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IL "RAGGIO DELLA VITA" 2PiR=R2 - parte 1

(SCONVOLGENTI DATI GEODETICI REGOLANO LA BIOGENESI)

IL RAGGIO TERRESTRE DI 2Pi
CONDIZIONA LA VITA SULLA TERRA

STRAORDINARIE FUNZIONI MATEMATICHE ALL'ORIGINE DELLA VITA

PERCHÉ LE CIVILTÀ EXTRATERRESTRI TACCIONO

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO
Questo articolo come tutti gli altri del sito Universology.com è assolutamente originale.

   Con questo titolo fu presentata nel 2002 una mia scoperta fatta più di quaranta anni fa, nella quale dimostrai che le speciali dimensioni del raggio terrestre avrebbero condizionato e favorito l’apparizione della vita sulla Terra. In una parola la vita sarebbe il frutto di valori numerici geodetici ancorati alle costanti universali come il Pi greco.

Stele dell'Inventario   Ecco qui il testo integrale dell’articolo riproposto dopo l’originale romeno del 1986.  Il testo iniziale è molto più ampio e complesso, il presente è soltanto una ristretta sintesi.

   Nel lontano ottobre del 1986 scrissi un articolo di dieci pagine intitolato ‘“IL RAGGIO DELLA VITA” O PERCHÉ LE CIVILTÀ EXTRATERRESTRI TACCIONO”’, nel quale dimostrai scientificamente una nuova teoria in conformità alla quale: la vita sul pianeta Terra era apparsa condizionata dalla specifica misura del raggio terrestre e la sua parentela con la costante matematica Pi greco. Tra l’altro era anche una risposta alla domanda: perché le civiltà dell’Universo tacciono e perché il programma SETI per monitorare possibili sussulti intelligenti non dà frutti.

   All’epoca presentai la mia nuova teoria in vari convegni e congressi nazionali e internazionali tra cui il V Simposio Internazionale d’Agopuntura del 2 – 4 ottobre 1986 a Bucarest e alla Sessione scientifica “Progressi in Astronomia” organizzata in occasione del 300° anniversario della pubblicazione del libro di Newton: “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” e del 30° anniversario del lancio del primo satellite artificiale della Terra, organizzato dall’Istituto Centrale di Fisica e del Centro d’Astronomia e Scienze Spaziali di Bucarest il 30-31 Ottobre 1987. Titoli delle mie due comunicazioni: ”Il Raggio della Vita – raggio di 2Pi- della Terra e la biogenesi” e “Sarmisegetuza-Regia e la matematica astro geodetica universalmente quantificata”.

   La relazione al primo convegno, quello di Agopuntura, aveva come uno dei sottotitoli: ‘“Agopunterra” ossia l’’agopuntura della Terra”’ in quale paragonai il globo terrestre all’organismo umano. I punti energetici della Terra, analogicamente a quelli del corpo umano si sottoponevano a relazioni matematiche precise che permettevano la funzione della vita sul pianeta. In questo contesto il raggio terrestre per ospitare e mantenere la vita doveva avere per forza alcuni valori numerici speciali che sostenevano e stimolavano la vita, che se violati la danneggiavano portando all’estinzione.

   La scoperta contenuta nell'articolo doveva essere anche una risposta alla famosa formula di Francisco Drake che calcolando il numero dei possibili pianeti nella galassia arrivò a presupporre un numero impressionante di pianeti capaci di ospitare la vita. Malgrado quest’abbondanza di pianeti e civiltà formulate da Drake nessun alieno però ha mai risposto ai segnali emessi dal progetto S.E.T.I. esclusivamente riservato alla ricerca di civiltà extraterrestri. La mia risposta a questo problema era che del numero di pianeti esistenti nell’Universo, soltanto un’infima parte poteva contenere e mantenere la vita, cioè soltanto quei pianeti il cui raggio era espressione di 2Pi (= 3,1415 x 2 = 6,283). In conformità a questa relazione il numero dei pianeti vivibili si riduceva, drasticamente, migliaia se non milioni di volte.

Raggio della Vita   IL RAGGIO DELLA VITA
   IL RAGGIO DI 2Pi

   Ecco l’essenza della mia scoperta. Tutto partì dall’intuizione e dalla constatazione che il raggio medio della Terra, 6.367,457 km, ha un valore molto vicino al primo multiplo di Pi greco 3,1415926535... molto vicino a 2Pi cioè 2 x 3.14159265... = 6,283185... Se consideriamo il valore in chilometri otteniamo 6.283,118 km. che sarebbe il raggio ideale appunto chiamato il “raggio di 2Pi”. La differenza tra il raggio medio della Terra e quello ideale in base alla costante Pi è soltanto di 84 km, che in rapporto all’immensità del pianeta è veramente poco. E’ un puro caso questa vicinanza tra il valore numerico del raggio terrestre e la costante universale del Pi greco? Sembrerebbe di no! Sarebbero proprio simili relazioni matematiche quelle che permisero l’apparizione della vita sulla Terra mantenendo la sua sicurezza. Perché poi è così importante il raggio di una sfera come la Terra? Semplicemente perché la sfera è l’unico corpo geometrico che accanto al cubo e al tetraedro equilatero (solidi platonici) si autodetermina attraverso un solo parametro – il raggio o il lato. Per inquadrare e calcolare altri poliedri, sono necessari più parametri quali: base, lato, altezza, etc., e questo è valido persino nel caso della piramide. Soltanto il cubo si ravvicina in qualche modo alla semplicità della sfera, bastando moltiplicare il lato per ottenere la superficie e il volume.

   Nel caso della sfera basta moltiplicare l’unico parametro esistente, il raggio, con se stesso all’aggiunto di Pi (3,1415926535...) per ottenere il perimetro, la superficie e il volume. La comunanza obbligatoria, intrinseca con il Pi greco (3,14159265...) fa si che la presenza di questa costante matematica diventi fondamentale nei processi vitali che si svolgono all’interno o sulla superficie di una sfera, nel nostro caso il globo terrestre. Ecco allora perché il raggio della Terra vicino al valore di 2Pi crea Raggio della Vitacondizioni favorevoli all’apparizione e al mantenimento della vita. Tra le funzioni della vita e le funzioni matematiche geometriche c’è una relazione molto stretta. L’abbondanza di relazioni matematiche in un luogo favorisce l’esercitazione delle leggi stesse in quel punto (un luogo geometrico) rafforzando la vita. Nel corpo umano ci sono molte funzioni matematiche straordinarie sconosciute dimostrando il concetto appena espresso. Personalmente al Congresso Mondiale d’Antropologia del luglio 1988 a Zagabria – Jugoslavia ho presentato parte di queste relazioni matematiche presenti nel corpo umano codificate in base al sistema metrico decimale.*

   IL "RAGGIO DELLA VITA" E LA CIRCONFERENZA TERRESTRE
   UN RAGGIO “MATEMATIZZATO”, ESCLUSIVO NEL PERIMETRO NUMERICO

   Un Raggio in rotazione crea una Circonferenza, o viceversa: una circonferenza formata auto delimita un raggio. I due non esistono uno senza l’altro. In tutto questo travaglio la grande costante matematica universale Pi greco è presente. Applicando la formula del perimetro 2PiR al raggio medio della Terra 6.367,457 km. si ottiene una circonferenza di 40.007,915 km.

     2 x 3,1415926..x 6.367,457 = 40.007,915 km.

   E adesso tenetevi bene perché arriva la grande sorpresa. Se alziamo al quadrato il raggio medio della Terra 6.367,457 km. si ottiene la circonferenza della Terra senza passare attraverso la formula 2PiR:

6.367,4572 = 40.544,508 km.  

   È incredibile. Alzando al quadrato il Raggio medio terrestre si ottiene direttamente la circonferenza. In rapporto all’immensità della Terra, la differenza tra le due circonferenze 40.007,915 km. e 40.544,508 km. non è grande. Ora ci si chiede come mai la Terra ha un raggio che moltiplicato per se stesso dà quasi lo stesso valore uscito da una formula assoluta come quella di 2PiR. Qualunque altro valore elevato al quadrato o moltiplicato con 2Pi non da mai lo stesso risultato. Soltanto il valore del raggio della Terra ha questa straordinaria virtù poiché favorito dalle relazioni matematiche, specialmente quelle del Pi greco. La formula completa della Vita diventa: 2PiR=R2. In altre parole soltanto sui pianeti che sodisfano questa formula appare e si mantiene la vita.

   E poi come mai la formula 2PiR=R2 concorda soltanto per un valore numerico vicinissimo al raggio terrestre? Sarebbe per questo che la vita si è annidata vicino a questi numeri? Poi tra tutti i valori numerici possibili che il raggio di vari pianeti potrebbero prendere, soltanto quelli molto vicini a quelli che iniziano con la cifra “6” realizzano questa meraviglia. Se la cifra iniziale è più piccola (vedi la tabella) il risultato della circonferenza è sotto il valore ottimale, o sopra se la cifra iniziale è superiore a “6”. Es. 2PiR per il ”4” è 2 x 3,1415926 x 4 = 25.137,412 cioè inferiore a 40.007,915 la circonferenza che permette la vita, mentre per il “7” abbiamo 61.575,216 evidentemente molto al di sopra del 40.007,915 della circonferenza in base “6”. Ecco quali misure dei raggi dei pianeti permettono l’apparizione della vita in base alla loro cifra iniziale da 1 a 10:

               R = 2                   R2 =  4                   2PiR = 12,56637      Non Vita
               R = 3                   R2 =  9                   2PiR = 18,850554    Non Vita
               R = 4                   R2 = 16                  2PiR = 25,134072    Non Vita
               R = 5                   R2 = 25                  2PiR = 31,415926    Minime speranze
               R = 6                   R2 = 36                  2PiR = 37,69111      Premesse lontane
                  R = 6,2831852     R2 = 39.478417     2PiR = 39,478417    Vita
                  R = 6.367457       R2 = 40.544.508   2PiR = 40.007912    Vita
               R =  7                   R2 =  49                 2PiR = 43,98229       Catastrofe
               R =  8                   R2 =  64                 2PiR = 50,26542       Minime speranze
               R =  9                   R2 =  81                 2PiR = 56,548666     Non Vita
               R =10                   R2  = 100               2PiR = 62,831853     Non Vita, o Vita decimale?

   Nell’elenco sopraindicato si osserva che la vita appare quando i raggi dei pianeti si ravvicinano alla cifra “6” e comincia a scomparire già con la cifra “7”. Il Massimo di vita si trova attorno alla stretta fascia dei valori 6,2 – 6,3 – 6,4. In questo caso si realizza l’equazione 2PiR=R2 manifestandosi l’equilibrio della vita. Il massimo di squilibrio si trova ai “margini” cioè all’inizio e alla fine dell’Elenco, là dove sono le cifre 2 e 9 in quale R2 (raggio quadrato) è lontano numericamente da 2PiR (la Circonferenza) così com’è lontano 4 da 12,56637, oppure 81 da 56,548666. Nella tabella contenente l’asse di coordinate X e Y si osserva che le due ellissi tendono ad avere il punto di convergenza proprio nell’origine cartesiana là dove si realizza l’equazione 2PiR=R2 proprio sulla fascia dei valori 6,2 – 6,3. Là è l’origine dell’equilibrio che permette l’esistenza.

Raggio della Vita   La fascia tra le cifre “6” e “7” (6,2 – 6,3 – 6,4) dove si manifesta il Raggio della Vita è estremamente ristretta e le possibilità sono ridotte. Nel nostro sistema solare soltanto la Terra ha il “Raggio della Vita” mentre Venere e Marte sono fuori, essendo situati sulle fasce di “Premise” e “Catastrofi” che in un remoto passato di sicuro si sono avverate. Infine i raggi planetari che iniziano con la cifra 1 o 10 potrebbero sostenere un genere di Vita poiché sono associate ai multipli decimali. L’esistenza in questo genere di mondo sarebbe infernale perché R2 (102 = 100) è molto più grande della circonferenza 2PiR (2x3.1415...x10 = 62,83).

   La Luna, il satellite della Terra è una prova evidente che il raggio lunare appartenente alla cifra “3” è molto differente da quello terrestre situato sulla fascia “6”, motivo per cui la Luna è morta. Il nostro satellite doveva essere già contaminato dalle spore terrestri miliardi d’anni fa per la sua vicinanza, ma la vita non apparve mai perché il raggio lunare non è vitale. Immaginatevi quanti pianeti nell’Universo hanno vari raggi differenti da “6” e sicuramente in nessuno di loro sarà presente la vita, che si trova soltanto in quelli in cui il raggio moltiplicato con se stesso è uguale alla circonferenza (2Pir=R2). In altre parole il “Raggio della Vita” che permette l’apparizione degli esseri viventi deve soddisfare relazioni matematiche specifiche accomunate prima con le costanti matematiche universali e poi con le costanti fisiche.

   Per cercare la vita sugli altri pianeti si dovrà scegliere quelli che soddisfano il raggio di 2Pi. La nuova strategia di utilizzare il raggio laser direzionale per mandare messaggi e ricevere segnali da possibili civiltà extraterrestri dovrà obbligatoriamente tenere conto del Raggio della Vita dei pianeti presi nel mirino per il semplice motivo che il raggio laser è unidirezionale e selettivo e non panoramico com’è il segnale radio che va in tutte le direzioni. La notevole riduzione dei pianeti che soddisfano le relazioni matematiche che sostengono la Vita è dolorosa per noi, sempre più isolati e senza risposta. E poi perché le civiltà extraterrestri tacciono? Di sicuro perché sono estremamente rare. Però c'è anche una consolazione: basta una sola civiltà nella galassia che superando tutti gli ostacoli, in meno di 20 – 30.000 anni si potrebbe espandere dappertutto colonizzando l’intera Galassia. Però quante scomparse tipo: “Dinosauri", “’Atlantide" o “Diluvio Universale” ci aspettano ancora, nostra o di altre civiltà, per arrivare a tal evoluzione?

   Ritornando alla sorprendente scoperta dello speciale raggio terrestre di 2Pi detto “raggio della vita”, essa può avere implicazioni maggiori sul nostro modo di vedere il mondo ed essere efficienti nella ricerca di pianeti vivibili concentrandoci soltanto su quelli che hanno un raggio di 2Pi ossia quelli la cui circonferenza coincide con il raggio al quadrato. E’ assolutamente necessario questo rastrellamento poiché soltanto nella nostra galassia esisterebbero almeno 2.000.000.000.000 (duemila miliardi) di pianeti. La risposta è pertinente per almeno tre motivi:

  1. Se il nostro sistema solare ha già dieci pianeti (e cominciano rifiorire altri aldilà di Plotone) allora anche altre stelle avrebbero la stessa media e così moltiplicando per dieci le due cento miliardi di stelle della galassia si arriva ai due mila miliardi di pianeti.
  2. Già questo è un primo passo nell’individuare un percentuale della massa invisibile della nostra galassia ma anche dell’Universo.
  3. La risposta è pertinente anche perché l’enuncio dell’esistenza di pianeti attorno ad altre stelle, è stata fatta già mezzo secolo fa e non solo ma furono stabiliti in media di dieci pianeti a ogni stella. Questa scoperta mezzo-secolare (1963) l’ha fatta nient’altro che l’autore di queste righe. Ecco com’è successo:

   Ero nella quinta classe elementare, e dopo l’ora di geografia è rimasto sulla parete il poster del sistema solare con tutti i pianeti intorno al sole. Il professore di fisica mise accanto al suo poster contenente il modello dell’Atomo composto di simili cerchi di elettroni che circondavano il nucleo. Rimasi sbalordito dalla somiglianza tra i due e dissi al professore che se i due modelli erano così somiglianti allora anche le stelle, anzi tutte le stelle, dovevano avere dei pianeti. "Stai giù moccioso che ne sai tu?!" Fu la risposta, seguita poi da una domanda: ”E se fai lo scienziato, allora quanti pianeti avrebbe una stella? "Dieci" risposi. Ebbene passarono trenta anni da allora quando venne scoperto il primo pianeta extrasolare, nel 1995. La stessa cosa successe anche con la materia oscura dell’Universo, presa in considerazione solo di recente, io ne dimostrai l'esistenza già negli anni 1982-1983 quando, scoprendo le 24 velocità superiori della luce, dimostrai che almeno alla seconda velocità superiore della luce corrispondeva un mondo invisibile, proprio perché si muove più veloce della luce. Poi la storia si è ripetuta di nuovo dimostrando l’esistenza delle galassie circolari dieci anni prima grazie agli ”oggetti di Hoag”, idea estraibile e dimostrante attraverso il modello degli Universaloidi. Tramite gli stessi universaloidi individuai nel 1992 le stringhe e le super stringhe.

   Il Raggio della Vita di 2Pi che soddisfa la formula 2PiR=R2 non è l’unico parametro geodetico importante nell’Abiogenesi. Ce ne sono molti altri ancora che s’intrecciano con gli antichi megaliti, con i santuari e le piramidi. Ho prove inconfutabili che il sistema di piramidi risalente a decine di migliaia di anni fa fu ideato proprio a interferire positivamente con i macro parametri di geodesia planetaria per stimolarli. Il triplice sistema che implica Vita-Matematica – “Meccanica celeste” si estende al satellite Luna fino all’orbita planetaria, dimostrando che tutto è permeato dalle virtù matematiche e che gli antichi egizi che veneravano il dio Ra (Sole) e la dea Maat (Matematica) avevano ragione (vedi prossimo articolo). Infine consiglio agli astronomi di indirizzare già da ora i telescopi verso le stelle simili al Sole e verso i pianeti che si ravvicinano di più al raggio di 2Pi. Non per altro ma perché “Somiglianze stellari richiamano somiglianze planetarie” e viceversa.

Bucarest 23.10.1986
Roma 24.02.2002
Roma 17.01.2017

 

Autore:
Vasile Droj
- Paracleton
Ricercatore Transdisciplinare
Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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