originale scoperta fu riproposta di nuovo a: “Porta a Porta” a Bruno Vespa, “Maurizio Costanzo Show”, “Famiglia Cristiana”, rivista “Oggi”, “Gente”, “Il Tempo”, “Il Giornale”, etc. Se oggi nel 2013 L’Italia è tanto arretrata nell’attualizzazione delle riforme, troverà qui una risposta. Già dal 1989 Vasile Droj proponeva alle istituzioni, ai successivi primi ministri e presidenti della Repubblica consulenza facoltativa e progetti di riforme. Se fossero stati ascoltati, analizzati e realizzati, oggi la situazione sarebbe sicuramente migliore.

2013.E infine, dopo venti anni eccoci arrivati proprio davanti alle elezioni politiche italiane del 24 - 25 febbraio 2013 con tanti nodi irrisolti. Però, meglio tardi che mai. Dare attenzione a questa scoperta anzi riscoperta di conoscenze dimenticate ci aiuterebbe a chiarirci le menti e a operare in base alla logica semantica che ogni essere ha implementata in se stesso. Nessuna lingua sul pianeta all’infuori della greco-latina ha questa sistemica visione e nello stesso tempo un’analitica e chirurgica composizione. Proverrebbe da una remota scienza logo linguistica dello Stato arcaico “ramanico” delle Origini ai tempi dell’Utopia concreta (Attenzione! Un Utopia Concreta, concretissima). Dietro si cela un codice etico indiscutibile, il “vero codice Etico”. E’ lui la base dei tre “T”, il grande STATUTO sui cui si fonda il TUTTO – TOTUS (vedi il libro di Vasile Droj “Utopia Concreta – Lo Stato Ramanico delle Origini”,  Edizioni Universologia).

   Questo articolo è stato riesumato e riscritto a poche settimane prima dalle elezioni politiche in Italia del 24 - 25 febbraio 2013, nel paese di Nicolo Machiavelli che grazie a un “deregulation” tutto suo svincolò già ai albori la politica dai precetti morali in nome d’un cinico: “lo scopo scusa i mezzi”. In base a questo la politica suggerita al suo Principe era un proseguimento della guerra con altri mezzi. Scaramantico d’altronde il nome di Machiavelli (macchie e velli). Per evitare gli estremi c’è da capire anche l’altro lato della politica quello della demagogia, introducendo la voce.

DEMAGOGIA. Parola che deriva dal greco dèmos popolo, e tema di àgo (= io conduco) con significato di condure il popolo con furbizia e promesse. Il suffisso indicativo “gogia” in dema-gogia non è il collaudato “logia” presente nelle scienze ma più una ridondanza, una cacofonia, anzi presuntuosa gagofonia. C’è da chiedersi se Gog e Magog dei testi escatologici biblici con riferimento al fine dei tempi come forza e numero non fossero anche l’incarnazione della Demagogia. E se i due fossero tre: Gog, Magog, Demagog?!

La radice “dem” in demos letta al contrario è med ossia la media in quanto mediocrità. Sicuramente la radice “med” in prospettiva demagogica si può paragonare ai diversi media in quanto mezzi di propagazione e propaganda. A volte i media maestri sono capaci di trasformare il sublime in ridicolo e ancor di più, il ridicolo in sublime. Oggi i tre re magi Gog, Magog e Demagog corrono veloci sulle retti unificate di Internet saziando la bestia con mille occhi e mille orecchie. Poiché nel demos (popolo) troneggia la mediocrità nella quale galleggia l’inganno demagogico, ci serve come controparte valorica e morale l’eccezionalità rappresentata da un èlite.

E’LITE. All‘interno della parola “élite” sono codificate tutte le sue virtù: Qualità, Culto, Cultura, Ecclettismo, Coltivazione, etc. Un’élite è costituita da quelli il cui meta è la Qualità e la venerano come un vero Culto, in altre parole praticano la Cultura e si Coltivano continuamente diventando Ecclettici. L’ecclettico più ecclettico tra gli ecclettici sarebbe il Paracleto ossia il para ecclettico. Ecco perché le soluzioni vengono dall’èlite.
E’LITE codifica il concetto di LETTERA, quella frangia letterata, coltivata, istruita che conosce e applica la scienza dei significati semantici in chiave gnoseologica mettendola nel servizio della collettività e dello Stato. La radice “LT” esprime la misteriosa latinità linguistica. D'altronde in greco antico, lathein significa nascosto, misterioso così come il codice linguistico espresso in questo articolo.  La radice “LT” è presente in Alethea gr. Verità, che permette la grande Rivelazione lat. Rivelatione: RIVE-LATIONE à SO-LUTIONE à RISO-LUTIONE àRIVO-LUTIONE à EVO-LUTIONE Questa è la formula vincente! L’equazione LT ß> TL indica la via dell’ITELLETTO che è la via del SOTTILLE. Ecco perché i migliori dei candidati che partecipano alle elezioni e ricevono l’investitura devono brillare in destrezza del loro intelletto intuendo, ragionando e risolvendo i problemi.

   Quello fin qui scritto rappresenta una rivelazione mondiale assoluta, anni luce lontani dal chiacchiericcio politico di oggi dimostrando l’esistenza indiscutibile di una ”ingegneria politica” quasi matematica anzi una “semantica matematica” che funziona con la precisione di un orologio svizzero. Tutto questo non rappresenta neanche 1% dell’enorme tesoro d’informazione nascosto e codificato nelle parole perciò chi è interessato faccia un passo avanti. Se questo sistema fosse studiato e applicato i grandi problemi di oggi non esistessero o almeno fossero minori.

(scritto) 22.04.1994

(modificato) 03.03.2000

(riscritto) 2004

(riattualizzato) 12.01.2013

Vasile Droj
Fondatore Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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