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S E N S A Z I O N A L E   S C O P E R T A

IL PITTOGRAMMA DEI DUE FARAONI
LA NUOVA STELE DI ROSETTA 2.0

UN REMOTO LINGUAGGIO CONNESSIONALE GEO-ALFA-NUMERICO

IL RETTANGOLO FARAONICO – “RETTANGOLO DINAMICO”

L’ARTEMATICA

L’EGITTOLOGIA UNIVERSOLOGICA

AUTORE VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

    

         Nel presente articolo l’universologo Vasile Droj dimostra che soltanto dall’antico Egitto perverrebbero migliaia di documenti mai decifrati finora che avrebbero inciso al loro interno i segreti più profondi delle piramidi. Si tratterebbe d’innumerevoli pittogrammi che in un miscuglio di disegni ieratici e geroglifici inglobano straordinarie relazioni sulle piramidi. La composizione delle interrelazioni matematico geometriche contenute è così precisa e complessa da far rabbrividire qualunque studioso. L’autore Vasile Droj scoprì tutto ciò già negli anni ‘80 presentandolo in una conferenza all’Accademia Romena di Bucarest (1985) e poi all’Accademia d’Egitto di Roma nel 1990. Nel seguente percorso trentennale egli pubblicò i risultati in varie riviste e nel suo libro “Il Codice di Pensiero Ancestral Universale - Arcana delle Piramidi”, Edizioni Universologia, 1995. Le pubblicazioni più costanti però sono quelle presenti sul suo web: www.universology.com

       Il concetto più generale di questa super geometria sacra fu cognata da Droj come “Artematica”, ossia arte matematizzata. Il vero nome segreto è “Orthomatica” utilizzata soltanto dai super iniziati ormai scomparsi migliaia di anni fa che oggi non ci sono ma che dovrebbero essere ricreati (vedi la Scuola Universologica). L’ultimo grande “artematico” è stato Leonardo Da Vinci (2) che ha inserito in modo segreto nelle sue opere pittoriche, superstite conoscenze egizie accanto a una sua sintesi personale di geometria sacra. L’autore scopre lo stesso anche nel dipinto Salvator Mundi (92), (94). Nel suo libro “Codice Universale – Sottocodice Da Vinci”, Edizioni Universologia, 2007, dimostra bene tutto ciò.

piramide tron
piramide tron

 

 

 

 

 

 

 

 

    

  IL MISTERIOSO PITTOGRAMMA DEI “DUE FARAONI”

       In un pittogramma egizio che passò inosservato come d'altronde quasi tutti gli altri pittogrammi, l’universologo Vasile Droj scoprì qualcosa di straordinario, niente meno che i segreti della piramide di Cheope ben cifrati tra i geroglifici. Ma ancor prima egli scoprì il famoso “Rettangolo Faraonico” o “Rettangolo Dinamico” di cui tutta l’architettura egizia fu impregnata. Il presente articolo tratta esclusivamente questo.

(fig. 1)

     Il pittogramma dei “Due Faraoni” (fig. 1) presenta nella parte centrale su un piedestallo, due faraoni seduti nei loro troni a spalla a spalla, sopra di quali troneggia il disco solare allato, arrotolato da due serpenti cobra. Da una parte e dall’altra, due entità schematizzate attraverso il loro Ka conferiscono ai due sovrani  scettri di potere. A sinistra l’entità è Horus, il falco, mentre a destra c’è Anubis in vesti del cane. Il disegno sui laterali è accompagnato di geroglifici. Simili pittogrammi ci sono tanti in Egitto, però nelle ultime migliaia di anni nessuno ha visto finora qualcosa di diverso dalla loro semplice rappresentazione diretta. Dentro però c’è un tutt’altro mondo, zeppo di logica e conoscenze straordinarie espresse attraverso una matematica e geometria diversa.

(fig. 2)

     Il pittogramma che rappresenta i due faraoni seduti sui loro troni ha una particolarità interessante espressa da una dosina di linee verticali armonios intercalate come i paletti per indicare le fondamenta di una costruzione (fig. 2).  Queste linee sono la base fondante di una struttura matematico geometrica impressionante. Di più, secondo un’asse di simetria che scende dal centro del Disco Solare passando tra le spale dei due faraoni, la spartizione destra-sinistra diventa anche speculare (fig. 3). La specularità è normale e nelle immagini ma non nella scrittura che avendo un senso, specularizata diventa un'altra cosa. Però nel crittogeogramma non tutto é specularizzato, rimangono qua e là porzioni di scrittura geroglifica totalmente diversa (vedi le finestre azure che non sono speculari). Per esempio il falco Horus e geroglifici intorno sono diversi di quelli di Anubis. La stessa cosa succede con le corone dei due faraoni anche loro diverse, lo Uadjet e Deshret, dell’Alto e del Basso Egito. Sui laterali estremi del pittogramma sono altre due inadequenze speculari mentre in basso il solco tenente i due troni è totalmente non specularizzato nei contenuti così che il triangolo o piramide che ci fosse non cade sull’asse di simmetria. Daltronde il mondo degli omini è caotico e imperfetto. In resto tutto il pitogramma è identico a se stesso, una metà corrispondendo all’altra metà.

(fig. 3)

          Un'altra caratteristica interessante del pittogramma dei Due Faraoni è la presenza sui due pali laterali, sinistra e destra, di picole paline orientate verso l’esterno che sono una raffigurazione abreviata delle linee inquanto raggi di emanazione come quelle delle aure energetiche. Il fatto che sono presenti anche sui scetri di potere delle due entità divine che le mettono in mano ai faraoni, dimostra che appartengono al campo energetico. Proprio in questo campo fra pocco inizierà l’energizzazione del quadratto che diventerà rettangolo ”dinamizzato”. Il fatto che si tratta di energia, in quanto campo circolare, è indubbia poichè questi paletti hano sulla parte superiore una prolunga arquata verso l’interno per indicare la curvura del campo circolare. L’orientamento verso l’interno sugerisce la focalizzazione energetica sui due faraoni. Poi le paline energetiche si prolungano in basso, nella terra e sottoterra ricordando le energie teluriche su quale si appoggia la piramide.

        IL RETTANGOLO FARAONICO - CHIAVE DI VOLTA DELL’ARCHITETTURA EGIZIANA
Ora c’è da chiedersi perche tutti quei paleti gialli e quale la loro raggione d’essere. Semplice, per far vedere come si costruisce il famoso “Retangolo faraonico” ossia il “Rettangolo dinamico” che acresce e conserva l’energia dando stabilità ai tre modi; Divino - Semi Divino - Umano. Gli faraoni appartenevano al Mondo Semi Divino, un genere di “Terra di Mezzo” tra Ciello e Terra. I faraoni divinizati erano rappresentati sul trono ma anche sulle barche stellari seguendo i viaggi dopo la morte verso la stella Sirio da dove prendere l’autostrada stellare verso la costellazione di Orione. Non mancano le rappresentazioni terrene di navigazione sul Nilo in barche contenenti Rettangoli dinamizzati simbolo del loro poteree espansivo.

(fig. 4)

      Analizzando i rettangoli che inquadrano i due faraoni (fig. 4) si osserva che non sono costruiti a caso ma secondo le ferree regole del “rettangolo dinamico” o faraonico che consiste nel “dinamizzare” un quadrato moltiplicando il suo lato con la diagonale e costruirlo in su tanto alto quanto la stessa diagonale.

(fig. 5)

     Ma la cosa più interessante è che l’unione dei due rettangoli, crea a loro volta un altro rettangolo “dinamico” più grande, questa volta però in orizzontale. E’ la prova evidente che nella progettazione del pittogramma tutto fu ben calcolato e niente lasciato a caso. E questo è soltanto l’inizio. Tutto deriverebbe dal Principio Mat-e-mat-ico incarnato dalla dea egizia Maat (4), (60), (63), (67), (68), (84).

         LA DINAMIZZAZIONE MULTIPLA 
      Ecco ora come si procede con la ”dinamizzazione multipla”. L’altezza del rettangolo di destra si proietta in orizzontale sopra o sotto i due rettangoli, e da dove finisce si proietta in giù una verticale realizzando un quadrato (fig. 5). La diagonale di questo quadrato “dinamizzata” sulla base, porta alla creazione del classico rettangolo faraonico attraverso l’aggiunto rettangolare. Il nuovo rettangolo corrisponde perfettamente alla sagoma dei primi due rettangoli di partenza inclusivamente lo spazio tra i due paletti delle gabbie. Incredibile. Quando i creatori del pittogramma progettarono lo schema, hanno tenuto conto di questo in tal modo da far combaciare le proiezioni multiple.

         L’universologo Vasile Droj si scervellò decine di anni chiedendosi perché la “scalata dinamica” non combaciava con il rettangolo ottenuto dall’unione di due quadrati uguali e perché rimaneva sempre uno spazio libero. Ebbene questo spazio è proprio quello esistente dietro le spalle dei due troni contenuto tra le due linee verticali. Esso è paragonabile a un’Asse eterica, o meglio a una colona vertebrale eterica. In altre parole il rispettivo spazio verticale è proprio l’Asse della Piramide immedesimato dallo Zed.

(fig. 5)

            Alla costruzione di questo rettangolo orizzontale, gli autori hanno lasciato tracce indicatrici come la punta spiralata del cobra, che finisce proprio sulla linea del rettangolo, definendolo. Il fatto vuole indicare il punto preciso, dove finisce il latto orizzontale e inizia quel verticale discendente del quadrato. Non solo, ma la parte più retta dello stesso cobra non è altro che una prolunga della diagonale. E la meraviglia delle meraviglie, la Diagonale D1 del primo quadrato si continua con la Diagonale D2 del grande quadrato finale e tutto questo in barba allo spazio vuoto tra i due rettangoli originari di partenza. Così gli antichi egizi hanno risolto il problema delle imperfezioni aggiunte ai sistemi quasi perfetti incorporandoli in sistemi globali. Simili inavvertenze furono risolte anche dai primi faraoni quando passarono dalle piramidi a gradoni alle piramidi lisce, oppure quando si passò dalla piramide a doppia pendenza di Snefru alla piramide liscia di Cheope, o dal rapporto 1/9 perfetto a quel tipo Cheope geometricamente imperfetto, oppure dall’imperfetto allineamento tra le tre piramidi di Cheope; Chefren e Micerino ad altrettanto imperfetta distribuzione delle tre stelle della Cintura di Orione. In memoria a questa “mancata perfezione” i costruttori della piramide di Cheope hanno lasciato incompleta la punta della piramide Cheope.

     L’ESTENSIONE RETTANGOLARE DINAMIZZATA

(fig. 6)

      La straordinaria versatilità costruttiva dei rettangoli dinamici permette loro l’estensione nello spazio, senza limite, all’infinito. La conquista ordinata dello spazio attraverso l’estensione dinamizzata del famoso Rettangolo Dinamico fu utilizzata nell’architettura egizia ma anche da altre culture antiche. Continuiamo l’Odissea di questo allargamento. Si è visto come i due rettangoli di partenza che contengono all’interno i due faraoni assieme ai loro troni, furono dinamizzati in anticipo quando fu concepito il pittogramma. Poi i due rettangoli verticali riuniti formarono un rettangolo più grande però orizzontale. Ora se alziamo lunghezza (l’altezza del Rettangolo orizzontale) in verticale (fig. 6) otteniamo un quadrato che guarda caso finisce proprio sul bordo superiore delle ali del disco solare. Il punto superiore di contato è situato proprio all’incrinatura delle ali medio interne a quelle esterne. Il quadrato è marcato in base dal solco, lateralmente dalle verticali dei rettangoli laterali e sopra dal limite superiore del Disco solare e le sue ala. E come se non bastasse, tutte le tre diagonali de tre quadrati sono perfettamente sovrapposte.

       Ora c’è un’altra occasione di dinamizzare il quadrato ottenuto. Basta far scendere la punta della triplice diagonale del quadrato finale per ottenere il rettangolo faraonico, questa volta orizzontale. E guarda caso dove cade, proprio sul penultimo paletto verticale sinistro (fig. 7). Quello che impressiona è che qualunque mossa si fa, all’interno del pittogramma sia essa semplice o complicata, combacia sempre perfettamente sui connotati già tracciati sia dei paletti sia delle figure geometriche già costruite.

(fig. 7)

    L’ ESTENSIONE ESTERNA

         Nello sviluppo ulteriore del “principio rettangolare estensivo” abbiamo una situazione del tutto particolare e nuova nell’Egittologia, quella dell’estrapolazione connessionale” oltre il perimetro dell’oggetto e dell’inquadratura generale del pittogramma, ossia il prolungamento delle relazioni logiche matematiche all’infuori del reperto. Le linee e i rettangoli si continuano seguendo lo schema logico, molto al di là dalla bordura del quadro, praticamente all’infinito. Avvolte, si arriva a completare la formula persino fuori del pittogramma. L’universologo Vasile Droj fu il primo a presentare la scoperta al VI-to Congresso Mondiale di Egittologia di Torino (Italia) 5-9 settembre 1991.

     Nel pittogramma dei “Due Faraoni” fin qui esaminato, le relazioni matematiche geometriche si sono svolte nel perimetro disegnato tra i due faraoni, il solco sostenitore dei troni, il ka delle due entità, i paletti verticali e il Disco Solare alato nonché i geroglifici sparpagliati sui lati. Gli autori però non si sono accontentati e hanno esteso anche fuori del pittogramma lo sviluppo matematico geometrico delle figure attraverso la “dinamizzazione rettangolare” (fig. 8).

(fig. 8)

     Questa volta la diagonale del quadrato (contenente già tre quadrati) se alzata in verticale porta alla creazione di un rettangolo verticale più grande che esce fuori dal pittogramma. Se seguiamo però la (fig. 9) lo spazio libero a sinistra viene riempito fino alla bordura sinistra, dove c’è già un paletto rappresentato dalla verticale di uno scettro. Ed ecco formatosi un Rettangolo dinamico orizzontale con la parte superiore fuori dal “pittogramma dei Due Faraoni”.

(fig. 9)

    LA TRASLAZIONE

     La cosa più sorprendente è il fatto che all’interno del pitogramma il comlesso dei Rettangoli dinamizzati si possono anche spostare o, traslare in altre posizioni secondo la logica dei paletti sempre ben inquadrati (fig. 10). Trascinando a destra l’ultimo rettangolo orizzontale ottenuto, fino all’ultimo paletto della stessa parte, il lato verticale sinistro finirà proprio sul penultimo paletto dello stesso lato.

(fig. 10)

     A questo punto la Diagonale “D” se fatta scendere, compie un altro miracolo poiché chiude perfettamente un nuovo retangolo dinamico orizzontale proprio sul bordo limite sinistro del pittogramma (fig. 11). A questo punto abiamo quasi coperto il pittogramama e se faciamo scendere il rettangolo in giù fino alla base orizzontale del pitogramma la copertura e quasi totale previo una picola porzione ancora libera che si chiuderà scendedo la diagonale dell’intero rettangolo (fig. 12). Chiusura completta. Guardando in dietro, quanto strada si è percorsa dal primo quadrato e rettangolo cominceato dal trono del farone, abbinato poi al secondo faraone e così via dicendo fino a coprire l’intero pittogramma e persino fuori.

(fig. 11) (fig. 12)

     CONCLUSIONI

     Questa lunga Odissea matematico geometrica incrittata nel pittogramma dei “Due Faraoni" è stupefacente. Non si è visto niente di simile nell’Egittologia. Partendo da un quadrato evoluto in un rettangolo “dinamico” si è man mano costruita un’iperstruttura ordinata in espansione, tanto complessa da farci imbrividire. L’Artefatto è del neolitico, quasi 5000 anni fà e sembra che la mente individuale degli autori supera di gran lunga la nostra mente contemporanea. Da due una, o hanno utilizzato la simulazione computeriale, impossibile a quei tempi, opure hanno scoperto qualche formula universale vincente. Quest’ultima è quella giusta.

         RELAZIONI MATEMATICHE

     La diagonale del quadrato ha 45° e il valore √2 = 1,4142135.. mentre il rettangolo di primo grado ha la diagonale di 54°. Il complementare dei 54° sono i 36° (54 + 36 = 90). 36° = 360°/10. I valori numerici 54 e 36 sono fondamentali nella gestione dello spazio, specialmente quello in espanssione. Interessanti sono anche i loro capovolti: 1/54 = 0,185185185185.. à 0,063505792814 (sottomultiplo del raggio terrestre?), e poi 1/36 = 0,277777777777..(22), (23) dove il risultato ottenuto è parte finale di un’equazione superluminale. Interessante anche il raporto tra i due valori 54 e 36, ecco: 54/36 = 1,5 cioè una volta e mezzo mentre al contrario 36/54 = 0,6666666666666.. à 0,012345670123.. Sono tutti valori molto importanti nel perimetro numerico antico, specialmente quello egizio, essendo presenti nelle equazioni segrete delle piramidi. Parte di questi valori si trovano nel Sistema di Quantificazione Universale(3) scoperto dall’universologo Vasile Droj.

     UN NUOVO LINGUAGGIO CONNESSIONALE

     LA CHIAVE “GEO-ALFA-NUMERICA

     La scoperta riguardante lo straordinario contenuto presente nel pittogramma dei Due Faraoni è di importanza vitale per l’Egittologia. Così come lo studio sull’antico Egitto è sttao bloccato per migliaia di anni fino all’apparizione di Champollion che attraverso la Stele di Rosetta scoprì l’alfabetto geroglifico. Nello stesso modo il pittogramma dei Due Faraoni ci permete di scoprire un linguaggio matematico geometrico che apre un mondo del tutto innaspettato.

     Siamo davanti a un nuovo “Linguaggio Connessionale” che connette tutte pe parti di un reperto già codificato, per estrare informazioni, conoscenze, soluzioni, equazioni pensate dai creatori molte migliaia di anni fa. Un “messaggio” destinato ai posteri. La chiave di codificazione e decodificazione è “geo-alfa-numerica”, ossia geometrica, alfa, alfabetto,in questo caso geroglifico, e in fine numerico perché usa misure precise.  Il campo geometrico è espresso dal gioco dei rettangoli dinamici, il campo alfa è rappresentato dai gieroglifici esposti sui laterali mentre il campo numerico è espresso dalle varie misurre attribuite ai lati, alle diagonali e ai loro angoli nonche alle superficie delimitate.

     Il nuovo linguaggio Conessionale è come l’Ipertesto dell’Internet, quando si fanno dei link per inviare sia il contenuto che il lettore ad’un altra pagina o livello. Analogicamente nel pittogramma dei Due Faraoni le linee delle diagonali e dei latti dei rettangoli prolungate sui laterali passano attraverso alcuni geroglifici che diventano così chiave di lettura, o vice versa partendo da un gieroglifico seguendo stessa linea, si ariva alla demostrazione concreta attraverso le figure.

     A CHE SERVONO

     L’antico Egitto è pieno pi pittogrammi simili a quello dei “Due Faraoni”. Molti di questi contengono informazioni straordinarie. Il loro scopo fu quello di tramandare a noi posteri il “sistema operativo universale” riguardante la struttura e la funzione dell’Universo. Il modello concentrato di questa visione era ed è la Piramide che contiene le formule supreme dell’Universo. Il pittogramma dei Due Faraoni è più dedicata alla piramide di Cheope che ai Rettangoli dinamizzati (vedi prossimo articolo). La convinzione degli sacerdottti egizi era che soltanto colui che avesse decifrato almeno ventitre pittogrammi, undici grandi monumenti e venti statue faraoniche avrebe potuto decifrare anche i supremi segreti della Piramide di Cheope, Chefren e Micerino. Fu chiamata la “profezia delle pietre parlanti” che diceva: “verrà un tempo quando le pietre comincerano a parlare..”* Le “pietre parlanti” sarebbero quelle degli antichi monumenti: piramidi, megaliti, templi, pittogrammi, statue, etc. che una volta decodificate svelerano realtà e verità inimaginabili ora. Colui che fa parlare le pietre è il “Verificatore”. 

    I pittogrammi servivano a quei tempi anche a essersare la Mente, e l’Intelletto, per poter accedere al Logos, ed erano utilizzati nell’iniziazione ai grandi Misteri. Dai classici tre corp: Ka, Ba, e Akh, era l’Akh quello più importante e immortale, poiché depositario della Logica idestrutibile. Le abilità geometriche acquisite nella vita servivano all’anima del defunto faraone a districarsi nelle geometrie stellari per arrivare alla Casa degli Dei nella costellazione di Orione (7), (50), (53), (48), (49). 

 

Segue

Roma 16.09.2019


Vasile Droj

Fondatore Centro Universologico di Roma

www.universology.com  e-mail vostreopinioni@universology.com

 

 

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