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SCOPERTA NUOVA VELOCITÀ
OTTIMALE DELLA LUCE

L'ULTIMA "VELOCITÀ MATERIALE" DEL NOSTRO MONDO

LA FORMULA SUPREMA DELL'UNIVERSO

AUTORE VASILE DROJ

   Nello spazio cosmico in mancanza d’interferenze la materia si auto distribuisce secondo le leggi della geometria e dei loro rapporti numerici derivati. Per esempio due oggetti uguali creeranno un’ipotetica linea tra loro, tre oggetti un triangolo, quattro un tetraedro e così via. Nel vuoto cosmico la materia deve seguire per forza principi matematico geometrici, persino l’acqua e il fuoco diventano sferici. Se le masse si trovano per caso vicine a dei valori numerici “interessanti”, allora anche i loro movimenti seguiranno traiettorie interessanti. Le quantificazioni intermedie possono non sorprendere tanto, però quelle definitive che frizzano il limite sono sempre rigorosamente circoscritte a dei valori precisi con qualità interessanti. Lo sapevano anche gli antichi egizi che assegnavano alla dea Maat (la matematica), il compito di ordinare l’Universo. Le quantificazioni interessanti sono così coerenti e sistemiche da far presuppore l’esistenza nella Natura di un Sistema Unico di coordinamento. Si presuppone, ma già esistono prove che le misure specifiche come: masse atomiche, lunghezze d’onda, frequenze e altri parametri atomici sarebbero strettamente controllati dalle costanti fisiche universali come la constante gravitazionale, la costante di Planck, la velocità della luce etc. L’autore Vasile Droj scoprì già all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso, l’esistenza in Natura di un “sistema di quantificazione universale” che dirige la distribuzione, la struttura e la funzione di tutto ciò che esiste nell’Universo. Al di là delle misure atomiche specifiche, egli dimostra che le costanti fisiche universali si fondano sulle costanti numeriche universali. Sarebbe questa comunanza ai numeri che dà solidità al mondo fisico tenendolo in parametri ben precisi.

Velocità ottimale luce   Eppure tutto questo non basta, per mantenere in ordine la coorte di costanti fisiche universali che a loro volta hanno bisogno di coordinamento. Servono dei controllori che controllano i controllori, ossia delle Super Costanti universali. Se la costante della luce 299.792,458 km/s. è invalicabile per il nostro mondo fisico, la Super Costante della luce è una cosa impressionante, poiché esprime la velocità della luce alla 24 esima potenza esponenziale, qualcosa come un numero composto di 163 decimali. In altre parole la Super Luce percorrerebbe in un secondo uno spazio di miliardi e miliardi di volte più esteso dell’Universo osservabile oggi.

   Che il mondo fisico è penetrato e coordinato da quello numerico come “sistema” è indiscutibile provando indirettamente la validità della scienza e della tecnologia e tutta la metrologia utilizzata. La velocità della luce non è casuale nei suoi parametri numerici 299.792,458 m/s. che moltiplicati alla 24 ima potenza, danno niente meno che 27777777… cifra impressionante di 163 decimali. Il risultato ottenuto altro non è che il rapporto 25/9, più o meno le proporzioni di un mattone antico (vedi il sigillo di Maat).

   UNA VELOCITÀ SINTETICA DELLA LUCE

   All’inizio degli anni ’80 Vasile Droj fece un esperimento teorico per sperimentare che succede alla soglia della velocità della luce e al suo possibile superamento. Come le velocità lineari fotoniche all’epoca erano difficili da sperimentare nella loro realtà materiale, egli propose di accorciarle curvandole in un enorme cerchio. Anche per provare cosa succede con la materia a tale velocità propose di far ruotare un enorme asse sempre più veloce finche le sue estremità arrivassero alla velocità della luce. A delle rotazioni estreme le estremità che frizzano la velocità della luce dovevano disintegrarsi trasformandosi in luce. Ancor prima però le braccia dell’Asse sotto la pressione della rotazione dovevano curvarsi come quelli delle galassie. Nell’esperimento, fondamentale è la velocità della rotazione, più ancora che la lunghezza dell’asse ruotante. Se la rotazione è estrema, si può arrivare alla velocità della luce anche su un raggio di appena un chilometro, se l’asse fa molte rotazioni al secondo. Persino un uomo, ruotando la mano così veloce la trasformerebbe in luce, quasi quasi a farla uscire dal nostro universo materiale.

   L’esperimento dimostrava che la velocità lineare retta della radiazione non supera la fatidica soglia dei tre cento mila chilometri al secondo però nei campi ruotanti almeno teoreticamente il sorpasso poteva avvenire attraverso le velocità circolari. Quello che sorprendeva di più nelle equazioni era l’elemento velocità che aveva tendenza di mangiare tutti gli altri parametri persino il Tempo. In questo contesto se la velocità diventa infinita, essa ingoiava tutto come Kronos i suoi figli. Tutta questione di tempo o di kronos. In questa Teogonia, l’universologo si accorse che persino l’antica mitologia fondata su codici semantici remoti gli dava ragione. Il termine Velocità, lat. velox – velocitas, scomposto Ve-Lux, contiene al suo interno la parola “lux” conducibile alla velocità, e non una qualunque ma proprio quella massima possibile. Migliaia e migliaia di anni fa quando fu creata questa parola latina sapevano o no gli autori che la massima velocità nell’Universo è proprio quella della luce? Non solo ma la luce LUX è un tutt’una con la legge LEX e la Parola LEX(ico). Questa Triade è come la Trimurti vedica: Brahma - Shiva - Vishnu che governa l’Universo.

   Un elogio alla Velocità è anche il termine greco tahos, veloce (tachionico), pieno di significazioni codificate poiché la lettera “T” (+) è composta da 4 “L” riunite. Poi la lettera greca ”X” altro non è che la lettera latina “X” presente in LuX, LeX e LeX(ico). Proprio in questa ipostasi suprema, Tahos diventa Theos il Dio creatore della Theogonia dei greci. Una nuova straordinaria visione teogonica e cosmogonica è presente nell’Universologia e ben espressa nel libro “Cosmologia Suprema” di Vasile Droj.

   L’esperimento delle “velocità ruotanti” fu prolifico e con l’occasione saltò fuori anche una nuova sorprendente velocità della luce. Dovete sapere che nei processi in Natura, attorno ai punti critici maggiori gravitano molti altri minori che determinano insieme quello che deve succedere. Il punto critico è una torsione forzata energo-spazio-temporale capace di cambiare le proprietà di natura se no la natura stesa arrivandosi anche alla disintegrazione materiale. Per esempio nella vicinanza dello Zero Assoluto – 273,15 C° la materia, persino la luce rallenta fermandosi completamente. All’opposto, alla velocità della luce, la materia si disintegra trasformandosi in luce. Per il genere umano questi luminari estremi Zero Assoluto e Velocità della Luce sono intoccabili per momento come se fossero frontiere di altri mondi. Vitali per noi ora sono i punti precritici.  Uno di questi lo scoprì l’universologo V.D. Nell’esperimento delle velocità ruotanti, egli riservò all’asse ruotante la stessa lunghezza della velocità della luce ossia 299.792,458 km. anzi un sottomultiplo decimale come 2,99792458. E’ ovvio che una rotazione circolare contiene la formula 2piR, e perciò il risultato diventa 18,836515673. Utilizzando la “matematica delle potenze” egli scoprì che alla 40 esima potenza il risultato si fondeva nell’Unità “1”. Ecco:

   18,8365156732 = 354814322699… 16)251193929939… 20)316236085628… 40)100005261851…
41)188375068223… 42)354832992498… 56)2512071477386… 60)316252725495… 80)100010523978…
81)188384980237… ->.

Velocità ottimale luce   Lo sviluppo delle potenze del valore 18,836515673 è molto suggestivo presentando sul percorso due valori eccezionali, il 3.16236085628… che alla 20 esima potenza dà la radice di 3 e il valore 251193929939… conosciutissimo nell’antichità come numero di controllo e verifica. In fine alla potenza 40 il numero finisce nel valore 100005261851… che dovrebbe rappresentare l’Unità “1”. Se il gioco delle potenze continua, esso fa ripetere sempre gli stessi valori un po' modificati poiché il valore di partenza 18,836515673… è leggermente alterato nella sua composizione decimale. Perciò occorre modificare il valore numerico della velocità della luce per far sì che alla 40a potenza esso diventi 1000000000000000000000000000000… Facendo la correzione si arriva al valore puro della luce che è 299.792.063.645 mm./s. che moltiplicato con 2Pi, dà 188364908949.

   Alle successive potenze di questo numero tutti i valori diventeranno puri raccogliendosi nell’Unità Assoluta: 100000000000000000000000000000.. per ripetersi poi inalterati all’infinito. Ecco:

   18,83649089502 = 354813389233… 16251188643162… 20316227766035… 40100000000000000…
41188364908950… 42354813389233… 56251188643162… 60316227766035… 80100000000000000…
81188364908950.. -> 1201000000000000000000000000000000000000000000000000000000000…

   È impressionante vedere come gli stessi numeri si ripetono inalterati di potenza in potenza all’infinito. Rimanere sempre all’interno degli stessi valori numerici in un perpetuo ciclo, conferisce all’operazione delle potenze, qualità straordinarie specialmente di costanza. E’ come se i rispettivi valori corressero all’interno di un tunnel simile paragonabile a quello del laboratorio di particele di CERN di Ginevra (vedi Bosone di Higgs). Poiché i rispettivi valori numerici si riferiscono alla velocità della luce si presuppone che le loro virtù numeriche si trasmettono a quelle fisiche. Perciò la velocità della luce a poche centinaia di metri prima di arrivare alla fatidica soglia d’invalicabilità, disporrebbe di un corridoio di preferenza, come le uscite laterali sulle autostrade. In termini concreti un oggetto materiale, un’astronave, volando a questa velocità di crociera (299.792,063.645 km/sec) sarebbe protetta e “imbalsamata” all’infinito.

   Però appena superata questa velocità, la nave entrerebbe in uno stato d’instabilità che a poco tempo la porterebbe in uno stato caotico simile a quello presente nelle vicinanze dei Buchi neri nella cosiddetta zona dell’orizzonte degli eventi”. Sicuramente civiltà stellari molto evolute usano questa “velocità ottimale” nei lori viaggi interstellari. Come questa velocità si basa su quella circolare, è probabile che essa sia utilizzata come anello satellitario protettore intorno ai loro pianeti. Essi si sarebbero trasferiti in questo corridoio (di velocità 299.792,063.645 km/sec vivendo in uno stato di transizione permanente senza invecchiare, Lux aeterna. Il nostro pianeta con il suo stellite Luna ha le stesse virtù naturali o volute da “Qualcuno” poiché la Luna gravita a una distanza vicina a quella della velocità della luce (384.000 su 300.000).

   LA VELOCITÀ DELLA LUCE "VELOCITÀ SATELLITARIA"
   LA SCALA DEI MONDI

   Agli inizi degli anni ’80 l’universologo Vasile Droj scoprì che la velocità della luce era solo un aspetto particolare di una realtà infinitamente più vasta che prevedeva l’esistenza di altre 24 velocità esponenziali dove ognuna corrispondeva un universo specifico. Tutto derivante dalla famosa formula dell’autore: c24 = 27777777777777777... Altro che 24 universi sovrapposti, già nel nostro, la velocità della luce è una velocità di lumaca. L’autore si accorse che la velocità della luce di 300.000 chilometri/sec. era molto vicina ai 384.000 km. Che rappresentano il raggio orbitale del nostro satellite, la Luna. Caso o qualche leggità sfuggita, paragonabile a quella di Titius - Bode riguardante le distanze interplanetarie? E’ assurdo il fatto che la massima velocità del nostro Universo composto di miliardi di miliardi di galassie deve sottomettersi a una velocità di lumaca corrispondente appena alla distanza esistente tra un pianeta e il suo satellite. Sarebbe la prima e la più piccola articolazione di meccanica celeste tra i corpi spaziali classici. Questo paradosso portò poi alla scoperta delle successive 24 potenze della luce.

Velocità ottimale luce   Se la prima velocità ”c” = 299.792,458 km./sec. è “satellitaria”, la seconda c2= 90.000.000.000 km./sec. è planetaria (“sistema planetario”). Nei 90 miliardi di km/sec. della seconda velocità cosmica entra molto bene il sistema interplanetario più le Fascia di Kuiper. Per percorrere le sconfinate distanze della Nuvola cometaria e dell’Alone Solare, occorre una velocità ancor maggiore, un “c3”, ossia la velocità della luce al cubo. In fine per arrivare alla prima stella occorre il “c4”. In conclusione la luce ”c” per arrivare dal pianeta al suo satellite impiega un secondo, un altro secondo per percorrere tutti i pianeti (c2) un altro per percorrere tutto l’alone stellare incluso la Nube cometaria di Oort, (c3), in fine in un secondo, dal pianeta Terra la luce (c4) arriva alla prima stella. Secondo questa graduatoria ogni struttura celeste avrebbe assegnato la sua velocità e viceversa: a ogni velocità esponenziale della luce corrisponderebbe una mega struttura. Per percorrere le strutture galattiche e inter galattiche servono le velocità c5, c6, c7, etc. Tutto l’Universo osservabile è percorribile con al massimo il c9 o c10. Con la velocità c10 o “c11” in un secondo si percorre l’intero Universo visibile. Però, l’Universo in quanto entità e organismo, per sopravvivere ha bisogno d’istantaneità, ossia una velocità come una pulsazione al secondo che lo pervade facendo interagire tutte le sue cellule. L’universo è simile ad una macchina la cui “scatola di cambio velocità” a ogni velocità inserita: c, c1, c2, c3, c4… -> c24… apre un mondo totalmente diverso dal precedente.

   LA FORMULA SUPREMA DELL'UNIVERSO

   Ora ci pressa un grande interrogativo: Cosa rappresentano le velocità comprese tra c10 e c24? Tenendo conto che il passaggio da velocità a velocità non è doppio ma 300.000 volte superiore al precedente, allora ci troviamo davanti a realtà sconvolgenti. La materia oscura, specialmente l’energia oscura invisibile del nostro universo fisico targato “c” potrebbe essere appena l’assaggio di un altro mondo, il primo dopo il nostro, appunto il c2 interferente e non con il nostro. Se così fosse allora tutte le altre velocità della luce a poteri esponenziali cosa rappresenterebbero? Lo spazio occorrente a c24 = 277777777777777777… è spaventoso (163 decimali di capacità) e la semplicità e la complessità della formula sono armoniche come deriva da un'altra equazione ancor più sintetica a cui è accomunata: 1/27777777777… = 360 In altre parole l’Unità dell’Universo “1”, 10, 100,etc, etc. diviso per la velocità della luce alla potenza 24 (Iper Luce) dà niente meno che la circonferenza 360°, anch’essa Unità circolare.

Velocità ottimale luce   Questa è di sicuro l’equazione più grande che ci sia nell’Universo poiché si appoggia sull’Unità “1” che è il Centro, la Causa, la Sorgente etc. e la circonferenza 360° che rappresenta la periferia, il Mondo. Il gioco tra Centro e Periferia è quello espresso dal Mandala. L’equazione completa è espressa dalla Triade: MonadeMondoMandala. Tra la Monade Centro e la Periferia del Mondo, c’è il Raggio espresso dal raggio contenente le velocità della luce: c, c2, c3, c4… -> c24. In una parola ”metafisica”, il Mondo o l’Universo non sarebbe altro che lo spazio presente tra il Centro di un Cerchio e la sua periferia, tra cui vibrano 25 velocità della luce che creano altrettanti mondi. Una vibrazione istantanea che si sotto moltiplica in altre vibrazioni minori creando i mondi. Un Big-Bang però diverso da quello presentato dall’attuale conoscenza scientifica. Qui siamo davanti a un pre Big-Bang.

   Interessante il rapporto tra la circonferenza 360° e il diametro del Cerchio espresso dalla velocità della luce alla 24a potenza:

   360/2777777777777777777777… = 1296 (= 362).

   La relazione è veramente stupefacente: dividendo la circonferenza (Cerchio) per l’Iper Luce (Diametro) si ottiene niente meno che la circonferenza al quadrato 12960. In altre parole, con l’aiuto dell’Iper Luce il cerchio universale si divide in una miriade di altri cerchi, come le bolle di sapone dei bambini. Un ologramma impressionante. D’altronde l’autore chiama il grande cerchio generato dalle 24 potenze della luce ”Holone”. Questo principio circolare che in fin fine è sferico si ripete in ogni punto dello spazio, nel piccolo è chiamato “holino” e nel grande “holone”. Sarebbe il famoso “Uovo Cosmico”, “Uovo di Brahma”, “Uovo Orfico”, “Disco di Ra” etc., e quando si manifesta inizia la “musica delle sfere”. Le antiche profezie dicono che quando sarà svelato il mondo cambierà completamente. Persino le grandi piramidi del passato presenti su tutti i continenti furono erette per depositare il Supremo Uovo.

   Ritornando dal grande Holone sul nostro pianeta e sul suo satellite ci si accorge che la prima velocità della luce “c”, detta la “satellitaria”, nella quale è contenuta anche quella ottimale 299.792,089.949 km./sec. presenta delle caratteristiche “interessanti”. Il valore (149896031822) diviso in due dà la distanza media Terra – Sole 149.597.870,691 km. Non solo ma la distanza Terra - Luna 384.000 al quadrato dà la distanza minima Terra - Sole: = 147.456.000 km. che esprime il valore numerico l’altezza originale segreta della piramide di Cheope 147,572 m. Tenendo conto che nelle eclissi di Sole il disco lunare si sovrappone perfettamente su quello solare il mistero è ancor più intrigante dimostrando attraverso rapporti indiscutibili la presenza di uno scenario affascinante. Che fossero i costruttori stellari della costellazione di Orione o quelli galattici dello Stellarium a realizzarla? In un prossimo articolo sarà dimostrato che attorno all’ultima velocità materiale ottimale di questo mondo (299.792,063645 km/sec) fu creata l’orbita lunare, un tunnel di immortalità, e che la Luna è una vera "capsula atemporale" che frena il tempo secondo le scadenze scalari della piramide di Chefren.

Roma 15.05.2015

 

Autore:
Vasile Droj

Fondatore Centro Universologico di Roma

www.universology.com email vasidro@tiscali.it

 

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